Dove andremo a finire

20140116-184335.jpg

Vi fornisco uno spunto di riflessione. In realtà non lo fornisco ai medici ma alla classe dirigente politica. E, perché no, anche ai pazienti (che dico, clienti. Perdonatemi).
Insomma: il bando di concorso per compagnie assicurative, nella mia azienda, è andato deserto. Sarebbe a dire: nessuna compagnia assicurativa è disposta ad assicurare i medici del mio ospedale, me compreso.
Spunto di riflessione: stiamo arrivando vicino al punto di rottura, dopo il quale la frattura tra una delle migliori sanità del mondo (checché se ne dica) e i cittadini (pardon, i clienti) sarà insanabile.
Pensateci bene, prima di continuare questo assedio sterile: verrà un momento in cui tutto il sistema crollerà a pezzi, e ci si ritroverà a rimpiangere i bei tempi in cui al Pronto Soccorso si aspettava tre ore, ma almeno un Pronto Soccorso c’era ancora.
Quel momento non è più così lontano.

45 Responses to “Dove andremo a finire”

  1. Peppone ha detto:

    So di essere stronzo (perdonami la parola), ma posso dirti che…non vedo l’ora ?
    Sono sinceramente stufo di dover refertare con il magistato a fianco, asciugando la bava dei vari avvocatuli sciacalletti che si cibano delle miserie e del lavoro altrui.

    Ma in effetti, è anche colpa nostra.
    Se cominciassimo a fare un sciopero nazionale paralizzante (garantendo unicamente i codici rossi, ci mancherebbe…noi non siamo come loro) e vincolante come categoria (se non partecipi, a meno che non sia appunto una urgenza, sei fuori dall’albo) forse, e dico forse…si renderebbero conto che la misura è colma e che un attimo di attenzione in più per questi fessi dal camice bianco dovrebbe essere dedicata.
    Altra simpatica idea (provocatoria ?) potrebbe essere una tariffario nazionale “dedicato” per politici, magistrati ed avvocati.
    Una ecografia ? 15000 euro.
    TC ? 35000, a segmento ovviamente.
    RM ? 40000 sempre a segmento.
    RX ? Siamo buoni…appena 10000 euro.

    Naturalmente…più IVA ! Perché le tasse le paghiamo…NOI !

    Va bene, scusa sfogo finito.
    Quando vuoi ed hai tempo, leggi la mia risposta nel post dei “negativi” TC TORACE.

    Ciao !

  2. Renghen ha detto:

    Anche nel mio ospedale è successo. E ha molta ragione Peppone. Io sono chirurgo, se da oggi facessimo solo interventi urgenti e nessuno elettivo, se non facessimo più ambulatori, vedi che forse otterremmo le garanzie di cui necessitiamo.

  3. marcaurelioiii ha detto:

    l’impunità….beato chi ce l’ha (e aggiungo chi non ce l’ha, la vuole).

    Prima cosa è sbagliato scrivere che il referto della tac si scrive con il magistrato affianco (che non sa niente di tac), perchè il magistrato si avvale sempre di un consulente tecnico di ufficio che è un vostro collega medico. Quindi alla fine siete sempre giudicati cmq da un medico e non da un magistrato il quale è quello che vi giudica in senso stretto ma cmq si basa su ciò che dice il vostro collega medico.

    seconda cosa non capisco che problema si abbia nello scovare chi fa male il vostro lavoro, o pensate che nel vostro lavoro siano tutti bravissimi e nessuno fa mai errori? pensate che tutti i medici lo facciano per passione e per aiutare il prossimo? Io lo pensavo, ma quando lo dicevo ai medici, loro mi rispondevano che questa storia deve finire, e che è un lavoro come un altro. Quindi non si capisce perchè se è un lavoro come un altro debba avere delle tutele speciali (cioè non richiedere i danni se uno sbaglia).

    Terza cosa a pagare è l’ospedale e non voi.

    Quarta cosa, visto che voi sicuramente siete dei medici bravi che ci ragionate sulle cose (altrimenti non eravate nemmeno su questo blog), non dovreste preoccuparvi per queste cause, ma dovreste esserne felici perchè così si fa un pò di pulizia nella vostra categoria e il paziente non va dai medici cattivi, scorretti, non compententi o altro perchè la magistratura li ha bloccati. In tutte le professioni, se si prende un professionista scorretto gli altri professionisti sono contenti che è stato preso e che non è stato lasciato libero di fare danni, nella vostra no. non si capisce bene perchè. Tra l’altro se qualche medico scorretto lavora nelle asl allora si può sperare che venga rimosso e al suo posto preso uno bravo con vantaggio sia vostro (perchè avete un collega bravo che vi aiuterà nel vostro lavoro) sia dell’ospedale.

