La lite

Perché, vedete, io lo sapevo.
Cosa? Che il mio webmaster, noto guerrafondaio antisanità (e solo Iddio che è nei cieli conosce i motivi per cui un lontano giorno del 2005 volle regalarmi questo blog a tema), alla prima occasione avrebbe cercato di prendermi in castagna. Sostenendo, come al solito, che io prendo sempre le difese dei medici e mai dei pazienti.
Ma stavolta l’uomo non mi frega. Fermo restando che senza conoscere i fatti nella loro precisione è difficile dare un giudizio sulla vicenda (tipo: se i danni incalcobabili al bimbo e alla madre fossero indipendenti dalla lite, e questo purtroppo ancora non lo sappiamo, la lite stessa avrebbe guadagnato lo stesso la prima pagina dei quotidiani nazionali?), adesso vi racconto una cosa.
Io di risse tra medici, in corsia di ospedale, ho già sentito parlare. Da mesto studentello del quinto anno di medicina, in un prestigioso reparto universitario di chirurgia, tra il famoso primario nonché emerito professore universitario e un suo aiuto anziano. Anche in questo caso improperi, minacce, cazzotti volati fra i letti dei pazienti attoniti. E, immancabile, la notizia sul quotidiano locale del giorno dopo.
Il problema, in questo caso, è che i medici in questione non sono difendibili. Un altro problema è che un medico dovrebbe lavorare in ospedale, e l’ospedale dovrebbe provvedere interamente alla sua attività (anche quella privata, sebbene non con le assurde modalità in vigore attualmente); non dividere la sua attività tra studi privati di vario genere e grado e tenersi il lavoro ospedaliero a mò di rete da pesca, come accade in certe regioni d’Italia che conosco molto bene.
Un altro problema ancora è che in un reparto ospedaliero si lavora in tanti, e non tutti possono essere simpatici a tutti o essere oggetto di stima incondizionata e a prescindere. C’è sempre qualcuno che lavora con un metodo differente dal tuo, o lavora male, o lavora troppo bene e a te brucia il sedere. C’è sempre qualcuno con cui è facile dialogare, e qualche altro dal quale piuttosto che ricevere consigli preferisci sbagliare in algida solitudine.
Insomma: alla fine, come in tutte le cose, è questione di buon senso. E siccome non tutti ne siamo dotati in modo equo e soddisfacente, e la dignità (lavorativa e non) ci vuole una vita per impararla ma un minuto per perderla irrimediabilmente, chi ha sbagliato (e spero vivamente che l’errore stavolta non sia nella sostanza ma solo nella forma) è giusto che ne paghi tutte le conseguenze.
E così il mio webmaster è servito.

28 Responses to “La lite”

  1. Vito ha detto:

    In ogni caso, mi associo a non sapere il reale sviluppo degli eventi.
    Questo è quanto di più puerile dei comportamenti di un medico, qui si rischia la vita.
    Cito riportando testualmente da corriere.it: “Occupati a litigare sul tipo e sulle modalità dell’intervento, questa l’ipotesi accusatoria segnalata dalla denuncia del marito della donna, De Vivo e Benedetto avrebbero trascurato la partoriente, che proprio in quel momento andava in difficoltà respiratoria, mentre il feto segnalava un progressivo abbassamento del battito cardiaco. Il piccolo per due volte è andato in arresto cardiaco, con probabili danni cerebrali ancora da valutare. La mamma un’ora dopo il parto ha invece accusato un’emorragia e deve essere operata una seconda volta, per l’asportazione dell’utero.”

    L’errore è umano, tutti possono sbagliare, fare il medico/dottore/chirurgo è una enorme responsabilità non per tutti; sopratutto non per loro.
    Un errore può comportare la salute se non la vita di un paziente; anzi come piace dire alla sanità di oggi: “cliente”

    Alla faccia del Giuramento di Ippocrate

    • Gaddo ha detto:

