E me lo sono goduto tutto (l’abbraccio)

“Dottore, sono appena venuta fuori da un linfoma, ho fatto la chemio e tutto, insomma non le dico quanto male sono stata”.

“…”

“E adesso lei mi dice che non sa bene cosa sia questo nodulo al fegato”.

“Io credo che sia un nodulo benigno, ma prima di due ore non glielo saprò dire con certezza e soprattutto non potremo dare un nome e un cognome a quel nodulo. Abbiamo usato un mezzo di contrasto che ci da risposte precise ma ci obbliga a tempi lunghi, mi dispiace”.

“Lei lo sa che sono diventata nonna da pochi giorni? Io me la vorrei godere, la mia nipotina”.

“Ne sono sicuro, avere un nipote è un vero dono del cielo. Vedrà che non ci sarà nessun problema. Si tratta solo di stringere i denti per due ore, poi le vengo a dire tutto”.

E intanto lacrime a fiumi, perché una persona spaventata a morte o si incazza a dismisura o piange. In quei momenti si può fare una sola cosa: sedersi di fronte a quella persona, prenderle le mani, guardarla negli occhi e ascoltare quello che ha da dire. Se c’è un consiglio che fornisco gratis ai giovani medici, beh, è proprio questo.

Due ore dopo.

“Signora, ho buone notizie!”

“…”

“E’ un nodulo benigno, una iperplasia nodulare focale”.

“Una cosa?”

“Iperplasia nodulare focale. Niente di cui preoccuparsi, ci limiteremo a controllarla ogni tanto”.

La signora scoppia ancora in un pianto dirotto.

“Dottore, venga qui”.

E mi abbraccia forte. Io mi godo tutto l’abbraccio, perché so che è un abbraccio sincero: è questo il bello, la poca parte veramente bella, del mio lavoro con la salute delle persone. Dare buone notizie a qualcuno è, semplicemente, meraviglioso.

“Grazie, dottore, grazie”.

Beh, non è merito mio se quel nodulo è benigno: io ho solo fatto il cronista di una storia a lieto fine. Però poi mi asciugo una mezza lacrima all’angolo dell’occhio, ben attento a non farmi vedere da nessuno, e me ne torno zitto zitto alla mia consolle di lavoro.

13 Responses to “E me lo sono goduto tutto (l’abbraccio)”

  1. marcaurelioiii ha detto:

    Bene complimenti!!! tutto è bene quel che finisce bene 😉
    Ma una curiosità, che mezzo di contrasto hai usato?
    Perchè bisogna aspettare due ore? cioè si inietta il mezzo di contrasto e si aspettano due ore per vedere l’effetto? ma era una tac o una pet?

    PS: questa signora che è venuta fuori da un linfoma con la chemio e la risposta a tutti quelli che dicono che la chemio non serve a niente e serve solo alle bigpharma.

    ciaociao

    • Gaddo ha detto:

      L’esame in questione era una risonanza magnetica. Il mezzo di contrasto adoperato si chiama gadolinio BOPTA: è un mezzo di contrasto cosiddetto epatospecifico, che si concentra nelle cellule del fegato e, a distanza di due ore della sua iniezione, permette di esprimere un giudizio diagnostico di natura sul nodulo epatico più preciso rispetto a quello di qualunque altro contrasto epatospecifico venga usato. Alcuni colleghi preferiscono in casi particolari altri contrasti epatospecifici: la questione è aperta, ma il BoPTA è fuori discussione.

  2. Pier Silverio ha detto:

    E quando le notizie sono brutte – immagino capiti abbastanza spesso – come si fa? E’ lì che ti voglio 😀

    • Gaddo ha detto:

      Ne ho parlato a lungo, anche nella mia Guida. È un nodo critico del nostro mestiere, che dovrebbe essere insegnato nei corsi di laurea e nelle specialità e che invece viene deliberatamente trascurato. In questo momento tutto viene lasciato al buon senso personale e al genere di empatia che ciascun medico riesce a sviluppare: ed è errato, perché esistono regole generali che anche le persone meno dotate dal punto di vista empatico potrebbero imparare ad applicare. Sono le carenze croniche della formazione accademica italiana: l’assurdo, per me, è che in tempi in cui la comunicazione è metà del nostro mestiere nessuno ci abbia ancora pensato.

  3. mollybloom82 ha detto:

    Anche io mi sono incuriosita sul mezzo di contrasto..e lo sto studiando 😉 Però l’immagine di inizio post è fuorviante a questo punto, no?

    • Gaddo ha detto:

      È vero, si tratta di una TC. Però è anche vero che il nodulo epatico che si vede è un FNH. Mi fa piacere che un neurologo trovi interesse per i mezzi di contrasto epatospecifici!

  4. […] unradiologo.net, “E me lo sono goduto tutto (l’abbraccio)”: Io credo che sia un nodulo benigno, ma prima di due ore non glielo saprò dire con certezza e soprattutto non potremo dare un nome e un cognome a quel nodulo. Abbiamo usato un mezzo di contrasto che ci da risposte precise ma ci obbliga a tempi lunghi, mi dispiace. […]

  5. Brown Sugar ha detto:

    E sono quegli abbracci sinceri, o una carezza data da una paziente anziana al momento delle dimissionj…sono queste le cose che mi fanno amare il mio lavoro!

  6. robxyz ha detto:

    Gaddo, ti leggo da un paio d’anni almeno in totale silenzio, ma ora mi sono registrato su WordPress apposta per dirti quanto mi è piaciuto leggere questo post. Ho capito molto del mondo in cui lavori seguendo il tuo blog, soprattutto ho imparato che alcune brutte esperienze avute con alcuni tuoi colleghi quando per due anni ho assistito mia zia sarebbero state immediatamente annullate parlando cinque minuti con un medico come te.
    Complimenti, è sempre un piacere leggerti.
    Ciao.
    roberto

    • Gaddo ha detto:

      Sei molto gentile. In realtà quello che racconto dovrebbe essere il minimo sindacale offerto da un buon medico: anche se purtroppo spesso non è così, ne convengo con molta malinconia.

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