Amore estremo

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E, a un tratto, mi sento pervadere da un amore estremo, lancinante, iperuranico. Li guardo giocare, sul bordo della piscina sperduta in mezzo ai monti e penso che quei due li ho fatti io, che senza la mia sconsiderata follia non sarebbero mai nati, non riempirebbero il silenzio del mondo con le loro grida, come direbbero all’Accademia della Crusca, argentine. Non sarebbero qui, ora, a inventarsi giochi improbabili sul bordo di una piscina semideserta, al riparo di una cresta di montagne stolide e tuttavia patrimonio dell’umanità. Non ci sarebbero un futuro ingegnere o postino, una futura mamma o l’ètoile della Scala, o qualsiasi altra cosa decideranno di diventare nella vita: che poi andrà bene qualunque opzione, davvero qualunque, purché sentano sulla pelle il bruciore della vita vissuta con l’ardore che merita e non provino mai la sensazione, orribile, di sprecare il tempo della loro vita e dividere lo spreco con le persone sbagliate.

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