Cronache del virus fetente #20 – Oh, tutti stanno cambiando e non so perché

Le biblioteche, forse lo sapete o forse no, sono ancora mezze blindate (inspiegabilmente, devo dire, visto il delirio estivo nelle discoteche di mezza Italia e gli assembramenti scolastici mascherina-free in uso tra gli adolescenti).

Infatti, all’ingresso della biblioteca comunale c’è un carrello per potersi disfare del libro da restituire senza nemmeno il fastidio dell’interazione diretta con l’impiegata, che comunque se ne sta protetta al di là del solito vetro in plexiglas con la mascherina sul viso.

Restituito il libro (per la curiosità degli storici, Io Robot di Asimov), chiediamo se sono disponibili altri titoli.

“C’è qualche romanzo della serie di Lucky Starr?”

L’impiegata digita, attende un secondo, poi risponde: “Mi dispiace, no”.

“E Abissi d’acciaio?

“Ci sarebbe, ma nella sede di Venezia. Se vuole lo faccio arrivare”.

“Grazie, sarebbe meraviglioso. E per caso ci sarebbe anche Notturno?”

Click click click.

Notturno purtroppo è in quarantena”.

“Come in quarantena, scusi?”

“I libri che vengono restituiti rimangono chiusi in una confezione ermetica per quattordici giorni, poi possono essere affidati a un nuovo lettore. Sa com’è, non sappiamo chi li abbia tenuti in mano”.

Ecco, non so come altro dirlo, ma questa storia dei libri in quarantena mi ha commosso assai. Come se anche le loro pagine possedessero una scintilla di vita, un’anima determinata dal flusso casuale degli elettroni, un battito cardiaco misurabile. O potessero contrarre un virus dagli umani e ammalarsi.

Che poi, a ben pensarci, quest’ultima eventualità negli ultimi anni si è già realizzata, e ben prima della pandemia da CoVid-19.

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La canzone della clip è “Everybody’s chancing” dei Keane, tratto dall’album “Hopes and Fears” (2003).

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