A proposito di quanto dicevamo

Quella che segue è la lettera che un collega radiologo, interessato al prossimo congresso sulla radiografia diretta dell’addome, ha inviato alla sua Direzione e, per conoscenza, all’Ufficio Formazione della sua Azienda. E poi a me, da ultimo. Capirete da voi le difficoltà amministrative nelle quali un medico è costretto a dibattersi, nei tempi cupi che ci tocca vivere, e quale miopia programmatica possa impadronirsi del burocrate di turno attento solo ed esclusivamente a far tornare i conti della serva. Dopodiché, se è possibile, si spera che tutti, specie i pazienti, siano più comprensivi circa le nostre difficoltà quotidiane.

(…) Tenuto conto delle difficoltà nell’ottenere un misero rimborso di massimo 200 euro per partecipare ad un corso che io, come dirigente, ritengo utile sia per me che per il personale tecnico, e tenuto conto della incomprensibilità lessicale del modulo tanto caro all’azienda col quale dovrei rivolgere le mie richieste all’azienda stessa, comunico in modo ufficiale che nulla chiedo all’azienda per la partecipazione al corso e che se per caso vene erogato un rimborso lo evolverò in beneficenza. Poichè anticiperò tutti gli esami del 29 e 30 ottobre, chiedo solo i due giorni di permesso retribuito. NULLA di più, in quanto nessuno può violare la mia dignità di medico e di uomo.
Teneteveli questi quattro soldi. Non so che farci
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20 Responses to “A proposito di quanto dicevamo”

  1. VINCENZO IACONIS ha detto:

    Che bello ! C’e’ ancora qualcuno che perde tempo a scrivere…. io e mie due colleghe siamo stati ad un bellissimo congresso di radiologia di urgenza nella sorridente citta’ di Castelvetrano a totale spese nostre (circa 500 euro) comprese cena con pizza e cena con pesce!! perche’ …da voi rimborsano??

  2. giancarlo ha detto:

    Mamma mia… Credevo che piovesse, ma non che grandinasse…

  3. giancarlo ha detto:

    Fine anni novanta: la mia AUSL mi pagava tutti i congressi che volevo fare compreso vitto e alloggio. Ora penso lo facciano solo per gli amministratori.

    • Gaddo ha detto:

      Gli amministratori sono tenuti a rimborsare, entro certi limiti percentuali, le spese di aggiornamento dei dipendenti. Anche perché esistono quelle famose quattro ore settimanali, che dovrebbero essere dedicate all’aggiornamento, che invece sono usate per stare in pari con il lavoro (visto che lavoriamo storicamente in fuorigiri). Questa è la realtà dei fatti, il collega ha ragione.

  4. RAD71 ha detto:

    Per quanto mi riguarda nessun rimborso da anni. Congressi, vitto e alloggio pagati dal sottoscritto.
    Ma la lettera dimostra come un uomo mite (così lo immagino) possa essere portato all’esasperazione e scrivere quello che ha scritto.
    Domani devo scrivere il piano formativo: ore e ore perse a compilare moduli astrusi, letti e vagliati dai Dirigenti della Formazione (sono infermieri, lo scrivo con molto rispetto per quelli che lavorano in reparto e guadagnano una miseria) che me lo bocceranno in blocco, come ogni anno, anche se in effetti non costerebbe nulla.
    Quest’anno il titolo potrebbe essere: v…….o a tutti. Vediamo come va

    • Gaddo ha detto:

      Questo è un altro dei problemi di questo periodo fosco: tutti dirigenti, senza formazione specifica, ed è un vero casino capire chi deve fare cosa e coordinato con chi. La realizzazione del sogno italiano, come ho già detto tante volte: così tanti dottori in giro che non si sa più dove trovare la manovalanza.

  5. giancarlo ha detto:

    Formazione, poi, concepita in piani alti, ove non ci sono certo problemi a fare 50 punti, annui. Capirai, che ci vuole a un professorone sempre in giro per congressi a racimolarne anche di più, è la vassa manovalanza che si dece adattare. A sentire certa gente dovremmo stare solo in ospedale a lavorare o a congressi. Cosa, poi, per noi radiologi, complicata anche da quella sublime scemenza, anche essa concepita nei piani alti da qualcuno evidentemente con velleità da Presidente della Repubblica. Parlo del “Semestre bianco”, la assoluta mancanza di congressi sei mesi prima di quello nazionale. Ma doVe ce le andiamo a scegliere certe menti?