      Purtroppo qui non c’è niente di puerile: si tratta piuttosto delle nostre peggiori miserie. Di uomini prima, e di medici poi. E sono le stesse miserie che riempiono le nostre giornate lavorative: piccole e grandi invidie, insofferenze e scarso rispetto per il lavoro altrui. Miserie che non raggiungono le prime pagine dei giornali perchè non fanno il morto; però sono quelle che rendono invivibile un ambiente lavorativo. Come quando un collega ti sputtana alle spalle invece di difenderti: ci sono in circolazione autentici fenomeni del settore, alcuni dei quali dopo anni di martellate sono persino arrivati in cima alla famosa piramide.
      Ho sentito dire da qualcuno che la sospensione del primario del famigerato reparto di ginecologia sia una punizione ingiusta, per uno che non ha partecipato al misfatto. Non lo so: io credo che un primario vero, che faccia il lavoro per cui è pagato e non abbia tutte altre preoccupazioni per la testa, non può non essere a conoscenza di un problema personale così grave tra due collaboratori. E non aver già predisposto tutto affinchè non accadano guai.
      Sono miserie. Miserie umane, che accadono dappertutto e quasi mai fanno notizia. Solo quando ci scappa il morto, o un gionalista ci guadagna qualcosa a raccontarlo.

  2. Vito ha detto:

    Cavoli…. ma qui lo scarso rispetto per il lavoro altrui ha messo a serio rischio di vita e qualità della vita una donna ed il suo bimbo.
    Ma sono professionisti o.. cosa??????????
    Io ti conosco, tu piuttosto in quei momenti avresti rinunciato alla tua vita privata, a tutto quel giorno anche ad orario passato (te stesso, tua moglie, i tuoi figli) perchè sei un VERO PROFESSIONISTA. Chissà le volte che lo hai fatto, lo hai scordato persino tu quante volte hai anteposto il bene del malato a tutto il resto.

    Sullo sputtanamento, ciò avviene in tutti i settori ed a tutti i livelli, ricordiamoci una grande filosofia:
    ….”colui che striscia non inciampa”….

    Parliamo poi dei primari veri, e non solo………..
    Ma com’è che nonostante la “rivoluzione sanitaria” fatta non da molto dove il medico doveva scegliere tra “pubblico e privato” ad oggi la stessa struttura, lo stesso medico, gli stessi studi, gli stessi strumenti;
    con l’ASL devi attendere mesi (E MESI) e privatamente, mi è parso di sentire, PAGANDO, domani mattina?
    Sarò qualunquista….
    Sarò populista….
    Sarò ignorante….
    Ma io (VERO E TOTALE CONTRIBUENTE inquanto dipendente)non accetto questo trattamento fatto di mesi di prenotazione per poi scoprire che ci sono macchinari fermi in disuso per mille motivi o peggio “inesistenti” perchè presenti non in ospedale ma negli ambulatori privati (ma pagati dallo stato); di attese di ore al pronto soccorso, di tanto altro……
    Ma questo l’ho solo sentito dire 🙁

  3. Gaddo ha detto:

    Accidenti, quanta carne al fuoco! Sempre lo stesso, tu, eh?!? 🙂
    Per quanto riguarda la “rivoluzione sanitaria” della libera professione, ne avevo già parlato in un vecchio post di qualche anno fa (che chissà adesso che fine avrà fatto, dopo il casino che ho combinato sul sito…). In sostanza, raccontavo che la libera professione intramoenia in realtà è uno specchietto per le allodole che non tiene affatto i medici in ospedale più di prima, ma in compenso gli fa guadagnare meno soldi e crea scontento in chi telefona al centro prenotazione e si sente dire che l’appuntamento è fra sei mesi, ma se paga anche domani.
    La libera professione non è una graziosa concessione che ci fanno le amministrazioni: è un nostro diritto di professionisti praticarla, dentro o fuori l’ospedale. Se tu volessi fare un’ecografia in un ospedale con le liste a sei mesi dovresti rivolgerti comunque al centro privato: il fatto che il radiologo che te la fa in libera professione il giorno dopo sia lo stesso che te la farebbe dopo sei mesi è un dato del tutto incidentale. Se quel radiologo non facesse libera professione intramoenia chissà in quale centro privato dovresti cercarti l’appuntamento.
    E questo è un punto. L’altro è il guadagno: un’ecografia dell’addome costa, in libera professione intramoenia, 78 euro. E’ un prezzo non stabilito dal medico ma dall’amministrazione: che, fra le altre cose, intasca un bel terzo della cifra. Sul rimanente (circa 50 euro) il medico paga le tasse: ne consegue che in saccoccia gli entrano meno di 30 euro a esame. Pizza e birra per due. Confrontate il guadagno netto del radiologo con quanto vi chiede l’idraulico per la sola chiamata urgente, e poi sappiatemi dire.
    Tutto questo non per fare polemica, beninteso: è che ci capita sempre il paziente incollerito che dice: Ma come, in lista normale tutto questo tempo e in libera professione il giorno dopo? Mi dispiace, signori, ma questa è la sanità che avete voluto votando le persone che avete votato. Volete liste di attesa più brevi? Costringete i politici ad assumere più personale, perchè il problema sanitario italiano, in questo momento, è proprio quello della insufficienza di personale.
    Circa il resto della nostra questione, volevo solo aggiungere che il problema a volte non è l’errore in sè. L’errore medico, come ho sottolineato infinite volte in questo blog, entro certi limiti è comprensibile; e, se spiegato al paziente con i modi dovuti, forse anche scusabile (non sempre, ma spesso si). Il problema nasce, come nel caso di Messina, quando l’errore non è tecnico, legato alla stanchezza, alla situazione complessa del paziente e alle altre mille difficoltà che rendono bello e terribile il nostro lavoro. L’errore di Messina è stato un atto di cialtroneria: è il cialtrone che ci amareggia tutti, non quello che commette l’evitabile errore ma ci ha messo tutto sè stesso per non sbagliare. Anche quando l’atto di cialtroneria è di chi ti monta una tenda in terrazza o ti aggiusta il rubinetto della cucina.

