Fort Alamo

Tumore al polmone, l’annuncio di Veronesi: “La tac spirale dimezza la mortalità”.

Fratelli radiologi, cominciate a lubrificare i fucili. Sta per cominciare l’assedio di Fort Alamo.

20 Responses to “Fort Alamo”

  1. matteo ha detto:

    io lo sapevo che prima o poi sarebbe successo

  2. Sgt ha detto:

    Mi aspettavo un post 😀

  3. Gaddo ha detto:

    Guarda anche il commento di Matteo: è che ci cadono le braccia, non c’è molto da aggiungere.

  4. G. Murialdo ha detto:

    C’è da preoccuparsi. Veronesi dice che non è etico non fare una TC spirale ai fumatori.
    Io dico che non è etico farla se prima non hanno smesso di fumare.
    Dopodichè invieremo al chirurgo polmonare tutti i noduli che vediamo?(perchè qualcuno lo vediamo sempre).
    Credo che ben più del 25% di questi nodi risulterà benigno: sono stati operati per nulla, e questo è etico?

    • Gaddo ha detto:

      Dirò di più. Il problema non è se Veronesi ha ragione o torto: questo lo dimostreranno le prove scientifiche, non un blog del cavolo come il mio. Il problema, per noi radiologi, è che veniamo da vent’anni di studi internazionali sullo screening del cancro polmonare: i quali per lo più ci hanno sempre dimostrato il contrario, ossia che lo screening Tac non serve a nulla. Prima di cantare vittoria, se permettete, vorrei leggere i risultati definitivi di questo studio rivoluzionario, e non credere a quello che mi si dice solo perché a sostenerlo è Veronesi.
      E questa è la prima osservazione. La seconda riguarda l’impressione, forte, che questi proclami abbiano una radice profonda di irresponsabilità: perché sul breve termine l’unico effetto, a prescindere dal valore scientifico dell’affermazione di Veronesi, sarà l’assedio a reparti di Radiologia già congestionati di loro. Reparti grandi, reparti medi, reparti piccoli: tutti nel frullatore. Con gli amministratori e i politici che, pur di non farsi additare come quelli che lasciano morire di cancro la popolazione inerme, chiederanno di inserire questi protocolli nell’attività quotidiana (a costo zero, ovviamente, perché non hanno neanche più gli occhi per piangere).
      Senza contare il danno da radiazioni che è proprio della tac, anche quella con protocollo a bassa dose: perché accorreranno a frotte non solo i pazienti a rischio, ma anche quelli che non hanno mai fumato in vita loro. E a chi negheremo la tac di screening, così come non neghiamo a nessuno il torace di benvenuto e l’ecografia addominale di cortesia?
      Per cui, alla fine, ci troveremo di fronte al solito pasticcio all’italiana: la cui conclusione, come al solito, sarà che le strutture private faranno i miliardi, e quelle pubbliche collasseranno ancora di più.

  5. Austera ha detto:

    Ti aspettavo al varco…
    Oltre alla grave irresponsabilitä di Veronesi che trovo pericolosissima, vorrei rilanciare con una provocazione, approfittando del commento di G.Murialdo:
    è etico offrire uno screening (peraltro dagli esiti incerti come ben detto da Gaddo) sul ca. polmonare a individui che hanno coscientemente scelto di fumare?
    (forse in Germania qualche tempo fa avevano proposto di non offrire gratuitamente prestazioni sanitarie a fumatori/obesi e quant’altro, ma non vorrei sbagliare. Qualcuno ricorda?)

  6. radioblob ha detto:

    La china del “se hai fatto tizia cosa o caia cosa” allora non meriti diagnosi e cura mi pare pericolosa… Niente screening per il papilloma brutte scostumate… Niente colonscopia grassoni mangioni… Niente EGDS cattivoni mangiatore di riso bollente…
    Direi che come medici l’unica cosa che occorra capire è se un eventuale screening del tumore del polmone mediante TC abbia una base scientifica (e per quel poco che ho letto non direi), se ci sia un adeguato rapporto costi benefici. Con costi non intendo solo quelli strettamente correlati all’esame, ma quelli di “iperdiagnosi” che moltiplicano interventi inutili, quelli legati alle complicanze questi interventi che da inutili diventano dannosi e quelli dei danni stocastici da radiazione… Varie ed eventuali…

  7. radioblob ha detto:

    …dimenticavo…
    Ti sei sfracellato contro un palo?muori per strada che così non ti impasticchi e non sbevazzi più il sabato sera…
    …non hai usato il preservativo e sei andato a trans? E ora perchè dovrei dati i farmaci?
    Il nostro compito non è giudicare. Se ne abbiamo occasione, il nostro compito è spiegare, creare la cultura della salute, dare l’esempio.
    Per chi crede c’è Dio che giudicherà e per chi non crede, come me, è sufficiente la vita a fare da bilancia.

