Cosa farò da grande

In questi giorni sono stato un pò per i fatti miei. Nella vita ci sono periodi, o almeno così è sempre stato per me, in cui ho dovuto tirare le somme. Valutare cosa avevo realizzato, dove ero arrivato; e capire in che direzione stavo andando.

Così, adesso devo decidere cosa voglio fare da grande. E’ una questione di sogni: ce li abbiamo tutti, anche se spesso non possiamo realizzarli. Bisogna scendere a patti anche con questa triste realtà, nella vita, ma direi che si può fare; e che comunque può sempre capitare qualcosa di peggio.

Che è esattamente ciò che mi ha detto pochi giorni fa il figlio di una signora anziana, magrissima, con una brutta massa addominale. Il figlio aveva le lacrime agli occhi: il papà era morto poche settimane prima, e adesso la notizia terribile di sua mamma. Eppure, nonostante tutto, quell’uomo ha avuto la forza di dirmi: Dottore, può sempre capitare di peggio. Quanto è vero.

E allora il trucco, credo, è di perseguire la ricerca della felicità; almeno finchè non capiterà qualcosa di peggio anche a noi.

9 Responses to “Cosa farò da grande”

  1. neru nomercy ha detto:

    il memento mori va bene per indirizzare la rotta, non certamente la consapevolezza del peggio che porta con sé anche quella del meglio. mi accontenterei di brevi momenti di felicità e di vivere se possibile.

    ad ogni modo, come ti capisco: tirare le somme è sempre un momentaccio a cui non si può scappare. ma poi scendere a patti non è così grave.

    io da grande vorrei fare il pompiere.

  2. Vito ha detto:

    Premessa: LA FELICITA’ E’ DI COLUI CHE NON PENSA

    -Gaddo: Così, adesso devo decidere cosa voglio fare da grande….
    -Vito: perchè adesso devi decidere? E sottolineo ADESSO DEVI

    -Gaddo:E’ una questione di sogni: ce li abbiamo tutti, anche se spesso non possiamo realizzarli
    -Vito: non possiamo o ci nascondiamo dietro l’ipossibilità di realizzarli per mancanza di volontà o “attributi” o comodità o pigrizia?

    -Gaddo:Bisogna scendere a patti anche con questa triste realtà, nella vita, ma direi che si può fare; e che comunque può sempre capitare qualcosa di peggio
    -Vito: in c..o all’ottimismo (mi auto censuro)

    Che ci vuoi fare? Si è ciò che si fà, che si vale, poi tante, troppe volte ci si nasconde dietro al ma…. se…. devo…. ho famiglia…. ma mia moglie….. ma il lavoro…. ma i genitori…..
    Ma dai, si dice che la vita è come la scaletta del pollaio: corta e piena di merda.
    Quindi nella vita puoi scegliere (forse) o per lo meno combattere per ESSERE e realizzarti come uomo, non importa chi o cosa tu sia, l’importante e ottenere il tuo equilibrio e mantenerlo, essere forti e pronti alle avversità, alle difficoltà che quotidianamente minano il tuo potere, il tuo essere;
    ricorda Gaddosan…….
    solo colui che ha solide basi resisterà alla tempesta della vita.
    Ma…. Attento!!!! prenderla in culo è un lampo!

    -Gaddo: E allora il trucco, credo, è di perseguire la ricerca della felicità; almeno finchè non capiterà qualcosa di peggio anche a noi.
    -Vito: Mai visto un pessimista avere una botta di…….. fortuna.

  3. Gaddo ha detto:

    Beh, io non ho parlato di cosa voglio “essere” da grande: quello lo so, a otto anni avevo già le idee chiare su che genere di persona volevo diventare.
    Ho parlato di cosa voglio “fare” da grande: che è concetto diverso, complicato dagli eventi della vita e spesso non dipende solo da te.
    Io, da piccolo, volevo fare l’astronauta. Adesso faccio il radiologo: invece di viaggiare nell’infinitamente grande viaggio nell’infinitamente piccolo. Il problema è la compagnia: nello spazio saremmo stati in meno, e forse animati da maggior fiducia reciproca.