  4. Vito ha detto:

    Si sta sviando (anche se con argomenti validi) dal post iniziale; la mia risposta rimane identica: indipendentemente dal perchè non è tollerabile e non ci sono ipotesi e non esiste scusa che giustifichi un professionista che commette tali gesti e comportamenti.

    Sulla tua ultima risposta ne avrei da replicare (uuuuuffh)…..
    Casomai apri un altro post a tema, il confronto porta sviluppo!!!!

    P.S.: da tempo hai questo blog e mi hai sempre detto e chiesto di registrarmi e scrivere, ora l’ho fatto e lo rimpiangi vero?? 🙂

  5. Vito ha detto:

    Io Uomo della Strada faccio la fila al pronto soccorso ed in tutte le strutture mediche pubbliche per ogni qualsivoglia cosa.
    Tu e/o la tua categoria, e/o gli “Eletti” si bypassa la trafila e fila, è così che funziona il “sistema” e ci si rivolge a propria scelta al migliore.

    SENZA CONTARE CHE IL MIO PUNTO DI VISTA E’ IL PIU’ IMPORTANTE: IL PAZINENTE, L’UOMO DELLA STRADA (Gaddo docet).

    Interpreto la tua risposta in 2 modi:

    Modo A:
    preso per il culo….
    L’Uomo Della Strada è colui che permette di vivere a coloro che si sentono gli “ELETTI”
    Tutti si è Eletti, tutti si è Uomo Della Strada, basta cambiare il punto di visione.
    Cosa farebbe un paziente senza medico? Ed un medico senza paziente?
    Cosa farebbe un medico Eletto senza il “caldaista”? o elettricista? o idraulico? o l’Uomo Della Strada?

    Modo B:
    compiaciuto….
    Se si vuole veramente offrire il meritato servizio al paziente, bisognerebbe ascoltarlo, non fingere di compiacerlo e giustificare il disservizio dando colpa “al sistema”.

    Che poi ci siano pazienti che per un semplice starnuto corrono al pronto soccorso è innegabile, così come per casi più importanti ci si trova dinanzi ad uno staff medico arrogante, spesso cafone, che minimizza o sminuisce o fa attendere per ore il paziente nonchè Uomo della Strada.
    Che non possano mai essere dall’altra parte della scrivania… ed in quel caso che non trovassero chi li tratta come trattano….
    Anzi… che ciò avvenisse così forse capirebbero!

    Perchè ti attizza una cifra il mio punto di vista da
    UOMO DELLA STRADA??????
    Forse perchè tu non lo sei più.

  6. Gaddo ha detto:

    Adesso si che siamo andati fuori tema.

