Tanti auguri

Finisce l’anno: e, come è d’uso, anche chi non crede nel tempo che trascorre ha qualche proposito da compiere e qualche desiderio da esprimere per l’anno nuovo. Siccome questo è un blog che parla del mio lavoro, è lì che focalizzerò i miei desideri: il resto è vita privata, non c’entra nulla e interessa solo il sottoscritto.
Vorrei che il 2007 mi portasse un pò di serenità lavorativa: lavorare bene, con accuratezza, senza l’assillo della lista quotidiana di esami da portare a termine nel minor tempo possibile. Avere il tempo di guardare negli occhi i pazienti, parlare con loro, dargli l’impressione che non sono dei numeri di codice da digitare prima di scrivere il referto ma persone con una storia, ognuna differente dalle altre, ognuna interessante come le altre.
Vorrei che nel mio reparto regnasse l’accordo che meritano bravi professionisti, gente che lavora in trincea ogni giorno dell’anno, medici da ospedale e non da telefilm di prima serata o da talk show televisivo o da clinica privata o da
consesso scientifico d’avanguardia. Persone che non pensano a scrivere il proprio nome in grassetto e sottolineato ovunque capiti, ma a lavorare.
Vorrei avere il tempo di discutere dei casi clinici con i colleghi di altri reparti, poter partecipare alle riunioni interdisciplinari senza problemi di turni o di tempo che manca; sapere di ogni singolo paziente come è andata a finire, capire dove ho sbagliato per non ripetere un’altra volta lo stesso errore.
Vorrei avere anche il tempo di leggere la pila di articoli scientifici che giace sulla mia scrivania da settimane senza dover erodere tempo alla mia famiglia, senza dover aspettare la notte e studiare con la lucina da libro per non disturbare mia moglie che dorme.
Vorrei da chi gestisce il mio lavoro, a tutti i livelli, partecipazione, interesse, consapevolezza. Vorrei che i miei problemi lavorativi fossero condivisi da chi me li provoca (più o meno coscientemente); vorrei non dovermi più lamentare di come vanno le cose perché finalmente c’è qualcuno che mi ascolta pensando non alla rottura di palle a cui è sottoposto mentre gli parlo, ma a come lavorare insieme per risolvere i problemi.
Vorrei che diventasse chiaro un concetto fondamentale: fatte salve le dovute eccezioni, nessun medico ospedaliero lavora solo per il denaro; ma nessun medico (nessun lavoratore, punto e basta) può lavorare senza un progetto, una visione, senza sapere dove lo stanno conducendo e perché.
Sarà un anno bello tosto, quello che arriva: e io Vi auguro tutto il meglio. Anche se credo che non sia importante che ogni singolo desiderio si avveri: è importante già solo averne qualcuno, e lottare ogni giorno per la sua realizzazione.

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