    quinta cosa: e qui so già che mi prendo tutte le ire e mi attaccherete a man bassa, leggendo sempre i vostri post sulle cause dove sembra che uno fa causa e fa licenziare medici che erano chiaramente incompenti, ho chiesto ad un mio amico avvocato come potevo fare per fare causa ai medici che avevano in cura un mio parente stretto e che per 4 giorni nonostante una grave dispnea, i medici non hanno fatto niente e mi sono sentito rispondere alle 18 di sera dal medico, dopo che io gentilmente chiedevo se poteva visitarla, che lui già l’aveva visitata la mattina alle 8 e che era inutile vederla di nuovo, questo da ricoverato in ospedale. Mi sembra che le cose non stiano esattamente così, se tu visiti una paziente, pensi che abbia un qualcosa, imposti una terapia e dopo 10 ore la paziente non migliora di una virgola, beh ci sta un minimo che tu la vai a riguardare e magari cambi la terapia o fai qualche altra cosa e non che la lasci lì nel letto a se stessa, altrimenti cosa ci stai a fare? altrimenti non è un ospedale ma un lazaretto. Cmq al di la di questo, quando ho chiesto al mio amico avvocato come si faceva a fare causa a questi medici e magari far prendere provvedimenti in modo che non facesso più danni ad altri pazienti come era capitato a questo mio parente stretto, lui mi ha detto che è una cosa impossibile far prendere provvedimenti anche in casi di manifesta incompentenza o scorrettezze del medico, ha detto che il massimo che si può fare e fare causa e chiedere un risarcimento (ma alla morte c’è risarcimento? secondo me no), e che comunque quello che lui consigliava e di cercare di risolvere la questione del risarcimento con l’ospedale trovando un accordo in via extragiudiziale. Al che io ho detto, ma almeno i soldi li sborseranno i medici o l’ospeldale e lui mi ha detto, no li caccia l’ospedale e sicura non se li fa rimborsare dal medico. In pratica, i medici sono intoccabili, resteranno al loro posto a far morire altre persone, e un cittadino il massimo che può avere sono soldi dall’ospedale che siccome è pubblico, in pratica saranno soldi di tutti gli altri cittadini.
    Prima che partite a scrivere il mondo su di me vi dico che oltre la mia critica che potrebbe essere di parte quanto volete, c’è il dato della classifica di quel reparto fatto da un ente indipendente per conto dello stato e pubblicato sul sole 24 ore dove dice che in quel reparto la morte a 30 giorni per riacutizzazione di BPCO è 4 volte la media nazionale. In altre parole li è il 32% mentre la media nazionale è l’8%. PS: il primario è un sindacalista o qualcosa del genere (questo per rispondere sempre al medico che parla di scioperi) che in ospedale non ci sta mai e che non si capisce bene perchè è sempre nella direzioni ospedaliera a fare tutto fuorchè il lavoro per il quale viene pagato e cioè il medico primario (cioè che cura i pazienti). PS: per un problema più grave sempre la stessa persona si trovava 2 anni prima in un altro ospelda e li sono riusciti a capire il perchè la pressione calava nonostante non fosse facile capirlo, come hanno fatto? semplice, il medico nonostante avesse nel reparto altri 30 pazienti (contro i 16 di qello che sto accusando) quando ha visto che la persona stava male si è messo lì e ha fatto vari esami, chiamato altri due colleghi di altre specializzazioni fino a capire qual era il problema e a risolvere il problema. La cosa buffa è che il primo ospedale aveva paura che gli facessimo causa perchè il problema era stato causato da una manovra chirurgica fatta da loro, mentre nel secondo non avevano la benchè minima paura di questo perchè si sentono intoccabili (forse perchè nessuno gli fa mai causa). Ovviamente al primo ospedale non abbiamo pensato nemmeno lontanamente di fare causa semplicemente perchè il medico è stato lì a cercare di capire qual era il problema e non a fregarsene come nel secondo casa e poi perchè ha risolto il problema. Io al primo ospedale ci faccio una statua perchè è efficiente, si occupa dei pazienti e risolve i problemi che possono sempre sopraggiungere al secondo ospedale licenzierei i medici perchè si prendono solo lo stipendio e anche di fronte a problemi, non fanno assolutamente niente, lasciano la persona nel letto e non si mettono minimamente a pensare cosa sta succedendo e cosa possono fare, quasi che il problema non fosse loro, quasi che loro non fossero i medici…..della seria qui c’è uno che sta male chiamate qualcuno (detto da loro).

    PS: scusate per lo sproloquio ma io sono convinto che le cause (quando giuste ovviamente) fanno bene agli ospedali e non male perchè li migliorano (come tutte le critiche giuste e costruttive), perchè fanno si che si prendano misure affinchè quello che è successo non succeda più come nel primo ospedale che si vedeva che era strutturato ad un altro livello.