  7. Vito ha detto:

    SCUSA 🙁

    Sai quanti ti ammiro , quanto ti stimo e quanto ti voglio bene….
    Sia come GRANDE uomo che come GRANDE “lastrista” che vive nell’intuire il segreto che resta nascosto nell’oscurità ctonia del tubo catodico, i cosiddetti raggi X. 🙂

    Il discorso è svicolato in dissapori assolutamente NON personali. Anzi…
    Verrei a vivere dalle tue parti solo per farmi curare da te (e lo sai che solo da te, che sei l’ultimo che mi ha bucato la ciappet… in senso di puntura però!!!)
    E’ solo che mi infervoro quando vedo ciò che, fortunatamente di rado vivo, in ospedale.
    Parlando da Uomo Della Strada:
    perchè tantissimi tuoi colleghi hanno perso decisamente l’amore per ciò che fanno?
    Lo dimostra il loro modo di porsi, di parlarti, di “atteggiarsi”, nel non dire o far finta di fare, nella loro totale indifferenza di fronte a te che passi le notti insonni attendendo un esito che loro sanno dopo poco ma che ti comunicano solo dopo giorni a fronte di insistenze, di appuntamenti fissati con il primario del reparto disdetti 2 ore DOPO l’orario dell’appuntamento, appuntamento per il quale hai preso ore di permesso dal lavoro….

    Aahh se ne ho di cose da raccontare…..
    Ma queste sono altre storie, altre realtà vissute…..

  8. matteo ha detto:

    Caro Gaddo,
    vedo che il tuo nuovo ospite ti dà del filo da torcere ma ti stima profondamente. Curioso…
    Uno dei meriti di questo blog è quello di dare voce anche all’uomo della strada, quello che legge i giornali e guarda la TV con le sue notizie talvolta gonfiate e crudemente riproposte.
    I mass media non si lasciano perdere l’occasione per sputtanare chiunque commetta gravi errori: figuriamoci se si lasciano scappare l’occasione di sputtanare i medici appena fanno una minchiata…
    Comunque il mio personale giudizio sulla vicenda dei ginecologi è negativo, molto negativo e lede la credibilità di tutti noi Dottori.
    Meriterebbero A) di essere licenziati B) di essere espulsi dall’ordine (dopo avere attentamente esaminato la situazione onde evitare clamorosi errori di giudizio visto il coinvolgimento dei mass-media)

    Caro Vito ,
    la tua domanda “perchè tantissimi tuoi colleghi hanno perso decisamente l’amore per ciò che fanno? ” mi risuona nella mente e mi fa riflettere.
    Forse il sistema sanitario così come è, toglie un bel pò dell’entusiasmo che spinge un uomo ad essere Medico.
    Non parlo di soddisfazioni economiche, ma di piacere di lavorare per la salute delle persone.
    Non parlo di gloria mediatica ma di orgoglio professionale nello stare al servizio del malato.
    Credi che un medico ospedaliero si senta contento di essere trattato come un operaio della fabbrica-ospedale? NO
    Ci hai mai pensato a come si sente un Medico quando dice a una Paziente che la mammografia con attesa di 6 mesi la può fare in libera professione domani?
    Te lo dico io : si sente una merda
    E credi che questo sia una scelta dei medici? No mio caro, non l’hanno deciso i medici…

    • Gaddo ha detto:

      Il guaio è che le due categorie, medico e paziente, invece di muoversi in sincronia hanno da qualche tempo cominciato a muoversi l’una contro l’altra; e bene armate. Sicchè alla fine ha ragione Vito, che ce l’ha a morte con i medici (esclusi i presenti) perchè si sente vittima di un comportamento scorretto, e solo Dio sa quanto ha ragione (se parla così infervorato è perchè gli sono capitati alcuni, diciamo così, inconvenienti ospedalieri); ma ha ragione anche Matteo, quando mi da’ manforte a sostenere la tesi che la sanità italiana, come è strutturata oggi, non è responsabilità dei medici, che la subiscono al pari dei pazienti, ma della classe dirigente politica.
      Uno degli scopi del blog, lo ripeterò fino alla nausea, era di avviare un dialogo basato sulla comprensione delle reciproche esigenze, e non sulla recrminazione per le cose andate storte, da una parte e dall’altra.

      @ Matteo

      Se questo botta e risposta ti sembra filo da torcere è perchè tu non conosci personalmente il mio interlocutore, che sa essere molto più virulento di così! 🙂
      E la stima che hai notato, (reciproca, come l’affetto) nasce dalle circostanze fortuite in cui ci siamo conosciuti: che sono di quelle che cementano amicizie per l’eternità.

  9. Vito ha detto:

    Bene!!!
    Ora ho attirato l’attenzione di un altro medico…. BENISSIMO!!!!!

