Il bivio

Vi è mai capitato di trovarvi a un bivio? Uno di quelli seri, che possono rivoltarti la vita come un guanto? Uno di quelli in cui, per quanto ci si pensi su e si svisceri ogni possibilità di sviluppo futuro, non si è nemmeno in grado di dare una percentuale di successo a ciascuna delle due strade?

E non vi è successo pure di pensare che, se soltanto fosse possibile dare un’occhiata fugace ai possibili futuri, una sbirciatina da poco, tipo spiare dal buco della serratura, tutto sarebbe più semplice e chiaro?

Ne ho parlato con un’amica, ieri; e lei mi ha fornito la risposta: se fosse possibile sbirciare il futuro, ha detto, non impareresti niente e al prossimo bivio ti troveresti alle prese con lo stesso problema senza gli strumenti per risolverlo.

Beh, che vi devo dire? Io le adoro, le donne.

2 Responses to “Il bivio”

  1. fosforo68 ha detto:

    ..beh quando si tratta di futuro non posso esimermi dal dire la mia…diciamo che la risposta della tua amica e’ ragionevole, ma non condivisibile, ritenere la vita umana sufficientemente lunga da contemplarne la casistica e’ un’utopia, io aggiungerei che la storia umana non lo e’, del resto il saggio e’ colui che sa di non sapere. Il problema non e’ di poco conto, perche’ investe anche il presuntuoso mondo scientifico. Difatti oggi nelle scienze, cosi come in medicina, prevale un approccio deduttivo, ossia ogni caso, ogni evento, deve essere inquadrato in una teoria postulata a priori (teoria elaborata su quello osservato sino ad oggi), ma se l’evento diverge?Se non e’ possibile “inquadrarlo”? Allora e’ l’evento ad essere sbagliato e viene ingiustamente cestinato…Io nella vita suggerisco un approccio che tiene conto della “direzione di marcia” del ricercatore, la storia lasciamola ai posteri ed alle donne…;-)

  2. Gaddo ha detto:

    Beh, io posso solo dire che, a distanza di cinque anni dalla pubblicazione del post, adesso so per certo quale direzione del bivio era quella giusta. Uno sguardo al futuro mi avrebbe aiutato a vivere più felice? Si, credo. Ma credo anche che avrei imparato di meno: adesso, fossi nelle stesse condizioni, compirei una scelta molto più responsabile e e saggia di allora.
    Sono percorsi obbligati, credo: dai quali sarebbe assurdo e sbagliato trarre lezioni, principi universalmente validi.
    Noi sbagliamo, o facciamo cose giuste, alla cieca: il che è divertente, anche se talora tocca smadonnare e ti penti delle tue scelte.

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