    • Gaddo ha detto:

      Certo che te le vai proprio a cercare, tu, le polemiche!! Scherzi a parte, perché se esiste un luogo in cui fare buona polemica è proprio questo, cercherò di essere breve. A molte delle tue osservazioni ha risposto Giancarlo: la peggiore razza di medici è proprio quella dei periti di professione, gente che ha abdicato alla medicina molto tempo fa e adesso, senza alcuno scrupolo etico e alcuna competenza in materia, butta in pasto agli squali i propri colleghi. I giudici è a questa gente che si appoggiano, ma questo Giancarlo lo ha già detto meglio di me.
      Il punto che mi sta a cuore è un altro. La questione non è di sentirsi intoccabili (garantisco che le amministrazioni cercano eccome di rivalersi sul medico, o sulle sue assicurazioni alternative se il medico ne è dotato), né di evitare qualunque genere di autocritica di categoria. Certo che esistono medici incapaci: basta che ti studi una curva gaussiana, o ti limiti a leggere quella nota risalente al 2009 che ho lasciato nella parte laterale del blog e che la dice lunga su come la penso. La questione è la seguente: il 98% delle cause sanitarie finiscono con l’assoluzione del medico, questi sono i dati. Senza contare l’umiliazione che qualunque bravo professionista prova a sentirsi citare in giudizio, spesso per questioni risibili (altrimenti non sarebbe assolto); senza contare la frenata che qualunque medico da ai rischi lavorativi che è abituato a correre, dopo una batosta del genere (la qual cosa non ha ripercussioni positive sui pazienti, credimi); senza contare i soldi spesi inutilmente e il tempo buttato per cause che quasi sempre finiscono bene per il medico, ma a prezzo di anni di tortura psicologica; insomma, senza contare tutto questo, io non ritengo giusto che una buona fetta della spesa sanitaria attuale, per la quale regioni e stato sono in deficit, sia legata a quella straordinaria invenzione che è la medicina difensiva. La quale non nasce da esigenze mediche, no: nasce dall’aggressività dei pazienti e dalla cornucopia infame di avvocatucoli da strapazzo, periti pseudo-legali e compagnie di recupero risarcimenti che hanno fatto buona presa sulla avidità della gente, oltre che sul legittimo, talvolta davvero legittimo desiderio di rivalsa di un paziente maltrattato. E se io fossi il migliore dei medici, e avessi effettuato 999 diagnosi brillantissime che hanno salvato la vita ad altrettanti pazienti, te la sentiresti di crocifiggermi perché ho sbagliato la numero mille? Saresti felice se io finissi in galera e non potessi più operare nella mia professione, privando tutti dell’apporto di un bravo medico, solo per un errore che peraltro è insito nei meccanismi del mio mestiere (che non è scienza esatta) ed è inevitabile, letteralmente inevitabile? E questo è un punto.
      L’altro punto riguarda la monetizzazione della morte. Voglio solo dirti che ieri sera ero a vedere l’ultimo, meraviglioso film di Virzì: il cosiddetto capitale umano, che è poi il titolo del film, rappresenta esattamente la monetizzazione della morte di un uomo, e si basa su criteri peritali (anni vissuti, attesa di vita, malattie pregresse, lavoro, famiglia e figli) che non hanno inventato i medici. Questi parametri assurdi li hanno inventati i periti, gli avvocati, i politici che fanno le leggi. Per noi ogni uomo è un uomo, ogni vita umana è preziosa come la nostra, ogni errore che facciamo ci tortura fino all’ultimo giorno in cui lavoriamo, e spesso anche oltre (per me sarà così, posso dirlo con certezza).
      Voi, pazienti o utenti o persino clienti, come spesso le amministrazioni ospedaliere ingiustamente vi chiamano, avete due scelte possibili: ripristinare un rapporto di fiducia con la sanità, accettare il bene che ne viene (che è tanto) e il male che a volte viene prodotto (mai per dolo, siam mica nazisti); oppure attaccarsi al vostro singolo caso personale, che per voi è importante, non lo metto in dubbio, e a volte straziante, ma è un singolo caso e gli errori non arrivano mai perché un solo uomo ha sbagliato, ma perché a fallire è il sistema. Un sistema in cui lavorano medici ma che viene gestito e regolato da gente che non ha mai preso in mano un fonendoscopio, o passato 12 ore di guardia in pronto soccorso, o visto morire un cristiano mentre gli praticava un massaggio cardiaco. In questo nostro paese, nonostante tutto, credo vi convenga stipulare un armistizio; ma potrei sbagliarmi.
      Scusami anche tu lo sproloquio, ma vengo da una settimana di quasi sessanta ore: e sai quante cose posso aver sbagliato, in tutte queste ore che, incidentalmente, non mi verranno mai riconosciute né a fini di stipendio né a fini pensionistici.
      PS Poi, hai ragione su una cosa: i medici cani andrebbero radiati dall’albo. Ce ne sono, e ce ne sono parecchi. Ma anche su questo, soprattutto su questo, i medici probi possono ben poco.

