Il trasformista di Jesolo Lido 2.1

In risposta alle attese di molti tra voi, tra cui il mio amico Matteo, vi avviso che sono a Jesolo Lido per qualche giorno di mare (in realtà piove, tanto per cambiare, ma tant’è) e che si è rivisto, per l’ultimo week-end, il nostro amato Trasformista.

Quest’anno il look è il seguente: capello alla Mengoni, cortissimo sui lati con zazzera frontale, barbetta moderata e, novità in controtendenza, orecchino monolaterale.

Certo di aver placato la vostra curiosità di gossippari, vi saluto e rimando alla prossima metamorfosi del Nostro.

4 Responses to “Il trasformista di Jesolo Lido 2.1”

  1. matteo ha detto:

    Lo immagino con la pettinatura a fiamma e l’orecchino alla Maradona.Un po’ tamarro e un po’ vanitoso.
    Chissà perché mi viene in mente John Travolta in “Grease”.
    Mi piace questo personaggio controverso che vuole distinguersi ma in fondo rimane sempre nel gruppo, sempre alla ricerca di una nuova identità , un po’ la parodia di tutti noi italiani, santi-poeti-navigatori disposti a tutto pur di sopravvivere a noi stessi. Disgustati dal nostro piccolo mondo che non cambieremmo con nessun altro.
    Ho riletto il post e sono convinto che sia il momento più poetico del blog.
    Ma adesso è tardi, devo andare a dormire e nei miei sogni lo vedo appoggiato alla chiglia di una barchetta rovesciata sulla spiaggia di Jesolo Lido con la mezza sigaretta in bocca come Jigen e un’altra sigaretta sopra l’orecchio, ad un tratto si alza e cammina a passi grevi verso la cabina del telefono, entra nella cabina e inizia a roteare su stesso come una trottola .
    E gira gira gira, tutti si aspettano che ne esca fuori con il mantello da Superman. Ma come al solito lui ci vuole stupire e ti mette un completino da tennis e la capigliatura satinata in stile Bjorn Borg con i polsini coordinati..ma al posto della racchetta di legno c’e’ la spada di Zorro, già pronto per la prossima trasformazione…

  2. matteo ha detto:

    PS (inteso come post scriptum)
    …a proposito di trasformismo, mi giunge notizia che dopo vent’anni e’ caduto lo sceriffo di Treviso!!!!!!!!!

  3. Gaddo ha detto:

    @ matteo

    Ritornare in spiaggia è come ritornare a casa: una casa piena di sorprese, tantopiù che c’è sempre qualche novità ogni anno.
    Circa lo Sceriffo di Treviso, confesso con molto candore che:
    a) non avrei mai pensato, fino a pochi mesi fa, che dove vivo potesse realizzarsi uno scenario politico del genere;
    b) l’unico cambiamento reale che mi auguro è quello culturale, e comunque mi permetto di nutrire dubbi sulla possibilità di realizzarlo in tempi brevi in una città (come poi la maggioranza delle città italiche, il problema non è solo trevigiano) dove la regola è che il SUV parcheggi impunemente sulle piste ciclabili o nel bel mezzo della carreggiata;
    c) devo ammettere che un ciclo politico non solo veneto, ma italico, è concluso: e che avremo grosse ripercussioni in Veneto, forse persino non del tutto positive. Ho commissionato un post sull’argomento al mio amico Borbonico, che tiene un blog pseudo-politico con una pigrizia degna del luogo in cui è nato (tipo due post all’anno) ma del quale invidio molto la lucidità di analisi. Appena pronto lo posto.

  4. Gaddo ha detto:

    Dimenticavo: su Gentilini è possibile e lecito esprimere qualsiasi tipo di critica, e d’altro canto lui stesso si è posto di frequente nelle condizioni di riceverle a pioggia. Per onestà intellettuale, pur non condividendo le sue posizioni politiche e culturali, e pur essendo tornato apposta dalle ferie per votare, e non a suo favore, devo però aggiungere due rapide riflessioni:
    a) credo non esista, e non sia mai esistita, una città italiana, capoluogo di provincia, in cui la figura del sindaco abbia incontrato in modo così simmetrico l’indole del cittadino che rappresentava. Se per vent’anni lo Sceriffo ha vinto al primo turno tutte le elezioni, anche quando al posto suo c’erano figure diciamo così di facciata, ci sarà un motivo;
    b) lo Sceriffo non è stato mai, che mi risulti, implicato in alcuna faccenda losca. Devo dedurne che, in tempi in cui se vogliono beccano tutti, ma proprio tutti, con le mani in pasta, l’uomo sia stato, se non condivisibile nelle sue idee, quantomeno onesto. Il che è sufficiente, almeno per me, a concludere che il suo impegno politico fosse frutto di reale passione e non di mero interesse personale o di parte, e a rendergli l’onore delle armi (il che, detto da un borbonico verso un leghista, credetemi, è parecchio impegnativo).

Leave a Reply

You must be logged in to post a comment.