Guida minima alla sopravvivenza per lo specializzando in Radiologia

E’ pronto. Ci ho messo 30 giorni esatti, aiutato dal nuovo tablet che ho in dotazione, ma ci sono riuscito.

Questo libro nasce da un’esigenza molto semplice: ricevo molte lettere da studenti di medicina e specializzandi, quasi tutte con gli stessi quesiti. In questo periodo faccio fatica a star dietro alla corrispondenza, e così invece di rispondere in maniera standard a tutti, magari facendo un semplice copia-e-incolla, avevo pensato a un documento snello (una trentina di pagine al massimo) con le FAQ del caso. Poi il progetto mi ha preso la mano, ed ecco il risultato.

Per scaricare il libro, cliccate qui.

La Guida si può scaricare liberamente, leggere, prestare, diffondere, usare per qualunque genere di lavoro scientifico e non voi abbiate in mente: solo, per cortesia, se ne usate una o più parti riportate la fonte: cioè il sottoscritto. E poi, dovessimo incontrarci in un congresso qualsiasi, in giro per l’Italia, e se la Guida vi fosse piaciuta davvero, potreste offrirmi un caffè al bar e saremmo pari.

Dimenticavo: la pubblicazione della Guida non vuol dire che non dobbiate più scrivermi. Le vostre lettere sono la parte più divertente e significativa del mio mestiere di blogger: risponderò comunque sempre a tutti, nei tempi che la mia vita mi concede, ma almeno potrò concentrarmi su di voi e non più solo sulla risposta alle vostre domande.

E dimenticavo anche che purtroppo la conversione in .pdf ha fatto perdere molto in risoluzione delle immagini radiologiche allegate. C’è di buono che i casi inseriti nella Guida sono già presenti, con migliore risoluzione, sul blog: basta cercarli e integrare il tutto. Buona lettura e fatemi sapere cosa ne pensate.

5 Responses to “Guida minima alla sopravvivenza per lo specializzando in Radiologia”

  1. asiani ha detto:

    Carissimo,
    Ho letto con interesse e piacere questa Tua guida e,essendo io un dinosauro speriamo in via di estinzione solo lavorativa, Ti voglio ricordare la battaglia sul Radiologo Clinico che ho condotto nei due anni della mia presidenza utilizzando anche degli inserti sul Corriere della Sera Sanità che puoi reperire sul sito della Sirm o facendone esplicita richiesta a Cristina.
    Il principale ostacolo e’ proprio il radiologo che evita il contatto con il paziente e preferisce delegare il “clinico” , così come preferisce delegare il tsrm per tac e rm e non conosce e non vuole conoscere la radiologia”tradizionale”
    Mi complimento per l’iniziativa e mi auguro che tu non perda l’entusiamo.
    Ciao
    Alfredo Siani

  2. Gaddo ha detto:

    Ehi, questa si che è una bella e inaspettata sorpresa: il “mio” presidente! (per chi non lo conoscesse, Alfredo Siani è stato il penultimo presidente SIRM: quello che per la prima volta invertì un trend secolare e invece di attendere l’omaggio dei radiologi italiani nel suo studio dorato scese nelle strade a parlare con loro. Se uno come me, emerito sconosciuto, scriveva una email a Siani, la risposta arrivava al massimo il giorno dopo).
    E poi, presidente, certo che mi ricordo della battaglia sul Radiologo Clinico: ne ho parlato talmente tante volte sul blog da rasentare la paranoia, come sanno bene i miei affezionati internauti.
    Grazie per aver letto la Guida: non so se servirà a qualcosa, ma scriverla è stato al tempo stesso divertente e illuminante. Provvederò a inviarle presto la stesura definitiva, ripulita dei refusi e finalmente corredata anche della prefazione. E poi, inutile dirlo, torni a trovarmi quando vuole.

  3. Gaddo ha detto:

    Vorrei dirlo senza sembrare accondiscendente, che non è nel mio carattere, quindi lo dico e basta: il miglior ricordo possibile.
    PS Spero che alla battaglia si uniscano altri soldati. Siamo in tanti, ma purtroppo anche parecchio disuniti.

  4. […] mia Guida l’ho scritto chiaramente: a me l’idea societaria che la SIRM incarna, e incarna […]

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