Guida minima alla sopravvivenza per lo specializzando in Radiologia

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Buona lettura e poi sappiatemi dire.

8 Responses to “Guida minima alla sopravvivenza per lo specializzando in Radiologia”

  1. trilly ha detto:

    Caro Gaddo complimenti per il libro. Se lo pubblicherai e lo merita lo acquisterò. Ti seguo da sempre. Sei il collega che vorrei avere accanto, il compagno di viaggio professionale con cui vorrei essere team perchè, lontano dai forzieri dell’inutile successo, sai condividere il pane della tua conoscenza. E se si divide il pane della conoscenza tutti possiamo nutrirci. La fretta, la superficialità, l’incapacità di empatia sono nemici dell’ascolto, e ci allontanano da quell’umanità che il paziente ci chiede e che dovremmo invece ritrovare ogni giorno dentro di noi. La sapienza ippocratica e la generisità del buon samaritano: nel tuo libro io le ho ritrovate entrambe. Grazie Gaddo per questo dono e per aver aperto l’uscio del tuo blog all’ingresso di tutti noi.
    Io contimuerò a seguirti e a camminare con te. Compagni di viaggio si diventa, varcare le frontiere della radiologia arricchisce di conoscenza anche una pediatra come me e i tuoi post mi aiutano a riflettere su ciò che da un senso al “nostro essere medici”.
    Buon viaggio.
    Trolley

  2. Gaddo ha detto:

    Come al solito sei gentilissima, quasi ai limiti dell’imbarazzo. 🙂
    Il libro credo che lo farò stampare su ilmiolibro.it: non per lucrarci, perchè altrimenti non lo farei scaricare online, ma perchè voglio regalare copie ‘vere’ alle due persone a cui la Guida è dedicata.
    Un abbraccio e grazie, sempre, per le tue parole.

  3. hal ha detto:

    Complimenti anche da parte mia! Lo sto divorando…
    Inizio a comunicarti gli errata che ho trovato finora (così magari li correggi prima della stampa):
    • “tenta” > “trenta”, pag. 14, terza riga
    • ” do’ ” > ” do “, pag. 21, due terzi di pagina
    • “si e no” > “sì e no”, pag. 23, metà
    • cancellare “non” alla prima riga di pag. 31
    • “si” > “sì”, pag. 79, metà
    • “si” > “sì”, pag. 124, verso il fondo
    • “si” > “sì”, pag. 125, un terzo
    • “si” > “sì”, pag. 193, due terzi
    • “si” > “sì”, pag. 198, tre quarti
    • “si” > “sì”, pag. 202, metà
    • “pò” > ” po’ “, pag. 203, sest’ultima riga

  4. hal ha detto:

    Perdona, ma ti consiglierei anche di valutare se il titolo non suona meglio come: “Guida minima DI sopravvivenza PER lo specializzando di Radiologia”. La tua formulazione a me suona piuttosto strana 🙂

  5. hal ha detto:

    *specializzando IN Radiologia — mi sono sbagliato anch’io!

  6. Gaddo ha detto:

    Grazie per la rilettura, mi risparmi un bel po’ di fatica. Quanto al titolo, in effetti se controlli la versione scaricabile in PDF è differente da quello che ho messo, sbagliando, come titolo del post. E che vado a correggere.

  7. matteo ha detto:

    Al netto di alcune pagine oltremodo sdolcinate, come ad esempio quella dove scrivi la lista dei motivi per cui sei contento di fare il radiologo (pag 235), mi sembra un ottima guida sia per lo specializoide che per lo specializzando e addirittura per il neospecialista.
    Ovviamente quello che scrivi è un punto di vista sulla nostra attività quotidiana con la regola del “senno di poi” dello “strutturato” fatto e finito e non so fino a che punto lo specializzoide/ando (che ricordiamolo non firma i referti) potrà capire al 100 per 100 tutte le varie argomentazioni. In ogni caso complmenti e hai fatto bene a rilasciarlo gratis in rete potrebbe giovare a molti.

  8. Gaddo ha detto:

    Il tuo giudizio è confortante, considerato che quella “sdolcinata” è l’unica parte dove sono stato veramente serio. Lo specializzando, è chiaro, non potrà capire fino in fondo tutte le implicazioni degli argomenti di cui ho parlato. Ecco perché l’ho chiamata “Guida”: per prepararli al peggio, o al meglio, che dovranno affrontare di qui a poco.

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