Cronache del virus fetente #17

Oggi, 21 agosto dell’anno domini Covid-19, il comune di Jesolo ha deciso di intitolare un tratto del cosiddetto Lungomare delle Stelle al personale sanitario italiano: come ringraziamento per l’attività svolta durante l’emergenza (il mio Ospedale del Mare, lo ricordo, è stato fino a inizio giugno il nosocomio COVID aziendale).

Non voglio tornare su tutte le cose, brutte o belle, che vi ho raccontato durante quei mesi terribili. Vi dico solo che a sentirne parlare, ancora adesso, ho i sudori freddi e mi viene un magone in gola che non potete immaginare: durante la cerimonia, mi vergogno a dirlo ma è vero, dietro le lenti scure degli occhiali da sole avevo gli occhi lucidi.

Per cui vi parlo da medico, col cuore in mano: siccome ancora non sappiamo cosa accadrà in autunno, cerchiamo di stare tranquilli. Non ho voglia, nessuno di noi sanitari ha voglia di ripassare attraverso quell’inferno di mascherine, camici impermeabili, respiratori artificiali, disinfettanti, stanze sigillate.

Facciamo così: i conti lasciamoli alla fine. Alla fine sarete tutti liberi di dire che non è successo niente, che le morti erano simulate, le foto dei camion militari di repertorio, che le istituzioni vi hanno tolto la libertà con la scusa dell’emergenza sanitaria, che le mascherine ci rendono simili a pecore, eccetera. Per adesso, vi prego, fatevi ancora sfiorare dall’ombra del dubbio, e regolatevi di conseguenza.

Non voglio più essere un eroe, per nessuno.

Solo un bravo medico.

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