  4. Vito ha detto:

    L’astronauta? tu? Tu che ami la compagnia, la bella gente (vedi me), poi in ambienti ostili, angusti, costrittivi….
    Tu che ami la libertà; il “tuo spirito libero” hai mal digerito 10 mesi di divisa circondato da ABBBUFFFINI….
    Figurati su un’astronave…. Va la va!!!!
    Se proprio, io ti vedo bene come venditore di lupini allo stadio!
    Scherzi a parte, tu sei un “animale” da branco, ami la vita e chi la vive, ami i tuoi spazi ma senza il confronto sei soffocato, ecco il perchè di questo blog, ami confrontarti.

    Pensa, ognuno di noi da piccolo aveva sogni e fantasticava col pensiero in ciò che voleva “fare”…
    Tutte le persone che conosco non hanno fatto ciò che sognavano tranne me…..
    Io sin da piccino ho sempre detto: io da grande voglio “fare” il PIRLA”!

    SONO L’UNICO CHE SI E’ REALIZZATO! 🙂 🙂

  5. Gaddo ha detto:

    Non so, magari noi in certi momenti crediamo di aver fallito, e ci sembra che la missione non portata a termine sia il simbolo del nostro fallimento; e poi si scopre che non era quella la nostra strada, che il destino o il caso (ma darei più probabile il primo) dovevano condurci altrove. E per altre vie.
    L’unico problema, quando inciampi, non è tanto rialzarsi subito quanto cadere con dignità. Potessi tornare indietro, ed è il mio cruccio, ci sono cose che non rifarei; e che ho smesso di fare.
    Ma forse anche quelle sono parte del cammino: perchè nessuno nasce già santo, e in pochi lo diventano. Il resto è caso, destino, culo: chiamatelo come volete voi.

  6. Vito ha detto:

    Forte non è chi non cade, ma chi cade e si rialza. (Johann Wolfgang Goethe)

    Pensa a tutto il percorso della tua vita, in fin dei conti oggi non saresti ciò che sei se non per tutto quello che hai vissuto e fatto.
    Secondo me non esiste il cadere con dignità, semmai il rialzarsi con dignità!

    Nessuno nasce santo ne muore santo, lo diventa, in alcuni sporadici casi, anni dopo la morte.
    Pensa a tutto il bene che hai donato e non per puro e mero compenso economico ma per arricchire il tuo spirito.
    Soffermati al bene che le persone che ami ti donano ogni giorno senza un mero compenso economico.
    La ricchezza è tutta in torno a noi, io non ho capito il vero valore quando l’avevo e l’ho perso, ed ora che è tornato,me la godo ogni giorno.
    Ogni giorno che mi sveglio, che bacio mia moglie alla sera per la buona notte e la coccolo, quando torno a casa mia ed il cane mi fa le feste, quando giro in moto senza meta, quando fermo l’attimo con una foto speciale, quando dono con gioia, senza ritorno, pensando (un giono potrei esserci io li e vorrei essere trattato così, un comportamento privo di speculazione o lucro).
    Certo è dura, ci vuole il “callo” ma per farselo bisogna soffrire e curare le “vesciche” e le “ferite”

  7. Gaddo ha detto:

    La fortuna di avere amici evoluti spiritualmente… 🙂
    Come direbbe la mia cara amica Stefania, forse sto diventando uno di quei vecchi tignosi che brontolano per tutto. O forse, come molti della mia generazione, sto solo perdendo la pazienza.
    P.S. E comunque cadere con stile ha la sua importanza. Sta a vedere cosa succede in italia tra qualche settimana, forse tra pochi giorni, e poi ne riparliamo.

  8. Vito ha detto:

    Gaddo: P.S. E comunque cadere con stile ha la sua importanza. Sta a vedere cosa succede in italia tra qualche settimana, forse tra pochi giorni, e poi ne riparliamo……………

    Vito: quello che descrivi è cadere con il paracadute con la certezza al 100% di apertura e di atterraggio super morbido. Anzi c’è una “controfigura” che si lancia per “loro”.
    In certi, tantissimissimissimi, casi ci vorrebbe una bella “FACCIATA” per terra!!!!
    Senza un Radiologo a fargli una “lastra”

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