    • Gaddo ha detto:

      Non so se anche a voi arrivano quelle mail spam in cui offrono punti ECM a pagamento: la misura di che pagliacciata italiana sia questa storia dei crediti e la certezza che anche qui c’è sotto un magna magna molto poco scientifico.
      Io mi trovo in una posizione paradossale: vado spesso in giro come oratore e becco pochissimi punti perché, chissà qual è il motivo, chi parla vale meno di chi ascolta come se essere esperti in qualcosa comportasse per forza di cose meno fatica di chi viene a imparare da te.
      Circa il semestre bianco SIRM, da un lato capisco il perché della scelta: spingere le persone ad andare al Nazionale. Almeno una volta ti davano 20 punti, oggi si è no 4 o 5. Ma la colpa in questo caso non è della SIRM: sono cambiate le regole, e come al solito cambiate in peggio.

  6. matteo ha detto:

    1) Gaddo dimmi dove lavora questo Radiologo che ti ha scritto perchè voglio diventare suo collega per l’eternità.
    2) Pago io i miei congressi da sempre, e mi girano le balle perchè a mio padre ex medico in pensione pagavano tutto ma proprio tutto anche gli extra; attualmente la pensione gliela pago io ovviamente.
    3) Ho copiato e incollato la lettera e l’ho spedita all’amministrazione. Tanto sono sicuro che verra ignorata.

  7. giancarlo ha detto:

    Non c’entra col discorso, ma per far capire contro chi dobbiamo combattere:Tg1 sulla spesa sanitaria stasera: ” Parliamo poi della attrezzatura TAC, ossia tra le più costose, che costa 1500 euro in qualche regione e 1000 in altre”…
    P.S. Una tac costa un milione di euro. Se questa è la informazione giornalistica della maggiore testata italiana, si può proprio parlare di Malgiornalismo, non di malasanità. Ma vi rendete conto in che mani diamo l’informazione?

    • Gaddo ha detto:

      Invece c’entra eccome: perché il nemico è proteiforme, ha molte facce e attacca da tutti i lati. I giornalisti sono la categoria con le più grosse responsabilità in questo paese: hanno perso tutte le occasioni di dire la verità da centocinquanta anni a questa parte. E quando ci provano sbagliano i dati. C’è di che riflettere.

  8. mollybloom82 ha detto:

    Fantastico.
    Scusate ma mi scappa la citazione “credete che per questi quattro soldi, questa gloria da stronzi, avrei scritto canzoni”

  9. giancarlo ha detto:

    “Compagni, comprate il mio didietro. Io, lo vendo per poco…”

    • Gaddo ha detto:

      Va anche detto, però, ed è esperienza mia ma anche di Giosi (lo conoscete bene), che esistono amministrazioni che rimborsano (sebbene parzialmente, e fino a un tetto massimo) le spese congressuali. Certo, devi muoverti per tempo perché la burocrazia è lenta: ma siamo nel pubblico, questo è. Così, per amore di verità.

  10. emma ha detto:

    Venuta a conoscenza che il Dott. Gaddo era stato invitato alla Cattolica, essendo io di Roma, con giubilo ed interesse attendevo il congresso di venerdì, peccato che è necessaria una quota di iscrizione di 150 euro. La quota richiesta è 1/3 della prima rata universitaria…. estremamente esosa per me che sono una semplice studentessa.
    Ho scritto diverse mail dove evidenziavo che non desideravo ricevere attestato di partecipazione, ma alcuna risposta è giunta.
    Dovevo forse promettere di non toccare il buffet?

  11. giancarlo ha detto:

    Gaddo, il nemico ce l’abbiamo anche dentro… Ho visto il Tg1 e non so se ridere o piangere. Nonno Veronesi, prossimo alla pensione, che espone le sue perle di saggezza: “ci sono già macchine (sic) total body che scannerizzano l’intero corpo, quindi basterà entrare una volta all’anno in questa macchina magica per scoprire se abbiamo malattie”… Gaddo, spiegami: sono io che sono rimasto indietro oppure qualcuno si è definitivamente rincoglionito?

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