E adesso picchiateci tutti

http://www.tgcom.mediaset.it/cronaca/articoli/articolo497445.shtml

Meglio ancora se dieci contro uno, che non si possa fuggire.

9 Responses to “E adesso picchiateci tutti”

  1. matteo ha detto:

    scusa Gaddo
    ma questo episodio lo metti nella “lista dei motivi per cui non sei contento di far il Medico?” se fai un post con questo titolo ho già pronto l’elenco…

    • Gaddo ha detto:

      No, non lo metto in quella lista lì: anche perché nonostante tutto io sono contento di fare il medico; e se ritornassi indietro, come ho già detto, rifarei tutto allo stesso modo.
      Lo metto invece in un’altra lista: quelle delle follie collettive a cui ci tocca assistere in questo miserabile scorcio di secolo, per cui un tassista viene ammazzato di botte per aver investito un cane; o per un diverbio banale all’ingresso della metropolitana uno che non avevi mai visto prima può ficcarti la punta dell’ombrello nell’occhio e ammazzarti in modi che conoscevamo solo tramite i romanzi di Stephen King o i film horror di Dario Argento.
      Lo metto nella lista delle vergogne di questa società con il cancro allo stadio terminale, lo metto in una lista di nefandezze che riescono persino a cancellare, ma che dico cancellare, ad annullare il cordoglio che si prova per chi patisce la perdita di un congiunto; lo metto nella lista di quegli atteggiamenti che ormai sono connaturati al degrado culturale di questo sventurato paese, all’assenza di qualunque forma di rispetto per il prossimo in generale, e per chi svolge attività intellettuali nel particolare. Lo metto nella lista di una generazione nata e cresciuta in mezzo al degrado culturale e sociale, dal quale l’unica lezione che ha imparato è che oggi come oggi vince chi fotte, e se non si vince ci si può sempre rivalere con la violenza fisica o morale.
      Lo metto nella lista delle colpe, dei peccati mortali che i giornalisti italiani dovranno scontare in questa o nelle prossime vite, per aver aizzato un paese intero contro il sistema sanitario nazionale al solo scopo di creare la notizia; e ci metto dentro anche i politici di basso rango, e ce ne sono stati a pacchi (se volete vi faccio anche i nomi), che hanno cavalcato lo stesso ronzino schiantato e pieno di pulci.
      Ecco il perché del titolo del post. Bisogna che in qualche modo noi medici ci si organizzi per fronteggiare questa emergenza: speriamo che la notizia non finisca nel dimenticatoio, come al solito; e che i sindacati prendano la palla al balzo per fare qualcosa al riguardo, e giustificare finalmente la loro esistenza.

      • sabino ha detto:

        io sono l’anima nera, ricordo bene ?
        beh, credo che non ce la possiamo fare . . .
        una chiacchierata amichevole con un amico e maestro, di qualche anno più anziano, mi rafforza nell’idea che la spirale negativa sarà difficilmente contrastabile
        http://unamelalgiorno.wordpress.com/2010/12/06/un-aperitivo-al-volo/

        • Gaddo ha detto:

          Beh, veramente tu saresti l’anima bianca del blog, é Matteo quella nera (basta leggere i suoi commenti di oggi…). 😉
          E comunque forse non ce la faremo, ma voglio cadere combattendo.

          • sabino ha detto:

            m’ero auto-transustanziato senza rendermene conto . . .
            scherzi a parte c’ho un sotteso, persistente malessere: lavorare, impegnarsi, cercare (sottolineo, cercare, che di più non si può fare giusto) di esser accogliente e soprattutto di fare per bene e con scrupolo il mio lavoro sembra che possa non servire a nulla quando inciampi in una serie di circostanze che possono travolgerti nel gorgo della malasanità presunta (e magari ci guadagni un par di schiaffi ed un naso rotto)

  2. Gaddo ha detto:

    Il che, immagino, rappresenta la crisi esistenziale di tutti i medici di oggi, o almeno di quelli che hanno dignità e amore per il loro lavoro. Però oggi una paziente di una città vicina mi ha detto: Peccato che lei non lavori nell’ospedale della mia città!
    Il che, immagino, ogni tanto lenisce la crisi esistenziale. E comunque, come recitava Cristian De Sica in “Fratelli d’Italia” (noto cult movie degli anni ’80), è sempre meglio di un calcio nelle palle. 😉

  3. Vito ha detto:

    Non si giustifica un tale gesto, lo reputo INQUALIFICABILE!

    Pe altro la crisi esistenziale che vivi, caro Gaddo, nasce dal fatto che TU sei un VERO professionista, UNO fuori dal coro che vive male la propria professione in quanto nella massa vieni (tu non essendolo assolutamente) considerato come la grande maggioranza dei tuoi colleghi: inetti, parassiti, raccomandati, imboscati, vermi, cafoni ed abbuffini.
    Per questo “rosichi” perchè non ti senti parte di questa “casta” che ti circonda e purtroppo ti – ci governa.

    Ripeto, gesto orrendo…. Niente emulazioni ne altro!
    Che ciò non si verifichi nuovamente MAI E POI MAI!

    Ma….. ipoteticamente parlando, io che sono un provocatore penso…
    ma ipoteticamente parlando sia chiaro:
    su 10 medici che picchio, quanti non se lo meritano?
    Colleghi emeriti… a voi l’ardua sentenza.

  4. Gaddo ha detto:

    Intanto, non vivo male la mia professione: se così fosse la cambierei e mi metterei a fare il postino, che è da sempre la mia prima alternativa a fare il radiologo.
    Poi, la grande maggioranza dei miei colleghi non sono inetti, parassiti, raccomandati, eccetera: è gente che lavora. Magari qualcuno ha più talento e qualcuno meno, qualcuno è più accurato e qualcuno meno, ma la maggioranza lavora e non parassita. Come in ogni campo dell’umana attività, è la minoranza che è marcia: eppure, e una volta tanto ripeto con soddisfazione le parole di un politico, fa più rumore, nel bosco, un albero che cade che mille in crescita.
    E infine: anche se uno se lo meritasse, chi mette le mani addosso a qualcuno mentre sta lavorando, e magari in dieci contro uno, non merita nulla. Nemmeno la compassione.

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