Il sistema a 5 punti per tacitare qualsiasi clinico

Allo scopo di non esser troppo buoni, tuttavia, che quasi mai nella vita è scelta vincente, ecco un piccolo escamotage per uscire vincenti dalle contese con qualunque clinico cerchi di metter becco in modo importuno nel vostro onesto lavoro quotidiano di radiologi.

Il tutto nasce, come al solito, dall’esperienza diretta. C’è una personcina di mia conoscenza lavorativa, esimio internista, che va in giro per congressi sostenendo la seguente tesi: Siccome la radiografia del torace la so leggere benissimo, e insegno anche ai miei a leggerla altrettanto bene, il radiologo dovrebbe limitarsi a descrivere ciò che vede senza nemmeno avere troppe informazioni sul paziente, che poi a mettere tutto insieme ci penso io.

Dovesse accadere anche a voi un accidente analogo, ecco la guida rapida in cinque punti per venirne fuori alla grande.
1. Quando sentite qualcuno dire una cazzata del genere, specie se in un pubblico consesso, cercate di restare calmi. Lo so che l’istinto primordiale è di mettergli le mani al collo, ma tenete duro e contate fino a dieci.
2. Sbollita l’ira, aspettate con calma che il fenomeno termini la sua riflessione. Poi alzate la mano e attendete che il moderatore vi autorizzi a parlare.
3. Chiedete al fenomeno quante radiografie abbia esaminato con cognizione di causa, dopo aver studiato la letteratura fondamentale sull’argomento e discusso con uno o più radiologi ferrati in materia (mi raccomando, calcate l’accento sulla parola esaminato). Se lui non vi risponderà entro cinque secondi, fate i signori e abbozzate un sorriso di comprensione. Chiedete, a bruciapelo: Facciamo un centinaio?
4. Quando il fenomeno avrà risposto di si, che tanto per lui un centinaio è tutto grasso che cola, fate a voce alta un rapido conto di quante radiografie del torace avete refertato voi (mi raccomando, calcate l’accento sulla parola refertato). Diciamo che in un anno un radiologo medio ne referta non meno di 2000, per cui moltiplicando 2000 per i vostri venti anni di lavoro il risultato è che voi avete refertato 40.000 radiografie del torace.
5. Chiedete, con candore ecumenico, chi è il professionista che in questi tempi di crisi è il più adatto a valutare meglio e nel minor tempo possibile un radiogramma del torace: chi ne ha visti un centinaio o chi ne ha refertati almeno 40.000?

Come è ovvio, il sistema funziona bene con qualunque altra prestazione di imaging radiologico. Fatene l’uso che riterrete opportuno e buon 2013 a tutti. Radiologi e non.

4 Responses to “Il sistema a 5 punti per tacitare qualsiasi clinico”

  1. mollybloom82 ha detto:

    hehehehehe
    Da non radiologa…rido 😉

  2. matteo ha detto:

    Personalmente non avrò bisogno di questo sistema a cinque punti, forse perché sono circondato da clinici non molto esperti di radiografia del torace.
    Ritengo superfluo fare un discorso di numero di esami (anche se va molto di moda adesso) ma semplicemente sono competenze diverse.
    Tuttavia la mia personale opinione è la seguente: se un clinico è in grado di assolvere alla sua funzione principale (diagnosi e terapia per curare il paziente), ben venga la sua capacità di interpretare la radiografia del torace, sarà bene per lui ed anche per il Paziente è in qualche modo anche per il Radiologo che non verrà costretto a dare spiegazione di ogni minimo reperto descritto dal momento che può comunicare (attraverso il referto) con un interlocutore all’altezza della situazione, senza dover rispondere al telefono per ogni minimo segno radiologico che vada al di fuori del torace normale.
    Quello che invece non mi va bene è il peccato di presunzione: è troppo comodo spacciarsi per clinico capace di interpretare la radiografia del torace senza mai avere la responsabilità dell’esame e soprattutto della firma sotto il referto scritto. In sintesi: sono tutti culi allegri, con il culo degli altri…

  3. Gaddo ha detto:

    @ Matteo

    Le competenze diverse sono indissolubilmente legate ai numeri che uno può vantare: come a dire che un chirurgo che ha compiuto mille interventi chirurgici da più affidamento di uno che ne ha compiuti cento.
    La funzione principale del clinico è assolvere a diagnosi e terapia, appunto, avvalendosi di varie consulenze: tra queste c’è la nostra, e i fatti dimostrano che la nostra consulenza ha un peso sempre più importante nella gestione del paziente. Proprio per questo motivo, e proprio per il background culturale che sottende la nostra consulenza (che proprio per problemi di numeri il clinico non può avere, anche quello più geniale), io dal clinico mi aspetto che faccia il clinico e basta. Quando uno di loro mi chiama per chiedermi se su quel radiogramma del torace non mi sembra di vedere un po’ di versamento pleurico o qualche altra immagine frutto della loro fervida immaginazione io, che in genere sono un ragazzo educato, li invito meno gentilmente a fare il loro mestiere: che, nello specifico, è leggere il mio referto e non guardarsi la radiografia.
    Il nostro scopo, come radiologi del terzo millennio, è fare in modo che il clinico nemmeno guardi le immagini: il nostro referto dovrebbe essere talmente conclusivo da chiudere il campo a qualunque altro genere di ingerenza esterna. Lo vado ripetendo da anni a tutti i livelli: è qui che ci giochiamo la nostra credibilità, nelle cose che scriviamo e controfirmiamo.
    Come dici tu, il clinico non controfirma nulla. E allora, sulle cose che non gli competono, stia zitto. O, quantomeno, entri in Radiologia con il cappello in mano e parlando a bassa voce.

  4. Gaddo ha detto:

    @ Molly

    C’è poco da ridere! Per te vale il discorso delle RM cerebrali!! 😉

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