Equivoci

Il mio collega, intorno alle ore 13, chiama uno degli ultimi pazienti in lista per le ecografie della giornata. Il paziente in questione è un signore anziano, in sedia a rotelle: a dire il vero è tranquillo, nonostante il ritardo tutto sommato accettabile di mezz’ora.  A non essere tranquillo è un altro signore, molto più giovane: che lo aggredisce con rimproveri sul ritardo accumulato, sul fatto che non è possibile trattare così male i pazienti anziani, che non c’è più rispetto per nulla e per nessuno nemmeno negli ospedali.

Il mio collega prova a spiegare le sue ragione ma non c’è nulla da fare: l’altro, quello giovane, continua nella sua filippica. E la smette solo dopo un bel pò, quando dice: Lo so che lei non c’entra nulla, ma con qualcuno bisogna pure sfogarsi.

Il mio collega abbozza, porta dentro il signore anziano e dice: Vuole stare con suo padre mentre facciamo l’esame?

Mio padre? dice l’altro. No, io non lo conosco. Sono in appuntamento dopo di lui.

Quando si dice la solidarietà. Gratuita.

One Response to “Equivoci”

  1. Gaddo ha detto:

    E mi commento anche subito da solo.
    Quello che ho raccontato è un pò come quando si chiama il call center di qualche società telefonica, e trovi un impiegato poco solerte e molto poco informato sui possibili modi di risolvere il tuo problema (che si immagina di una certa gravità, altrimenti non ti sbatteresti mai per un’ora nel labirinto di numeretti da premere per accedere al colloquio con il centralinista). Da Saviano uno di loro ha letto la lista delle offese che gli vengono rivolte ogni giorno: offese terribili, a volte, ma talora giustificate dall’impossibilità fisica di venire a capo del proprio problema perché chi ti parla spesso ne sa meno di te su come gestirlo.
    O come l’altro giorno, che sono andato nel negozio di una delle più grosse catene di prodotti informatici per chiedere di un ebook reader: e ho trovato un ragazzone con lo sguardo porcino che parlava masticando qualcosa come dodici big babol contemporaneamente. E che, per inciso, era l’addetto alla sezione degli ebook ma nemmeno sapeva di cosa stessi parlando: alla fine ha trovato le informazioni che chiedevo su internet, dove le avevo già trovate io pochi giorni prima. Grazie tante.
    Il tutto per dire che talvolta gli improperi ce li meritiamo, e quando capita bisogna anche incartarli e portarseli a casa. Perché mezz’ora di ritardo, quando siamo in coda allo sportello delle poste e ci sembra che gli impiegati dietro il vetro stiano cazzeggiando, ci irrita profondamente.

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