    Caro Matteo,
    passi l’ormai etichetta “uomo della strada” ma si faccia la giusta attenzione a non crearne un’immagine bieca e grottesca, non sono Shrek e non sottovalutarmi.
    Non sono solo quello a cui dare voce, l’uomo della strada, quello che legge i giornali e guarda la TV con le sue notizie talvolta gonfiate e crudemente riproposte.
    Non sono nemmeno il Mago Oronzo che ti unge la giacca e la cravatta con il solo pensiero, che gira con la canottiera bianca macchiata di sugo e lo stuzzica denti in bocca. 🙂

    I mass media fanno il loro sporco lavoro, di certo spesso ingigantiscono per ottenere risalto, spesso stravolgono la realtà, spesso inventano, spesso sono “pilotati” nonchè profumatamente statalmente sovvenzionati.
    Di certo c’è che la sanità non si esime da mere figure.
    Non posso ribattere alle tue rimostranze nei confronti del “sistema” che taglia le ali a medici seri (e tanti ce nè), io non lo sono (medico).
    Non parli di gloria mediatica ma di orgoglio professionale nello stare al servizio del malato; lo stesso malato che talvolta è risentito di come viene trattato, magari prendendosela con te, con te professionista che credi in ciò che fai e lo fai al meglio magari.
    Ti senti una merda quando prescrivi una visita con data a 6 mesi? Mi spiace, posso immaginare il tuo imbarazzo.
    Ma la domanda nasce spontanea: ma chi gestisce le strutture? Perchè la vostra professione non ha potere di far presente alla dirigenza quale è il problema? E se ciò avvenisse perchè per ora, nulla cambia?
    Il dialogo e la comprensione prevede 2 o più interlocutori che in modo costruttivo interagiscono al fine di ottimizzare.
    Non sarò certo il solo ad esprimere del malcontento nei confronti di taluni medici e/o metodi.

    Il mio diritto e dovere è esporre in modo educato e costruttivo ciò che a mio parere non funziona o funziona male, così come è tuo, vostro diritto e dovere di medico accettare il feedback e farlo valere ai cospetti della dirigenza. Se poi non vi è riscontro, sarà vostro diritto e dovere parlare con il paziente esponendo le decisioni prese “dall’alto”.
    Se un medico ospedaliero si sente trattato come un operaio della fabbrica-ospedale cosa fa per cercare di cambiare le cose?
    Gaddo parla di comprensione delle reciproche esigenze ma le distanze, ad oggi, sono ancora notevoli, sono i medici il filo conduttore tra paziente e dirigenza sanitaria.
    Se mollate voi, se voi smettete di amare ciò che fate, diventate parte del sistema, diventate come quei dottoruncoli che odiavate ai tempi del tirocinio, quegli ominicchi col camice che guardavate con quasi disprezzo dicendovi “io non sarò mai così”.

    Ecco……. non diventatelo per cortesia

  10. matteo ha detto:

    Caro vito,
    ti faccio i complimenti per come affronti in modo approfondito l’argomento: ci voleva qualcuno che alzasse il livello del blog; ti invito solamente ad essere più sintetico se ti riesce.
    Mi soffermo sul tuo ultimo appello : “Sono i medici il filo conduttore tra paziente e dirigenza sanitaria…”. Beh non credere che sia facile per noi medici ospedalieri dialogare con una dirigenza sanitaria e amministrativa del tutto disinteressata alle nostre sorti, iper-burocratizzata e spesso incompetente.
    Io mi sono laureato in medicina e voglio fare il medico e non il “mediatore culturale” tra un amministrazione aziendale politicamente scelta e gli operatori della sanità.
    La tua domanda “Perchè la vostra professione non ha potere di far presente alla dirigenza quale è il problema?” la dovresti rivolgere ai nostri Ordini Professionali che a quanto pare hanno come unico pensiero quello di riscuotere la quota annuale di iscrizione. Gaddo sostiene che siano i Primari a dover cmbiare le cose ma io non sono d’accordo.
    Per me i primari non esistono più da molto tempo.