      • giancarlo ha detto:

        Ma questi commentatori da reader’s digest lo sanno che la american cancer society ha stabilito che lo screening mammografico ha una sensibilità dell’ottanta per cento? Tradotto in soldoni, così si potrà commentare al bar, un cancro su cinque viene scazzato dallo screening. Un cancro su cinque. Non importa se sei un luminare della senologia, ma prima o poi quel cancro su cinque ti viene fuori ai controlli successivi. E allora sa, gentile signore, cosa capita al povero radiologo al quale hanno messo in mano uno strumento spuntato per scolpire la Pietà di Michelangelo? Che diventerà carne da cannone per quelle torme di sedicenti periti i quali, colando senno del poi da ogni poro della pelle, si stracceranno le vesti su come non abbia potuto vedere al precedente controllo quel chiarissimo caso di cancro. E non varrà nulla, come ha mirabilmente descritto Gaddo, che tu abbia salvato la pelle a decine di donne prima, sarai giudicato da gente che conosce in anticipo il risultato, si va prima a vedere le lastre più recenti e poi con tracotante sicumera puntano senza esitazione il dito sui precedenti, dove, mi creda, nella maggior parte dei casi si potrebbe discutere all’infinito. Bel modo di essere giudicati, non ne conviene? In uno dei tanti inascoltati appelli delle nostre categorie ai periti, si consigliava che per ogni caso il perito dovesse vederlo in maniera anonima e mescolato ad altri quattro o cinque casi diversi. Ti chiedo Gaddo, non pensi che tale sistema avrebbe prodotto un numero esorbitante di archiviazioni? Ma lasciamo alle menti deboli la convinzione che i giudici non sbaglino mai, almeno loro la responsabilità professionale non sanno nemmeno cosa sia, tanto per replicare ad accuse di impunità di categoria…

        • marcaurelioiii ha detto:

          secondo quello che diceva il mio amico avvocato, il caso della mammografia per fare un esempio verrebbe archiviato poi non so. Lui dice che solo per fatti eclatanti e dove c’è stato più di un errore che si è susseguito e superficilità da parte del medico. quello della mammografia su un reperto dubbio (immagino un nodulo piccolo che può essere tutto e il contrario di tutto) sicuramente non era tra i casi. non so ma il mio amico avvocato la faceva molto ma molto difficile a fare la causa a un medico, invece qui su questo blog sembra che sia la cosa più facile del mondo, non capisco. e il mi oamico avvocato aveva tutto il vantaggio a dire il contrario perchè cmq siamo amici non strettissimi quindi l’eventuale causa l’avrei pagata tutta.

          • giancarlo ha detto:

            Lei sta a sentire il suo amico avvocato, io parlo tutto il giorno con medici che sono la personificazione della facilità con cui un medico può essere denunciato, ma dove vive? O forse ha solo un avvocato prudente…

          • giancarlo ha detto:

            Il mio avvocato dice, il mio avvocato afferma… Ma come si permette di replicare con questi argomenti. Per ogni cazzata che spara il suo avvocato le posso citare decine di medici miei conoscenti che hanno avuto la vita e le finanze rovinate da cause fatte così, tanto per provare, tanto non costa niente ed alla fine la assicurazione qualcosa ci da… Ripeta queste cose al mio collega ortopedico che ha il quinto dello,stipendio pignorato,ma non giurerei sulla sua successiva salute…

          • marcaurelioiii ha detto:

            non costa niente? ma perché le cause gli avvocati le fanno gratis? ma come fa a dire non costa niente, secondo lei l’avvocato non si deve pagare? non è vero che non costa niente e tanto ci provo, perché cmq le spese dell’avvocato le paghi.

        • giancarlo ha detto:

          Benvenuto nel mondo reale signor Marcaurelio! Se abbandona il suo mondo onirico e scende nella realta, verrà a sapere che gli avvocati possono indire una causa dicendo al suo cliente: se vinciamo facciamo a metà, se perdiamo non ti costa niente…

          • marcaurelioiii ha detto:

            a parte che gli avvocati che fanno questa cosa sono pochi e solitamente sono quelli poco bravi.
            comunque le spese processuali se perdo (intendo le spese che si pagano per il tribunale) cmq l’avvocato me le fa pagare, perchè non è che ce le rimette lui. Inoltre, il giudice può decidere di far pagare le spese legali della parte che vince alla parte che perde la causa (in questo caso il paziente che ha fatto la causa giusto per provarci). Anche se effettivamente questa ultima cosa non capita spessisimo e cmq quando capita il calcolo delle spese legali lo fa il giudice e non è mai quanto sarebbe. Ma ribadisco che se io vado in ospedale e penso che sia stato danneggiato da un medico che lavorava all’ospedale, la causa la faccio all’ospedale (che quindi paga l’avvocato) e non al medico.