    • Austera ha detto:

      1) Non ho dato un giudizio. Mi sono chiesta SE… Ho anche affermato che la mia era una provocazione, come lanciare un sasso nello stagno per vedere se i pesci si spostano ;D
      2) Si parlava di SCREENING e non di CURA…
      3)…quindi questo tuo ultimo commento contiene esempi secondo me poco attinenti. Nessuno va a toccare il DIRITTO di CURA al politraumatizzato impasticcato/ubriaco, né tanto meno a chi si becca l’HIV.
      4) Lo screening è un vaso di Pandora in moltissimi ambiti. A distanza di 40 anni la Letteratura mondiale sta ancora discutendo sull’efficacia dello screening per il ca. mammario (con abbondantissima evidenza della sua efficacia nel ridurre la mortalità per questa patologia adifferenza di quelli sul ca.polmonare), patologia tra l’altro in cui NON è stato ancora identificato IL fattore di rischio principale, in modo da poter mettere in atto sul territorio procedure di prevenzione PRIMARIA (es: vaccino anti HPV)…
      5)…che nel caso del tumore al polmone potrebbero essere rappresentate da una SERIA battaglia CONTRO il fumo (NB: lo Stato Italiano ne detiene il monopolio…un po’ paradossale, no?), prima ancora di fornire su ampia scala (seguendo i modelli di screening usati per altre patologie, con lettera di invito da parte dell’ULSS) un programma di screening per il ca. polmonare. Non credo che questo sia un GIUDIZIO, MA appunto come dici tu “spiegare, creare la cultura della salute, dare l’esempio”.
      6) Il dibattito in Letteratura sul ruolo della prevenzione secondaria (=diagnosi PRECOCE) per il ca. polmonare è ancora aperto. Oltre ai costi effettivi di un programma di screening (molte regioni italiane non hanno ancora fatto partire quelli sul ca.mammario…) ed il problema della sovradiagnosi (screening basati sull’imaging ne saranno sempre affetti in relazione alla sensibilità/specificità delle metodiche, vedi Mx), rimane il quesito “impatto sulla mortalità nella popolazione generale”.

      La mia provocazione quindi sottende un qualcosa un po’ meno meno semplice di come l’hai messa giù tu nel tuo commento.
      Non aspiravo a dare giudizi divini, ma semplicemente a pormi il problema chiedendo “aiuto”.

      • Gaddo ha detto:

        Giuro, io e Austera abbiamo scritto i nostri commenti in contemporanea! E infatti, come pensavo, rileggetevi il suo punto 5 e poi il mio commento. Quando si dice la pupilla degli occhi. 🙂

    • Gaddo ha detto:

      Io credo invece che Austera volesse lanciare un altro tipo di provocazione, di più ampio respiro. Ossia: perché mai uno Stato moderno e responsabile permette la diffusione capillare di un veleno legalizzato, come il fumo di sigaretta, affinché qualcuno possa lucrarci, e poi pretende il programma di screening per il cancro del polmone?
      Detta così, la riflessione potrebbe essere estesa anche ad altro: alcol e farmaci, giusto per fare un esempio.
      Quello che mi fa incazzare, di ‘sto paese, è questa dicotomia pazzesca tra quello che si dice e quello che si fa; tra l’ammaestramento morale che i nostri politicanti cercano quotidianamente di ammannirci e la realtà dei fatti, ossia che sono loro i primi a fottersene in allegria.
      Il fumo di sigaretta o l’abuso alcolico non si combatte creando i loculi per fumatori negli aeroporti o con la prova del palloncino. Ancora una volta la soluzione è un fatto culturale, e non politico: è una questione di valori culturali, non di repressione. Ma con la cultura non si mangia, dicono. O forse senza cultura mangia solo qualcuno: che in fondo è il sogno italiano di inizio millennio. Chi può, continua a mangiare; agli altri lo screening per il cancro del polmone, per vivere fino a centotrenta anni senza mai porsi nemmeno la più stupida domanda su come si sta vivendo, e che vuol dire vivere.

  8. matteo ha detto:

    ripeto
    io lo sapevo che prima o poi sarebbe successo…

  9. ssccxx ha detto:

    Proprio Veronesi ha detto recentemente che dormirebbe con le scorie nucleari nella sua stanza. Evidentemente per lui le radiazioni si mangiano a colazione, assieme ai cereali. Anche se spero di no, potete ben prepararvi all’assedio. Se l’opinione pubblica si muove, anche in direzione sbagliata, non c’è nessuna motivazione migliore per arrestarla. Verreste bollati come ostruzionisti e con poca voglia di fare”.

    • Gaddo ha detto:

      Non lo so, è da giorni che ho in mente una scena, un fotogramma a colori: i miei colleghi radiologi dello IEO (la struttura di Veronesi) che prendono il caffè alle macchinette e si guardano con aria sconsolata, dicendo a bassa voce che il vecchio si è bevuto il cervello.
      Forse mi sbaglio, forse ha ragione lui: ma ripeto, qui la questione non è solo aver ragione o torto. Qui la questione è organizzativa: come diceva un mio vecchio amico ferrarese, non si può scorreggiare in mezzo al Pacifico e poi lamentarsi se lo tsunami devasta le coste dell’Indonesia.

  10. matteo ha detto:

    guarda che i tuoi colleghi dell’IEO si stanno sfregando le mani e staranno pensando a come capitalizzare al meglio questa ondata di richieste TC torace che probabilmente hanno già. ovviamente si metteranno d’accordo con i chirurghi del torace e gli oncologi per organizzare tutto per benino e per spartirsi adeguatamente la torta

  11. matteo ha detto:

    P.S. certe volte la tua ingenuità è sconcertante

    • Gaddo ha detto:

      Non crederci mai, alla mia ingenuità: vai a rileggerti il quinto commento a questo post, da cui cito:
      “Per cui, alla fine, ci troveremo di fronte al solito pasticcio all’italiana: la cui conclusione, come al solito, sarà che le strutture private faranno i miliardi, e quelle pubbliche collasseranno ancora di più”.

Leave a Reply

You must be logged in to post a comment.