Il mondo è piccolo

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Come è piccolo il mondo: quante volte lo diciamo, non è vero?

E infatti sei lontano da casa, in un improbabile congresso a cui partecipi insieme a due colleghi con cui hai a che fare ogni giorno (nell’apoteosi della multidisciplinarietà che salverà questo lavoro o lo affosserà del tutto, se non saremo degni del compito che ci attende), e dal nulla si materializza un vecchio compagno di corso universitario, uno di quelli con cui all’epoca hai avuto abbastanza a che fare e di cui hai sempre serbato un affettuoso ricordo. Mentre ti avvicini sorridente lui ti guarda e si chiede dove cavolo ti abbia già visto, non riesce subito ad associare il tuo viso invecchiato a quello del ragazzino imbranato che ha conosciuto il primo giorno di lezione di fisica; ma poi basta il suono della voce, tutto ritorna in mente in un colpo solo e ci si ritrova prima abbracciati, e un secondo dopo a studiare impietosamente i segni che il tempo ha lasciato sul corpo dei due imberbi studentelli dell’epoca, chi dei due sia ingrassato o abbia perso i capelli, chi conservi ancora una fisionomia familiare e chi invece non avresti riconosciuto al primo colpo nemmeno se ti fossi trovato nello stesso scompartimento di treno, faccia a faccia, in un viaggio lungo tre ore.

Ma questa è la vita, in un mondo piccolo piccolo.

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