      • marcaurelioiii ha detto:

        caro gaddo è ovvio che quel medico che ha fatto 999 diagnosi brillantissime e 1 sbagliata non ha assolutamente colpa.
        Ma il problema è che voi vi lamentate per tutte le cause non solo per quelle dove il paziente era stato salvato dall’ictus e ha fatto causa perchè gli sono venute le piaghe da decubito.

        quello che hai detto tu lo condivido quasi in tutto, ma c’è un però. Un reparto che ha 4 volte di più la percentuale di mortalità della media nazionale, secondo te è per colpa di un medico che alla millesima diagnosi sbaglia o per colpa del fatto che sono un ritrovo di cani? non hai considerato questo dettaglio fondamentale che ti ho citato.
        se in un reparto c’è il 32% di probabilità di morire quando la media nazionale è 8%, beh ci sta un problema grandissimo e gravissimo, e altro che causa, andrebbero radiati subito. Ma non è così, anzi questi delle cause se ne fregano.
        Lo sai perchè gli ospedali al nord sono meglio che al sud, perchè al nord fare causa a un medico cane è la norma al sud il medico è intoccabile, e questa è la verità. Al sud cause ai medici non se ne fanno mai ed è per questo che si arriva al 32% contro l’8% nazionale.

        Ultima cosa non mi risulta che i periti sono solo gente che non fa più i medici, un paio di anni fa andai in visita da un gastroenterologo, il quale ha scritto un libro sull’endoscopia, fa attualmente il primario e sta sempre in reparto, e quando ci sono cause che riguardano l’endoscopia il giudice di milano chiama lui per il fatto che ha scritto il libro, quindi come vedi non è esattamente come dici.

        • giancarlo ha detto:

          Guardi che non frega una cippa a nessuno se uno ha fatto 999 interventi riusciti e un errore nell’ultimo. È trattato come il medico somaro, allo stesso modo… Una gitarella per le aule di tribunale non le farebbe male, ormai sono popolate da mignotte e da medici…

      • marcaurelioiii ha detto:

        per quanto riguarda la monetizzazione della morte, intendevo dire che il mio scopo non era certo farmi i soldi ma mettere quel medico nelle condizioni di non creare altri danni visto che in reparto l’unica cosa che fa è scherzare con gli infermieri, e visto che questo non lo dico io che sono di parte ma un dato rilevato da un ente per conto dello stato. poi è ovvio che si può monetizzare la morte e tutto il resto, siamo nel capitalismo, si monetizza tutto.

  4. giancarlo ha detto:

    E questo dimostra come nella vulgata nazionale, si può stare sicuri, tanto c’è un consulente tecnico che consiglia il giudice e tutti, querelanti e imputati, sono in un ventre di vacca. Niente di più fallace… Il consulente tecnico è di solito un medico che sproloquia di cose che non capisce a fondo e che, comunque, deve sbarcare il lunario anche lui. Entrando nel particolare, visto che qualcuno prima di me nel particolare ci ha sguazzato, nel tribunale cui fa capo la mia città, imperversa un sedicente esperto, precedente radiologo fallito che ha intrapreso le più differenti strade, compresa la agopuntura, prima di farsi nominare perito dal tribunale. Ora, questa persona, dal basso della sua scarsa cultura medica che già si era manifestata nell’esercizio del suo lavoro originario, spara perizie a destra e manca sentenziando su questioni chirurgiche e ginecologiche e spedendo colleghi davanti al giudice. Il quale non si pone nemmeno il problema se chi fa le perizie sia davvero competente o meno. Auguro a chi auspica cause “giuste” per migliorare la sanità (?), di essere almeno una volta giudicato da così elevati ed autorevoli ingegni.

    • marcaurelioiii ha detto:

      se un giudice su una causa ginecologica fa fare una perizia al radiologo, primo il giudice è un cretino e secondo l’avvocato può contestare che il ctu non è la persona più qualificata…e pure l’ordine potrebbe intervenire..

