Connecting the dots (UHAHOHA!)

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Fonte: Quotidiano Sanità del 03/07/2015. Tra parentesi quadre le notazioni del blogger (si ringrazia affettuosamente il comico savonese Enrique Balbontin per le battute, reperite da Internet su www.andromedafree.it, che hanno contribuito a spiegare la situazione molto meglio della consunta vis polemica del blogger. Le sue citazioni sono precedute dalla celebre interiezione: UHAHOHA!).

Punto 1. Manovra Sanità: siglata l’intesa sui tagli da 2,352 miliardi per il 2015 e il 2016. [Lo ripeto: due virgola trecentocinquntadue miliardi di euro. Riuscite a immaginarli tutti insieme? Io no]

Punto 2. Scatta quindi il conto alla rovescia per “alleggerire” in sei mesi – tanto il tempo rimasto dopo i continui rinvii – beni e servizi, dispositivi medici, specialistica, ribilitazione, cliniche private e personale.

Punto 3. Soddisfatta il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin: “Perché di fatto l’intesa permette di compensare il mancato incremento sul fondo senza che ci sia uno stravolgimento delle leve né dell’impianto del Patto per la Salute (…). A differenza che nel passato, invece che attuare i tagli lineari si lavora sulla produttività e questo è un inizio molto importante”. [Apprezzate l’eleganza innata di un linguaggio politico d’altri tempi: il taglio selvaggio diventa “mancato incremento”. Mi sembra di respirare di nuovo un’aria salubre da prima repubblica]

Punto 4. Lombardia, Veneto e Liguria non partecipano all’intesa [non partecipando al voto consentono di fatto l’approvazione del documento]. Chiamparino: “Il Veneto ha fatto una distinzione tra posizione politica e quella istituzionale consentendo che ci fosse l’intesa”. [UHAOHA! Son tutti finocchi col culo degli altri!]

Punto 5. Luca Coletto, assessore alla Sanità del Veneto: “Eravamo, siamo e rimaniamo sulle barricate. La posizione del veneto non è cambiata. Eravamo, siamo e saremo contrari a ogni tipo di taglio alla sanità che non vada a colpire gli sprechi dove ci sono“. [Vedi sopra]

Punto 6. Massimo Garavaglia, Coordinatore degli assessori finanziari in Conferenza Regioni: “Con questi tagli ci si avvicina alla soglia del 6,5% di incidenza della spesa sanitaria sul PIL. Sotto questo livello si riduce l’aspettativa di vita della popolazione (…). La Grecia ha visto aumentare la mortalità infantile a causa dei tagli”. [Non solo quella infantile]

Punto 7. Governo e Regioni sono convinti che si possa incidere su prestazioni specialistiche e riabilitative non necessarie ma prescritte ugualmente dai medici (…). Al di fuori delle condizioni di erogabilità le prestazioni saranno poste a totale carico del’assistito (…). Sanzioni anche per il direttore generale di ASL o ospedale che non abbia applicato le misure penalizzanti ai medici da valutare al momento della verifica dei risultati di gestione. [Pensate che rischio enorme si correrebbe in un ipotetico sistema nel quale i direttori generali o di ospedale, e persino i primari ospedalieri, fossero di pura nomina politica. E pensate anche alla gioia del signor Mario Rossi qualora il suo medico gli dovesse prescrivere una prestazione non appropriata! UHAHOHA! Belìn, Mario sta vivendo in un corridoio di ceffoni!]

Punto 8. Saranno attivati controlli ad hoc e qualora risulti che un medico abbia prescritto una prestazione senza osservare le condizioni e limitazioni citate, l’azienda sanitaria locale o l’azienza ospedaliera (…) adotterà i provvedimenti di competenza applicando nei confronti del medico dipendente del SSN una riduzione del trattamento economico accessorio (…). Le Regioni avevano proposto misure più penalizzanti per i medici andando a incidere sul loro patrimonio, ma la misura non è stata accolta dal Governo come molte altre proposte regionali. [UHAHOHA! Belìn, ci piacerebbe far vivere anche i medici in un corridoio di ceffoni! Come sostiene un mio caro amico, forse a ragione, qualcuno ha l’invidia del pene]

Punto 9. Riduzione dei ricoveri di riabilitazione ad alto rischio di inappropiatezza.

Punto 10. Riduzione di strutture complesse e semplici (…) cui, fanno notare i tecnici ministeriali e regionali, sono associate specifiche voci retributive che a normativa vigente confluirebbero nei fondi della contrattazione integrativa. [Riferita a cosa inutile e controproducente: UHAHOHA! E’ un po’ come passare una canna a Sgarbi!]

