Curriculum vitae

Stamattina ho messo mano al mio curriculum vitae: c’era da aggiornarlo con un paio di pubblicazioni recenti e da sistemare il maledetto formato europeo con cui attualmente siamo praticamente obbligati a redigerlo.

Il fatto è che a me il concetto stesso di curriculum vitae sta sui maroni. Il CV non rispecchia quello che sei realmente: puoi infilarci dentro qualunque boiata, spacciarti per esperto mondiale di risonanza magnetica del corpo spongioso dell’uretra, per dire, o per magistrale organizzatore di uomini e mezzi; e chi potrà mai contraddirti? Specie in un paese come il nostro, in cui prima ti fanno vincere il concorso e poi si informano su cosa sai fare.

Insomma, nessuno dovrebbe mai giudicarti dal CV. Se proprio volete sapere che persona e che professionista sono, prendete informazioni dalle persone con cui lavoro: i primari degli altri reparti, soprattutto. Alzate la cornetta del telefono, invitateli a cena e chiedetegli: Allora, com’è ‘sto Gaddo? Sa fare qualcosa di buono o no? Ha un buon carattere o è uno stronzo poco collaborativo?

O forse ha ragione mia moglie quando dice che a volte sono pieno di me come un palloncino, e che se mi togliessero il tappo volerei spernacchiando in giro per la marca trevigiana fino ad atterrare tutto sgonfio in qualche remota landa: sottintendendo che in fondo sono solo uno dei tanti e uno tra tanti, e che è giusto e sacrosanto che anche io ogni tanto aggiorni quello stramaledetto curriculum vitae. Anche se mentre lo faccio mi sentite smadonnare a denti stretti.

11 Responses to “Curriculum vitae”

  1. thepellons ha detto:

    Tua moglie intende forse dire che scoreggi, pure, quando codesto palloncino si sgonfia?
    Sai, sono una vera signora 🙂

  2. Gaddo ha detto:

    Io, per me, non ho mai capito se si dice scoreggiare o scorreggiare, con due erre. Certo il secondo termine è più onomatopeico, non so se mi spiego: perché, modestamente, anche io signore lo nacqui.

  3. thepellons ha detto:

    C’è anche una versione più infantile, scorengiare, che fa parecchia tenerezza. Perchè io ai miei figli solo parole di classe insegno!

  4. Emiliano Bruni ha detto:

    O, come diceva il buon Balbo nel “Il pendolo di Foucault”:

    “Ma gavte la nata….È torinese. Significa levati il tappo, ovvero, se preferisci, voglia ella levarsi il tappo. In presenza di persona altezzosa e impettita, la si suppone enfiata dalla propria immodestia, e parimenti si suppone che tale smodata autoconsiderazione tenga in vita il corpo dilatato solo in virtù di un tappo che, infilato nello sfintere, impedisca che tutta quella aerostatica dignità si dissolva, talché, invitando il soggetto a togliersi esso turacciolo, lo si condanna a perseguire il proprio irreversibile afflosciamento, non di rado accompagnato da sibilo acutissimo e riduzione del superstite involucro esterno a povera cosa, scarna immagine ed esangue fantasma della prisca maestà.”

    Umberto Eco è sempre stato un signore 🙂

  5. Gaddo ha detto:

    Scorengiare? In che dialetto? Peró no, non mi piace tanto: c’è una omofonia con il termine “scoraggiare”. E invece la scoreggia (o la scorreggia) manifesta l’esatto contrario, ossia l’impudenza della funzioni corporali.

  6. thepellons ha detto:

    Comunque, per riportare la discussione su temi più aulici, il cv formato europeo è quanto di peggio abbiano inventato i nostri geniali dirigenti e governanti. Particolarmente là dove devo specificare interessi, abilità, attività extralavorative. Mi verrebbe molta voglia di scrivere “ottima cacciatrice di nuvole, suona il campanello nei migliori condomini, nel tempo libero ama scaccolarsi il naso”.

  7. Gaddo ha detto:

    @ Emiliano

    Grazie per la citazione: Eco è un altro che si diverte un mondo con amenità del genere.

  8. Gaddo ha detto:

    @ la pellona

    In effetti anche io spesso sono tentato di esagerare. Ogni tanto mi viene voglia di aggiungere che da piccolo volevo fare l’astronauta, poi peró il pudore ha la meglio e tengo basso il profilo.

  9. radioblob ha detto:

    Tua moglie…. Che forza! Una grande donna davanti ad un grande uomo!

  10. Gaddo ha detto:

    Ecco, questa è la parola giusta: davanti. Quello che non immaginate è quanto davanti; ma di questo non parlerò mai, nemmeno sotto tortura.

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