      • giancarlo ha detto:

        Ma quando mai? Per il giudice un medico laureato è perfettamente in grado di giudicare un altro medico. Lo vada a chiedere a un mio collega chirurgo che grazie al sopra citato luminare si sta sciroppando un processo penale. Io stesso sono stato rinviato a giudizio grazie alla perizia di un medico legale che interrogato in aula dal mio avvocato su questioni tecniche ha risposto “non sono un radiologo”… Si faccia giudicare lei su queste basi, bella soddisfazione dover ribaltare in appello una condanna fondata su questi termini…

  5. giancarlo ha detto:

    Poi Gaddo, hai visto la sorpresa della assicurazione di categoria? Se sei un radiologo “a rischio” ossia se fai interventistica o mammografia, si paga un premio più alto… In nome della meritocrazia, senza dubbio… Cioè, se io faccio un segmento di radiologia profondamente impresso nel sociale come la mammografia e combatto una malattia della quale ogni politico si riempie la bocca per farsi bello, non è che vengo premiato, ci mancherebbe, faccio il mio dovere. No, invece mi si punisce secondo la sempre attuale massima del cornuto e mazziato… Sentenziatori da wikipedia, ma fatemi il piacere!

  6. Gaddo ha detto:

    Un giorno, spero, ci incontreremo tutti: sarà un piacere mangiare una pizza ascoltando Giancarlo e MarcoAurelio che litigano! Eppure, per usare una metafora cara a Giancarlo, stiamo continuando a fissare il dito che indica la luna: e allora mi tocca essere chiaro. Intanto, sugli argomenti specifici toccati il punto di vista di Giancarlo è più rispondente al vero: e non perché sia medico, intendiamoci. E’ la nostra esperienza a condurci su quelle posizioni: su questo, purtroppo, né MarcoAurelio né il suo avvocato possono controbattere più di tanto, perché si tratta della realtà quotidiana, quella che viviamo ogni giorno.
    Qui si parla del fatto che l’errore numero uno del premio Nobel della medicina vale quanto quella del cialtrone che ne ha già fatti 999, a termini di legge; e, soprattutto, nessun paziente che si sente preso in causa conosce la differenza. Per lui esiste solo il torto subito, che può essere posizione legittima, o la voglia di lucrarci su, che invece è atteggiamento meno legittimo e andrebbe stroncato subito (tipo: il paziente perde la causa? Paga i danni al medico, ma per legge).
    E si parla della differenza, mi sembra di capire, tra medici bravi e meno bravi: una distinzione che purtroppo non si può abolire, è una legge di natura che coinvolge qualunque popolazione su cui applichiamo le leggi della statistica. Ma una soluzione c’è: se noi medici fossimo sottoposti a controlli serrati forse qualcosa migliorerebbe. Se, faccio per dire, una commissione imparziale, magari straniera, ogni due anni capitasse nel mio reparto e valutasse random i referti miei e dei miei colleghi, con firma anonima, e questa valutazione avesse conseguenze effettive sul mio lavoro (l’ospedale in cui esercito, per esempio, o il mio stipendio), forse prima di firmare un referto il radiologo ci penserebbe dieci volte su e la qualità del suo lavoro sarebbe migliore. Forse quel radiologo, sapendo della valutazione biennale, sarebbe costretto a studiare più di quanto faccia normalmente. Forse non potrebbe più cavarsela millantando rinforzi della trama polmonare perché in quel radiogramma del torace non ci ha capito molto.
    E poi, madonna se mi sento di destra in questo momento ma perdonatemi, chi l’ha detto che il posto pubblico deve essere fisso? Chi l’ha detto che una valutazione particolarmente negativa della commissione non possa portarmi addirittura, se reiterata due volte di seguito, al licenziamento?
    Insomma, secondo me bisogna cambiare non solo le regole del gioco, ma la nostra stessa mentalità. Se invece di meri esecutori materiali di ordini altrui avessimo avuto ministri della sanità decenti, tutto questo potrebbe essere realtà: certo, mi vedo già le barricate sindacali, perché tutti in questo paese sono casta e a quanto pare nell’immaginario pubblico anche i medici non fanno eccezione, ma forse è qui che in qualche modo o nell’altro dovremo arrivare, ossia alla pura e semplice cultura della meritocrazia. Per la quale chi sa fare viene premiato e non castigato (leggete il commento di Giancarlo sulle diversificazioni assicurative per chi sa fare e si assume responsabilità), e chi non sa fare o si allinea o va a fare altro.
    Altrimenti non vedo altre possibilità: il dottor Gaddo, per non spendere il doppio di premio assicurativo, da domani smette di fare biopsie polmonari TC-guidate. Disservizi per i pazienti? Mi spiace, sono stati loro, in ultima analisi, a determinarli denunciandomi per quella biopsia andata male a fronte delle 999 portate a buon fine (lo posso dire sulla mia pelle, ho fatto un rapido calcolo e sono sicuramente sopra le mille).

    • marcaurelioiii ha detto:

      quello che dici tu esiste. si trova a questo indirizzo:
      http://95.110.213.190/PNEed13/
      bisogna registrarsi per accedere.
      ogni anno viene fatto questo studio e solitamente sono disponibili anche sul sole 24 ore quando esce, ora non riesco più a trovarlo.

