E la chiamavano Malasanità

E’ successo ancora. Qualcuno, alla mia non più tenera età, ancora riesce a stupirmi.

Mi chiama il pronto soccorso: signora di 31 anni caduta ieri, con sangue nelle urine, ecografia del tutto negativa e una TC urgente richiesta da un consulente non nuovo a simili facezie. La stessa collega sembra scusarsi, dice: Io non l’avrei richiesta, ma che devo fare? Semplice, direbbe il mio amico Matteo: Il paziente è tuo, non confermare la richiesta del consulente. Per esempio.

Non pago, chiamo di persona il consulente e gli chiedo perchè diamine una trentenne con ecografia negativa dovrebbe sciropparsi una dose di raggi da cavallo; e le risposte sono queste, una più sorprendente dell’altra.

1. Sai, ogni caso ha due livelli, quello clinico e quello medico-legale (risposta: Ciccio, quando parli con me leva di mezzo quello medico-legale. Qui si parla di clinica, o non si parla di niente).

2. Lo sai meglio di me che l’ecografia è una metodica operatore-dipendente (risposta: Stai insinuando che il mio collega del PS non è competente?).

3. Cosa vuoi che sia, una Tac non ha mai ucciso nessuno (risposta: Perfetto, vieni giù che te ne faccio un paio anche a te, poi mi dici se 5900 mAs sono aranciata frizzante).

4 (udite udite). Io in questo momento io sto parando il culo all’Azienda! (il collega non fa Azienda di cognome).

Un genio, insomma: ma un genio del male, un muro di gomma impermeabile a qualunque tipo di logica, medica e non. Uno che mi fa l’effetto opposto del paziente dell’ultimo post: ossia, la voglia di fare il medico me la fa passare.

Per cui, quando vi troverete di fronte al prossimo episodio di lampante malasanità pensate a questo: che nella vita quotidiana, lontano dai riflettori e dai giornalisti avvoltoi, lontano dalle stanze bianche del ministro e dei professori universitari, succede di peggio. Ed è un peggio strisciante, infido, contro il quale nessuna difesa è possibile: nè da parte del cittadino, che verrà ancora irradiato per nulla, con tumori radio-indotti di vario genere e grado che spunteranno come funghi e inutili maledizioni all’indirizzo delle varie divinità (che stavolta c’entreranno ben poco), nè da parte del radiologo. Il quale, oltre a suggerirgli poco urbanamente di cambiare mestiere e aggiungere in calce al referto la dosimetria dell’esame, a imperitura memoria dei posteri (e della paziente, casomai le venisse l’uzzolo della vendetta), in questi da solo non può cambiare il mondo.

5 Responses to “E la chiamavano Malasanità”

  1. matteo ha detto:

    Caro Gaddo,
    hai tutta la mia comprensione e probabilmente ti saresti stressato meno evitando la telefonata ed eseguendo la TC senza battere ciglio come fanno molti di noi purtroppo.
    Ma siccome sei un bravo Radiologo e un Medico con una coscienza ti sei fatto lo scrupolo di chiedere lumi…ottenendo risposte che ti hanno ancora maggiormente offeso. Prima che io ti dica la mia opinione sulle risposte che hai ottenuto dal mitico consulente ti chiedo : alla fine questa benedetta tac l’hai fatta o no?

  2. Gaddo ha detto:

    L’ho fatta, alla fine: e i motivi sono quelli di cui abbiamo già discusso. Perché alla fine noi radiologi siamo consulenti: e se in elezione è agevole riportare sulla retta via una proposta di esame sbagliata, in urgenza entrano in gioco altri fattori. Non ultimo, come è successo a me oggi, il paziente. Che non accetta il tuo (legittimo, a sua difesa, perché a te non cambia nulla) punto di vista e dice: se hanno richiesto una tac allora la voglio fare.
    Perfetto. Io sono un radiologo, mica San Francesco di Assisi o lo psicologo domenicale di Maurizio Costanzo.

  3. Vito ha detto:

    Ma, scusate, parlo da Uomo Della Strada….
    Posso compremprendere il consulente; avrà pensato: “Meglio una TC superflua che una causa”…..
    Posso comprendere il Radiologo; avrà pensato: ” Perchè diamine una trentenne con ecografia negativa dovrebbe sciropparsi una dose di raggi da cavallo”….

    Mia tesi, caro collega, io verbalizzo il mio dissenso, tu insisti… ma se è come dico, te ne assumi tu le responsabilità ed i costi.

    Voi radiologi siete solo consulenti??? Ma che caz..
    Avete buttato al vento minimo 30 anni di studi????
    Reagite!!!!!!

    Suvvia, fatelo per noi uomini della strada… se mollate anche voi in mano a chi andiamo????

  4. matteo ha detto:

    Dunque vediamo un pò di commentare le risposte una ad una

    1. “Sai, ogni caso ha due livelli, quello clinico e quello medico-legale “: risposta tipica da Medicina Difensiva, nuova branca della medicina in grande espansione negli ultimi anni grazie all’impegno dei giudici e al massiccio martellamento dei mass media. Patetico.

    2. “Lo sai meglio di me che l’ecografia è una metodica operatore-dipendente”: diffidenza nell’operatore tipica di chi non conosce una metodica però è talmente presuntuoso da ritenersi in grado di capire chi è più bravo ad utilizzarla. Buffone.

    3. “Cosa vuoi che sia, una Tac non ha mai ucciso nessuno “: risposta tipica da ignorante che non sa nemmeno vagamente la dose radiante di una TC addome e che non ha mai sentito parlare di danni stocastici e forse non sa nemmeno che la TC usa radiazioni ionizzanti. Asino.

    4 Io in questo momento io sto parando il culo all’Azienda! : tipica risposta di un demente che si sta arrampicando sui vetri pur di sostenere una tesi errata.
    Penoso.

  5. Gaddo ha detto:

    @ Vito

    Il problema è che non tutti siamo uguali. Io lavoro nel mio attuale ospedale da 10 anni: conosco praticamente tutti, o per meglio dire tutti quelli che hanno deciso che collaborare è mille volte meglio che far da soli. Il fenomeno in questione lo conosco solo di nome per occasionali telefonate come quella riportata nel post: voglio dire, dieci anni e nemmeno so che faccia ha. Sapete questo cosa vuol dire? Che uno si rintana nel suo studiolo e decide deliberatamente di non avere rapporti con il resto dell’ospedale. Forse non gli interessa, forse vuole solo tirare a campare fino alla pensione; o chissà che altro. Io però vedo solo il cialtrone, e tanto mi basta.

    @ Matteo

    Analisi perfetta. Quand’è che cominciamo a lavorare insieme, noi due? 😉

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