Cronache torinesi #2

Una delle cose belle di un congresso SIRM, l’ho già detto anni fa ma perdonatemi se insisto, è che si rincontrano persone. Che non vedevi da anni, magari, perché i casi della vita ti portano più spesso ad allontanarti che avvicinarti, ma a cui sei legato da affetti profondi. E poi gli occhi, come dice una mia cara amica, non mentono mai. Ci sono affinità elettive che non serve specificare o qualificare: ci sono e basta. Come il colore dei nostri occhi, appunto.

E poi ci sono occhi e facce nuovi. Persone con cui questo blog mi ha messo in contatto e che vedo per la prima volta qui a Torino: scoprire che i nicknames che lasciano commenti sul blog esistono davvero, e hanno occhi così luminosi, è fantastico. Come aprire un pacco regalo che non ti aspettavi. Parlare diventa facile come scrivere: il che è un miracolo ancora più grande.

In ultimo, consentitemi un pensiero rivolto a una persona che dovrebbe esserci, al congresso, e invece per vari motivi non ha potuto. Quella persona, l’ho detto anche a lei, è comunque qui insieme a me: perchè quello che si è costruito per arrivarci, beh, si è costruito insieme. Poi le rogne passano: ma l’affetto e la stima, scusatemi, sono un’altra cosa.

3 Responses to “Cronache torinesi #2”

  1. radioblob ha detto:

    Chettelodicoafare… che a volte vuol solo dire chettelodicoaffare…

  2. sea ha detto:

    Non ho nulla a che fare con la sirm ma volevo dirti che quegli occhi sono solo la porta d’ingresso ad un mondo che non possiamo nemmeno immagginare………………..

  3. Gaddo ha detto:

    O forse possiamo immaginarlo, e questo ce li rende ancora più cari.

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