    • marcaurelioiii ha detto:

      ma scusa un medico può autonomamente decidere cosa fare e cosa non fare all’interno di un ospedale?
      ma nel caso remoto in cui tu venga giudicato colpevole e non te lo auguro anche perché sono sicuro che sei molto bravo visto che ti ho visto postare cose (come quella sull’embolia polmonare) che i medici cani non sanno di striscio, cmq dicevo non paga l’ospedale? cosa c’entra la tua assicurazione?

      • giancarlo ha detto:

        Gaddo, per rispetto tuo evito di infierire. Spiega tu al signor “Voimedici” cosa può fare la corte dei conti…

        • marcaurelioiii ha detto:

          io nell’azienda dove lavoro non posso decidere cosa voglio fare e cosa non voglio fare. a me risultava che l’obiezioni di coscienza ci fosse solo per gli aborti. ma mi vedo che mi sbaglio, e cmq decidere autonomante (e non in base al tipo di specializzazione) cosa si vuole fare e cosa meno è un bel privilegio.

          • giancarlo ha detto:

            Certo, è il modo italiota di premiare chi certe responsabilità se le assume…

          • marcaurelioiii ha detto:

            continuo a non capirla. se io faccio il concorso in un ospedale e lo vinco per il posto di radiologo, a mio avviso non posso rifiutarmi di refertare una tac toracica (cosa diversa se poi noi tra colleghi ci mettiamo d’accordo e ognuno si sceglie cosa gli piace/sa fare di più, ma quello è un accordo tra colleghi, è diverso dal dire io da domani non faccio più questo, perchè sarebbe obbligato visto che lavora in quell’ospedale in quello specifico posto, io domani non posso andare in ufficio e dire io da oggi sta cosa non la faccio perchè il cliente mi ha rotto le scatole). Ma forse io lavorando nel privato sono abituato diversamente.

    • giancarlo ha detto:

      Di nuovo benvenuto nel mondo reale… La radiologia si è talmente diversificata che in ogni reparto vi sono medici che si occupano di patologie diverse. Logico che in urgenza si deve fare tutto quanto essa comporti, ma la senologia, la neuroradiolgia ed anche altre branche sono esclusivamente compito di un certo numero di radiologi, mentre altri non le fanno,proprio…

  7. giancarlo ha detto:

    Degno di nota anche il commento sulla percentuale di mortalità, non c’e’ che dire… Se ci si basa solo su quello, allora un reparto di chirurgia che fa ernie appendiciti e unghie incarnite avrà una mortalità sicuramente inferiore a chi opera i cancri del pancreas, ma non vuol certo dire che quello sia un reparto migliore dell’altro…

    • marcaurelioiii ha detto:

      ovviamente non è come dice lei, e questo significa che non solo non ha letto bene quello che ho scritto (o forse non l’ha letto proprio, se non la parte iniziale e la parte finale) ma non ha nemmeno aperto lontanamente i link che ho postato.
      le statistiche sono fatte a parità di patologia o di intervento. Sono circoscritte e su eventi precisi, stessi parametri su tutti gli ospedali d’italia…
      la invito ad aprire il link e solo dopo a criticare il metodo di analisi (che sicuramente non sarà perfetto, ma è un’ottima base di partenza):

      http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2012-03-20/valutazione-ospedali-italiani-patologie-183734.shtml

      • giancarlo ha detto:

        A parità di patologia? Mi scusi ma mi sembra ben difficile da provare… Ma io leggo riviste di radiologia, non il sole 24 ore…

        • marcaurelioiii ha detto:

          il sole 24 ore ha semplicemente messo online lo studio fatto dal ministero della sanità che si chiama:

          Programma nazionale valutazione esiti.

          http://www.salute.gov.it/portale/temi/p2_6.jsp?lingua=italiano&id=2905&area=programmazioneSanitariaLea&menu=vuoto

          E’ uno studio fatto dal ministero della sanità e non dal sole 24 ore…..penso che qualche valore ce l’ha…

          A parità di patologia significa che non si valuta quanti morti ci sono in un reparto di broncopneumologia in generale perchè effettivamente come dice lei altrimenti in quel reparto curano solo patologie lievi e non muore nessuno. Si valuta in quello di broncopneumologia la mortalità a 30 giorni dei ricoverati per BPCO, e così per ogni reparto viene valutata una patologia standard.
          Quindi come vede è a parità di patologia per tutti gli ospedali.
          Inoltre si vede quante persone sono state curate e si rivaluta la percentuale della mortalità anche su quello.
          In pratica se un reparto ne ha curato uno solo non fa testo perchè un caso non è statisticamente rilevante.