  11. Gaddo ha detto:

    La prima cosa che mi preme precisare è che al termine “uomo della strada” nè io nè Matteo, credo, volevamo fornire un significato offensivo. L’uomo della strada è semplicemente un non addetto ai lavori e dunque, quasi sempre, un paziente,
    Poi, come al solito, non riesco a non ritrovarmi nelle parole di Matteo circa la scomoda posizione, tra incudine e martello, in cui si trovano i medici italiani. Una posizione della quale, tra l’altro, all’uomo della strada frega ben poco: come dice sempre un mio caro amico, a me non interessa perché un medico sbaglia, interessano i danni derivati dal suo errore. Come a dire: avete voluto la bicicletta? Adesso pedalate!
    Ma il problema vero, lo ripeto ancora una volta e sarà l’ultima, sta nella contrapposizione forzata medico-paziente, che i media gonfiano a dismisura perché sposta l’attenzione dai veri responsabili dello sfascio, ossia i politici di professione. I quali, nel 2010, ci stanno facendo pagare, come medici e come pazienti, lo scotto di anni di gestione disinvolta delle risorse sanitarie.
    Per cui alla fine medici e pazienti si ritrovano non a percorrere un pezzo di strada comune, ma a recriminarsi vicendevolmente atteggiamenti sbagliati. Parlando ognuno la sua lingua, dunque senza capirsi. I commenti a questo post sono un esempio lampante di come due persone possano lamentarsi dello stesso stato delle cose ed essere comunque in disaccordo e in polemica. E avendo al tempo stesso tutti e due ragione, e tutti e due torto.

  12. Gaddo ha detto:

    @ Matteo

    Io non dico che i primari “devono” cambiare le cose. Dico che “possono” cambiarle. La differenza non é accademica, e sta tutta nella pasta di cui si è fatti.

  13. Vito ha detto:

    Seguendo i suggerimenti cercherò di essere breve…. (anche se il dono della sintesi non è il mio forte)

    Ma se i medici non riescono a dialogare con la dirigenza, se la dirigenza non considera i medici, se esistono medici che per entrare a far parte della dirigenza sono disposti a tutto e…. soprattutto i VERI medici si rassegnano al “sistema” che si fa?
    Si da colpa al “sistema” e si sbaglia le trasfusioni ammazzando un paziente (vedi ultimo caso)?

    Ha ragione Gaddo, tutti si ha ragione e tutti torto?
    Manca la giusta comunicazione?
    Il paziente dice che 2+1=3 il medico dice no! 1+2=3 e viceversa.
    Stesso risultato ma due interpretazioni differenti.
    Che sia questo il gioco della dirigenza?
    Un semplice gioco per creare caos affinchè ci si scanni tra volgo nelle banalità ovvie, mentre la nobiltà ne giova omettendo le gravi proprie lacune?
    I primari “possono” cambiare le cose?
    Ma vogliono?

    • Gaddo ha detto:

      Che si fa? Non ci si lascia infinocchiare il gran giorno del voto, ammesso che (e non concesso) che per qualcuno davvero lo scopo non sia infinocchiare gli italiani. Oppure si perseguono canali di comunicazione alternativa, alla ricerca di spiragli di reciproca comprensione: per esempio, tu avresti immaginato quali sono i perchè dell’appuntamento immediato in libera professione con liste normali a 6 mesi? Avresti pensato che magari in questa scandalosa asimmetria i medici che fanno l’esame sono quelli che c’entrano di meno?
      Quanto ai capi, certo che possono cambiare le cose, a ogni livello. Che poi vogliano, beh, questo è un altro discorso. Ognuno alla fine dovrà dare ragione dei propri comportamenti, in un modo o nell’altro.

  14. Vito ha detto:

    C’è da aggiungere altro?????????

    (ANSA) – BARI, 10 SET – Tredici ore in ambulanza rimbalzando da un ospedale all’altro prima di essere ricoverata per una consulenza neurologica.
    Sarebbe successo a una anziana donna di Conversano (Bari) malata di Alzheimer i cui famigliari hanno presentato denuncia ai carabinieri prima di ottenere il ricovero. Secondo la denuncia, la donna ha girato tra gli ospedali di Monopoli e Di Venere di Bari-Caronara, rimanendo in ambulanza sino alle 23. Dopo che i famigliari si sono rivolti ai carabinieri e’ stata accompagnata al Policlinico e visitata nella nottata. (ANSA)

    • Gaddo ha detto:

