Buonasanità

A fronte della dovizia di particolari con cui vengono raccontati i cosiddetti episodi di malasanità , ho deciso di mettervi a parte di tutti quei quotidiani episodi di buona sanità che passano inosservati (perché nessun giornale vende copie senza un pò di sano scandalo).

Parto col primo: una coppia di miei amici, qualche tempo fa, ha portato la bambina di un anno dal pediatra (ospedaliero, e non in libera professione) per un sospetto problema ovarico. Il pediatra l’ha visitata, ha stilato una diagnosi, ha cercato la conferma radiologica, ha rimandato i genitori al successivo controllo e gli ha lasciato il numero del cellulare (del cellulare!) nel caso fossero insorti problemi. La bimba è stata bene, i genitori non sono più tornati; sapete il pediatra che ha fatto? Li ha chiamati a casa per avere notizie sulla bambina.

I miei amici, mentre mi raccontavano la storia, erano increduli e felici; e a me piacerebbe scrivere nome e cognome di questo pediatra, se non fosse che da quando è nato questo blog ho sempre scelto la strada del rispetto della privacy.

Mi verrebbe voglia, ma proprio perché lo conosco di persona so che neanche a lui farebbe piacere: il medico che agisce in questo modo lo fa perché non conosce altro modo di agire. Sarebbe come ringraziare il conducente dell’autobus per avervi  lasciato alla fermata giusta.

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