Forse c’è qualcosa che non ho capito

Muore un noto cantautore. Infarto, sul palco, mentre canta. Una buona morte per uno che fa quel mestiere lì, dicono in tanti. Vorrei vedere voi al posto suo, penso io: che invece non vorrei mai morire di infarto a sessant’anni, in reparto, mentre referto una TC ad alta risoluzione del polmone.

Poi sfoglio le pagine di un giornale locale, ma locale mica poi tanto: e scopro che sul palco, insieme al povero cantante, suonava un chitarrista locale. Segue dettagliata biografia, con vita e opere, non del noto cantautore ma dell’oscuro e incolpevole chitarrista locale.

E allora, scusate, forse sono davvero io che alla mia bella età non ho capito nulla di come va il mondo da queste parti.

2 Responses to “Forse c’è qualcosa che non ho capito”

  1. Pier Silverio ha detto:

    Io ho deciso che morirò facendo paracadutismo e non aprendo il paracadute.
    A prescidere dal mestiere e dalla vita che avrò in futuro.

    Comunque all’inizio ho pensato “dai, avranno scritto qualcosa giusto per arrivare alla soglia delle 140 parole – per saperne il numero ho fatto copia-incolla su un documento word – poi però ho guardato qualche altro articolo del sito, scoprendo che il realtà quello di cui parliamo è l’articolo più lungo, dato che mediamente stanno tra le 100 e le 1200 parole (qualcuno è addirittura di soli 80 vocaboli).”

    Ma poi: chi cavolo era Mango?

    Ma dopo ancora, la vera domanda è: tu come ci finisci a leggere su queste “testate” “d’informazione”? 😀

    PS: pensavo di proporre questo mio commento come articolo per quel giornale: come lunghezza ci siamo…

  2. Gaddo ha detto:

    Domanda 1: Mango è stato un cantautore italiano. Venne fuori quando io ero adolescente e lui aveva una trentina d’anni: aveva un suo stile, azzeccò qualche bella canzone ma non mi appassionò mai più di tanto. Sembrava una persona seria: anche quando smise di vendere dischi non fu mai visto riciclarsi in trasmissioni televisive da naufraghi di tempi migliori. Il che è sufficiente a ricordarlo con la stima che, credo, gli sia dovuta.

    Domanda 2: Uso Twitter e ogni tanto qualcuno retwitta notizie di quotidiani. Questa mi ha stupito non tanto per il contenuto, che sarebbe più privato che pubblico, quanto per la intollerabile miopia di certi (certi?) giornalisti: i quali hanno sugli occhi un filtro così robusto che anche se gli parli di fisica quantistica riescono a scovare l’assurda notizia della donna delle pulizie del Cern nata a destra del Piave.

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