Punto 11. Nuove misure per la governance del sistema sanitario. In particolare: riorganizzazione e ripensamento del sistema aziendale pubblico in una logica di valutazione e miglioramento della produttività, intesa quale rapporto tra il valore del prodotto (in termini quantitativi ed economici) e i fattori produttivi utilizzati (in termini quantitativi ed economici). [Da notare l’assenza di qualsiasi riferimento alla qualità dei servizi erogati, ndr]

Punto 12 (del tutto ipotetico, intendiamoci, nessuno penserebbe mai che lo scenario possa realizzarsi nella presente vita professionale del blogger). Immaginate una politica sanitaria tutta tesa all’abbattimento delle liste di attesa, e considerate le sottili implicazioni della guerra all’inappropriatezza prescrittiva.

A questo punto unite i puntini, come avrebbe detto Steve Jobs, fatevi due conti e convenite con me che, comunque la si guardi, non importa se medici o pazienti, la situazione non appare delle più rosee. Consiglio di cuore a chi sta per finire le scuole superiori di non scegliere medicina. Sarebbe come dire: Belìn, vuoi farti il bidè in una vasca di piranha?? Ai cittadini, attuali e futuri pazienti, invece: cominciate a considerare l’ipotesi di una assicurazione privata sulla vostra salute.

E per chiosare, come forse a questo punto direbbe Balbontin: UHAHOHA! Belìn, mi sembra di essere chiuso in una sauna tra Dolce & Gabbana!

4 Responses to “Connecting the dots (UHAHOHA!)”

  1. matteo ha detto:

    Qui da noi stanno smantellando l’anatomia patologica. Non ho mai lavorato in un ospedale senza anatomia patologica, sarà una nuova “opportunità ” di decrescita!!

  2. Gaddo ha detto:

    Come da copione, visto l’andazzo, la decrescita o è infelice o niente.

  3. giosi ha detto:

    Per la precisione si dice “bulicci” col culo degli altri.
    A parte tutto alcune cosa sarebbero corrette nell’intento del governo in quanto di sprechi noi operatori ne constatiamo giornalmente. Purtroppo io non mi fido che coloro che li hanno creati, mantenuti e foraggiati siano le persone in grado di tagliare gli sprechi.
    Per quanto riguarda la produttività noi radiologi siamo tra i pochi controllabili facilmente in quanto registriamo tutto su un sistema informatico di refertazione e abbiamo un tempario della Sirm, il problema è che poi chi non produce non può in genere essere costretto a produrre in alcun modo.
    Sono contento che si vogliano colpire le prestazioni inappropriate ma se avete fatto caso si riferiscono sempre a quelle terapeutiche (farmaci, interventi, riabilitazione) e tacciono su quelle diagnostiche che a mio avviso sono uno spreco concettualmente peggiore in quanto avviene all’inizio della catena sanitaria (prima delle terapie inappropriate vi sono le diagnosi inutili!). A titolo di esempio nella campagna elettorale ligure tutti hanno promesso di tagliare le liste d’attesa almeno del 50% ma nessuno ha detto come. In particolare se ciò avverrá e nin sarà stata la solita boutade elettorale, verrà fatto come i tagli, in maniera lineare, non selettiva per patologie o gravità, con le solite conseguenze. Nessuno si occuperà mai di appropriatezza prescrittiva delle indagini diagnostiche nè della loro qualità. Una indagine inappropriata e di bassa qualità in genere induce tante altre indagini e terapie aumentando i costi e creando danni.
    Forse sarebbe il caso di fare dei congressi insieme agli amministratori su questo argomento. In fondo sui farmaci oncologici e sugli antibiotici esistono delle regole prescrittive dell’AIFA che ne impediscono l’uso inappropriato.

    • Gaddo ha detto:

      Il problema, a voler essere sinceri, non sta nemmeno tanto nella malafede del governo centrale (anche se…) quanto nella assoluta incapacità di chi gestisce le cose, a tutti i livelli. Il problema, l’ho detto tante volte e me ne assumo ancora la responsabilità, parte dal ministero e arriva al piccolo decisore intermedio, quello che decide (si fa per dire) le sorti dell’ospedale periferico. Ognuno di noi è chiamato a metterci la faccia, a fare le scelte migliori per la comunità: i radiologi con una firma in calce al referto, i decisori scegliendo le strategie migliori e il personale più adeguato. Poi le cose non vanno così, noi lo sappiamo. E allora, come dice un mio collega, alla fine l’essenziale diventa, assai tristemente, limitare i danni. Con alcune parti della nostra categoria professionale che a limitare i danni, anzi a produrne, sono eccezionalmente bravi.

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