      Si.
      Per esempio: ma il sentire comune è che i medici siano una massa di sadici bastardi che si divertono a sballottare la povera vecchina da un’ospedale all’altro senza nessun motivo??
      E poi: non è che per caso, e cito a mia esperienza personale senza conoscere la vicenda nei particolari, nei vari ospedali in cui è stata non c’erano posti letto liberi, o non c’erano neurologi perchè si tratta di piccole strutture periferiche? E infatti la benemerita ha accompagnato la vecchina al policlinico di Bari, non all’ospedaletto della frazione del paesino di duemila abitanti.
      Insomma, io da medico mi sono rotto i coglioni di questo genere di notizia: che getta discredito sulla mia categoria senza che essa ne abbia alcuna responsabilità. Piuttosto prendetevela con chi li gestisce, gli ospedali, e quasi mai si tratta di medici (politici, avvocati, ingegneri, laureati in scienze politiche, ma quasi mai medici perchè oggi va di moda dire che un medico sarebbe troppo dentro la struttura che dirige e non avrebbe un atteggiamento oggettivo. Perchè, l’atteggiamento oggettivo sulla sanità ce lo deve avere uno che ha studiato per costruire strade o ponti?).
      Oppure, se proprio volete prendervela con i medici, aspettate una scazzottata in reparto, durante un travaglio, con madre e figlio che ci rimettono le penne. E lì saremo d’accordo, su tutto.

  15. CamillaA ha detto:

    A volte fa bene cambiare il punto di vista da cui si guardano le cose e questo vale ovviamente sia per il paziente sia per il medico.
    Circa un anno fa sono stata oggetto di un errore medico (come paziente ovviamente) anche abbastanza grave. Una leggerezza che avrebbe potuto avere conseguenze importanti.
    Peccato che una mia collega (più giovane e in teoria più inesperta del medico soggetto dell’errore) riesaminando i dati clinici e mettendoli insieme alla sua (sia pure poca) esperienza, abbia avuto l’umiltà di scavare ancora, di approfondire, di farmi valutare dalla sua primaria (!), la quale poi, circa un mese dopo, mi ha operato.

    Cosa posso dire del primo medico che mi ha valutato ? Niente. Non mi sento di dire niente. Perchè quell’errore avrei potuto benissimo commetterlo io, se avessi un pò peccato di presunzione e di superficialità e a volte capita. Capita perchè è impensabile pensare che esista un mestiere scevro da errori, anche se questo mestiere ha a che fare con uno dei beni primari. Esiste addirittura una letteratura ben sviluppata sull’errore cognitivo in medicina e sulle strategie per limitarlo (dato che è fisiologico).
    Quello che per me dovrebbe contare è la buona fede, l’onestà intellettuale (e non solo) sia pure nell’errore. Quello che (per me) non è scusabile (non solo in campo medico) è perseverare in un atteggiamento errato.
    PS scusate la lunghezza !

  16. Vito ha detto:

    Non penso siate sadici o bastardo (per lo meno io non ne conosco).

    Non me la prendo con i medici per la vicenda, la domanda nasce però spontanea….
    Ma prima di mandare un paziente in giro in ambulanza per ospedali, non ci si documenta ed informa???
    Niente posti liberi in tale struttura? Che cazzo ce l’hanno mandata a fare li?
    Dall’altra parte non c’era il neurologo? Chi cazzo ce l’ha mandata?
    Mettiti nei panni del paziente e dei parenti, dopo ore di gioco dell’oca ti INCAZZI, chiami la Benemerita e LORO, NON I MEDICI, O IL SISTEMA, reputano che il politecnico di Bari possa essere la struttura idonea, e li la visitano.
    Ma dai Gaddo nessuno poteva pensarci con 2 telefonate? Senza battute e/o offese anzi……. ma hanno trovato la soluzione in brevissimo tempo i Carabinieri….

    • Gaddo ha detto:

      Se voi uomini della strada aveste idea della complessità organizzativa di un ospedale, anche uno di quelli più piccoli, e del livello intellettuale (nonchè della pura e semplice volontà di collaborazione) delle persone con cui spesso devi interfacciarti per poter lavorare…
      La risposta a tutto la da’ il commento di Camilla: buonsenso allo stato puro. Peccato però che al paziente non importi nulla della buonafede e dell’onesta intellettuale del medico che l’ha presa in cura, e ha sbagliato. Il paziente vuole ragione del danno che gli è stato procurato: non importa che l’impegno sia stato massimo, o che l’errore abbia numerose cause spesso intrecciate tra loro, e che il medico non ci dorma di notte perchè con il senno di poi, forse, qualcosa di diverso si poteva fare.

  17. matteo ha detto:

    Caro Gaddo , Camilla , Vito
    visto che i toni del dibattito sono abbastanza alti , dirò la mia.

