C’è schizofrenia nell’aria, ve lo dico

C’è schizofrenia nell’aria, ve lo dico.

Quotidianosanità.it del 13 febbraio 2018: di nuovo alla carico Enrico Rossi, presidente della regione Toscana, con la sua mirabolante ricetta per guarire i mali cronici della sanità pubblica: prima tra tutte, la “graduale riduzione dell’intramoenia”. Ora, senza tornare sull’argomento (di cui ho già parlato, e abbastanza per definirne la bestialità politica, qui), mi piace parlare degli altri punti: assunzione di 40mila giovani medici e infermieri, rinnovare i contratti, superare la carenza di di servizi sanitari diffusi sul territorio, ridurre il ricorso ad appalti esterni, destinare 5 miliardi di euro in 5 anni per il rinnovamento tecnologico e dell’edilizia sanitaria. Tutto bello, tutto bellissimo. Il sol dell’avvenire è lì, davanti ai nostri occhi, e ci chiama a raccolta.

Ma.

Ma: su repubblica.it del 10 febbraio 2018 è possibile leggere che la regione Toscana (sic) chiede di eliminare spese per 45 milioni sul capitolo dedicato ai dipendenti, decurtando al solo ospedale careggi 6 milioni. Certo, dice l’articolo con grande cautela, l’operazione non parte dalla Toscana ma da Roma. Però, però, però. Proprio la Toscana, accidenti. E povero Rossi, che non ne sapeva niente.

E ancora ma: ancora su quotidianosanità.it (del 13 febbraio 2018) campeggia il titolone secondo il quale tra 5 anni mancheranno all’appello 45mila medici, tra specialisti e medici di famiglia, e la bellezza di 14 milioni di italiani rischiano di restare senza medico curante. Non è tutto: tra 10 anni i medici mancanti, perché raggiunta la sacrosanta età della pensione, saranno 80mila. Inutile dire che, mentre tutti i politici di grido si stracciavano le vesti per la maledetta intramoenia e per i medici ospedalieri disonesti che a pagamento eseguono il giorno dopo prestazioni per le quali in lista di attesa passano almeno cinquant’anni, nessuno si è preoccupato, che so, di progettare l’aumento del numero di accessi alla medicina di base o di borse di studio per le specialità che già adesso sono carenti di medici, figuriamoci tra cinque o dieci anni. Senza contare che ci si è messa anche la Fornero a dargli una mano: perché senza la sua riforma delle pensioni, per la quale la signora sarà maledetta in eterno sui libri di storia d’Italia, la gobba pensionistica sarebbe arrivata anche prima (ne parlavo già qui, ed era appena il 2011) e adesso staremo importando medici dall’India o dal Marocco, oppure praticando outsourcing selvaggio verso chissà quale luogo sperduto del mondo. Con una qualità di refertazione, si immagina facilmente, e con un’ironia che sfocia facilmente nel sarcasmo, non meno che eccezionale.

Insomma, qui non si tratta solo di posizioni politiche scellerate. La questione è molto più complessa e ha a che fare con il dubbio, crescente, che ci stiano perculando alla grande e che l’obiettivo sia un graduale smantellamento della sanità universalistica per far posto al modello USA in cui chi ha soldi si cura, e chi non ne ha si fotte. La fonte, quantomai attendibile, è il Sole 24 ore del 1 febbraio 2018, dove campeggia il seguente titolo: “Sanità, le imprese guardano al modello USA” e si afferma che le imprese sono pronte al nuovo modello. Camminate raso ai muri, insomma, che l’aria sta per diventare irrespirabile e il cittadino italiano rimpiangerà amaramente i tempi in cui si lamentava a voce alta nella sale d’attesa per il ritardo di mezz’ora per fare la sua TC, e ancora di più quelli in cui poteva mettere l’indice teso sotto il naso del medico di turno e dirgli, con grande strafottenza, sono io che le pago lo stipendio, a lei.

Per cui, delle due l’una. O politici come Rossi non hanno capito nulla di come sta girando il mondo, e allora è meglio che cambino mestiere alla svelta, oppure sono conniventi a un sistema infame che non potendo abbattere in un solo colpo la sanità pubblica la sta erodendo un po’ per volta, fino a che rimarrà solo il suo scheletro. E a quel punto si inventeranno qualcosa, una nuova crisi strutturale, il figlio di Monti, l’Europa che lo vuole, la bomba atomica nord-coreana, Putin che manda gli aerei in Siria, lo sbarco di altri mila clandestini, e sarà la goccia che colmerà il vaso.

In bocca al lupo, insomma. Ne avrete bisogno.


Questa volta proprio non mi viene, la canzone di accompagnamento al post. Scusate.

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