Quasi gol

Come quell’impiegato della casa editrice inglese che, trovato sulla scrivania il manoscritto del primo romanzo di Harry Potter, lo sfogliò distrattamente pensando: certo che questa Rowlings ne scrive, di minchiate. E poi barrò la prima pagina con la scritta: troppo lungo, non interessante.

O come Tommy Moore, il primo batterista dei Beatles: quello che abbandonò il gruppo per fare il turnista notturno in una fabbrica di bottiglie; e con lui quella sua fidanzata un pò rissosa che mandò letteralmente a cagare John, Paul e George, davanti alla porta di casa, la sera in cui il buon Tommy non si presentò al concerto.

O come Marco Pacione, panchinaro della Juventus di metà anni ‘80: quella sera di quarti di finale della Coppa dei Campioni, al Camp Nou di Barcellona, in cui Platini gliene mise sul piede tre di quelle giuste e lui bang, bang, bang, sempre fuori di tanto così. Da allora, più sentito il suo nome in giro; salvo che sui campi di gioco dei ragazzini, come offesa al compagno che aveva sbagliato un gol fatto.

Ci sono momenti in cui il destino ti porge squisite opportunità e tu non le cogli, perso come sei nelle tue fissazioni e nella tua ipotetica scala delle priorità. Momenti in cui ci arrivi a tanto così ma qualcosa, qualcosa che non saprai mai definire, va storto. Momenti in cui cavalchi l’onda, e un secondo dopo l’onda ti ha scaraventato via.

Io non so se davvero esista il destino o tutto sia solo un gioco di inconsapevoli casualità.

E come tutti, in attesa di decidere, sto seduto e aspetto.

3 Commenti a “Quasi gol”

  1. fede scrive:

    Voglio sperare che esista un destino. Decisamente più confortante…

  2. Gaddo scrive:

    E noi a fare solo le comparse? Nemmeno questo mi pare molto confortante. Magari un sistema misto è meglio: un punto di partenza e di arrivo prefissati, e dentro tutta la libertà possibile e il libero arbitrio di poter esercitare scelte.
    Che è una cosa che in tanti dovrebbero ancora imparare a fare.

  3. angie scrive:

    “E come tutti, in attesa di decidere, sto seduto e aspetto.”
    Semplice, essenziale… vera.
    Gran bel post.

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