    1) la maggior parte delle vicende negative del nostro sistema sanitario riguardano le regioni del Sud e basta parlare con un meridionale per farsi un idea di come funziona la Sanità da quelle parti. Molti si arrangiano da soli e non vanno neanche in ospedale se hanno qualche malattia e altri fuggono al Nord per farsi curare (viaggi della speranza)

    2) come in tutte in tutte le professioni, ci sono medici bravi e meno bravi , ma poichè la medicina NON è una scienza esatta (ricordo che n tempo era Ars) non vi è l’obbligo di risultato

    3) inutile prendersela con i Medici per la mancanza di posti letto o per mancanza di specialisti al Policlinico di Bari , un mostro ospedaliero che si estende per 230 mila m2 pagato da noi !
    http://www.policlinico.ba.it/sito/presentazione.php

    4) gi uomini della strada e gli italiani in genere dovrebbero smetterla con questa mania di sputtanare i Medici e iniziare a documentarsi sulla buona sanità italiana (i numeri mi danno ragione) e saperla distinguere dalla cattiva sanità

    • Gaddo ha detto:

      Sottoscrivo. E, da nato in una delle regioni con il maggior deficit sanitario, so bene come vanno le cose e ho escluso fin dal principio del mio corso di studi di tornare a fare il medico nella mia terra. Dove le cose vanno come vanno perchè al “vero” stato, ossia la malavita organizzata, fa comodo così: la sanità é un bussiness come un altro, come la droga o la prostituzione. E dove il politico è per definizione corrotto: se non lo è, o se decide di non esserlo più, fa la fine del sindaco di Acciaroli.
      Ecco perchè io ce l’ho così a morte con i giornalisti: questo misero paese è una miniera di scandali, basta scavare appena sotto la superficie e vien fuori di tutto. E invece? L’episodio isolato di malasanità, il gossip estremo, il silenzio sulle notizie che contano.
      E questo è un altro dei motivi per cui Matteo ha ragione.

  18. Vito ha detto:

    Forse non è chiaro, io non ho rancore contro i medici!!!
    Quello che faccio emergere è il disservizio da “uomo della strada” che dalla sanità ricevo.
    Non voglio giustificativi, non pretendo scuse, mi piacerebbe capire perchè dietro GRANDI persone nonchè professionisti (parlo di Gaddo, perchè lo conosco ma sicuramente non è l’unico vero uomo e professionista) si cela un evidente disservizio sociale.
    Vi ho stuzzicati ed avete risposto inviperiti…..
    Basta nascondervi dietro ad un sistema, siate trasparenti nei confronti dei clienti.
    Fate emergere le defezioni del sistema.
    Alle elezioni?????
    Siamo (come società) ciò che ci meritiamo.

    Si può vincere come collettivo o perdere individualmente!

    • Gaddo ha detto:

      Come medici noi non possiamo, come dici tu, “far emergere le defezioni del sistema”.
      Perchè il sistema non sta in piedi grazie alla illuminata gestione di chi lo governa, ma grazie all’oscuro lavoro di tappabuchi degli operatori.
      Se veramente le facessimo emergere, le magagne, il sistema crollerebbe come un castello di carte.
      Sicuri di volere proprio questo?

  19. Vito ha detto:

    Forse no, anzi molto probabilmente sarebbe peggio…..

    Ed allora che si fa? Ciò che è la realtà di oggi!
    Si scopre il fianco (in gergo pugilistico)….
    Ed allora:
    Il paziente e la stampa hanno diritto a “sputtanare” i medici…..
    I medici hanno il diritto di dare la colpa “al sistema” o peggio, colleghi TOTALMENTE INCOMPETENTI, compromettono definitivamente o addirittura fanno morire i pazienti ma tanto è “il sistema”, la “statistica”.

    Per onor di cronaca non mi riferisco all’errore umano perchè chiunque, anche il miglior medico può sbagliare inquanto uomo.
    Mi riferisco ai tanti palesi casi di IGNORANZA MEDICO-SANITARIA.

    Ma probabilmente diciamo la stessa cosa da punti di vista differenti e, forse, in un fantastico futuro, nel Fantastico Mondo Del Mago di Oz, la sanità funzionerà con tanti Gaddo orgogliosi, tronfi e fieri, con un “sistema” efficace e con un “uomo della strada” soddisfatto.
    Per ora con le mie scarpette rosse batto i tacchi e….. sogno. 🙂

  20. Gaddo ha detto:

    Tremenda l’immagine di tanti Gaddi orgogliosi, tronfi e fieri… c’è gente che emigrerebbe all’estero pur di non doverla sopportare!!! 😉

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