          se clicca sul sito e si legge un pò le cose capirà tutto, se poi vuole far finta di non capire allora è diverso:

          http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2012-03-20/valutazione-ospedali-italiani-patologie-183734.shtml

          • Gaddo ha detto:

            Il problema è un altro (e comunque la vostra diatriba è appassionante, devo dire): anche se le valutazioni sono pesate, ponderate, eccetera, alla fine non vengono mai prese posizioni ufficiali. Il reparto che funziona male, mal diretto, con il personale che fugge alla prima buona occasione, tira avanti come quello di eccellenza: e magari il primario come premio diventa pure capo dipartimento. Il punto non è solo la valutazione della competenza medica e dell’operatività di un reparto, ma quali provvedimenti vengono poi presi affinché la situazione cambi in meglio. E’ qui che perdiamo la partita finale, secondo me.

          • giancarlo ha detto:

            Hai ragione Gaddo, se le statistiche avessero un valore, comprese quelle del ministero della sanità, tutto sarebbe chiaro. Ma vorrei capire come si fa a giudicare la performance di un reparto con segni chiari ed inequivocabili. Non pensi che le variabili siano talmente tante da rendere tutto confuso ed opinabile? Poi il mio discorso era un altro, l’ho esposto sopra e spero di aver dato spunto di riflessione a chi sembra avere tutto chiaro…

          • giancarlo ha detto:

            Guardi, ho imparato che spesso le statistiche sono il termometro dell’ignoranza di chi le cita. Per quanto riguarda la mammografia, per esempio, ce ne sono che affermano la sua utilità, altre la sua inutilità, altre un ruolo indifferente. Quindi qualunque incompetente può sventolare una delle tre ed affermare tutto ed il contrario di tutto.
            Quanto alle sue statistiche, non credo che prendano in considerazione quanto di quella aumentata mortalità sia causata da tagli, da personale carente e mai rimpiazzato, da turni di lavoro massacranti, da materiale obsoleto e non sostituito. Se così fosse, mi permetta di considerarle un altro degli inutili esercizi intellettuali dei nostri statistici degni, se di materiale cartaceo, a nettare parti poco nobili del corpo umano.

  8. Pier Silverio ha detto:

    Scrivo solo per dire che è un bel dibattito quello che state facendo, e che sto apprezzando.

  9. styx ha detto:

    Ma dei danni (anche economici) che fa alla sanità la medicina difensiva indotta dalla marea di cause legali ne vogliamo parlare?

    • Gaddo ha detto:

      Beh, mi sembrava di averne accennato nel penultimo personale commento. Certo, ci sarebbe a fare un post solo per l’argomento i questione. Chissà che le persone capiscano che la medicina difensiva (anche e soprattutto) da loro stessi indotta è come lo sversamento di rifiuti tossici nella Terra dei Fuochi: sul momento il malavitoso ci guadagna, ma poi suo figlio morirà di cancro.

    • Gaddo ha detto:

      Chiedo venia: era il mio primo commento, e avevo solo accennato alla questione. Che è sacrosanta: ogni causa per cui un’azienda ospedaliera sborsa soldi più o meno legittimi, a rimetterci sono tutti gli altri italiani (almeno quelli che pagano le tasse). 500mila euro di rimborso, per un’azienda ospedaliera, vogliono dire 500mila euro in meno di sevizi erogati. Ma, come dicevo, prima, chi se ne fotte: intanto il intasco, i soldi, i miei figli che si fottano.

      • styx ha detto:

        All’aspetto delle tasse non avevo pensato anche se è molto interessante. Pensavo più al fatto che la medicina difensiva crea problemi organizzativi e proliferazione di esami inutili in uno scarico continuo di responsabilità sui colleghi.

        • Gaddo ha detto:

          Si, ma questo rientra nell’ambito deontologico medico. Non tutti siamo uguali, anche dal punto di vista etico. Il collega paraculo ci sarà sempre: se magari il nostro Ordine, invece di limitarsi a succhiar soldi ogni volta che riesce, mettesse in atto un tentativo di controllo qualitativo serio sugli iscritti, un controllo anche dei rapporti tra colleghi, forse avrebbe ancora qualche motivo di esistere.

      • styx ha detto:

        Volevo anche attirare l’attenzione su questa iniziativa commerciale
        http://www.obiettivorisarcimento.it/index.html
        Ho visto pubblicità di questi signori su tutte le tv nazionali, cosa ne pensate?

        • Gaddo ha detto:

          Porco cane, è pure dalle mie parti questa specie di azienda!! Si, devo dire che il sito internet è tutto un programma. Un giorno dovremo ringraziarli tutti, per il lavoro di demolizione che hanno fatto della fiducia nella sanità italiana.

  10. matteo ha detto:

    dibattito molto interessante…

Leave a Reply

You must be logged in to post a comment.