La Ferrari e la 500

Sempre più spesso capita che colleghi mi chiamino e mi pongano quesiti clinici di una certa rilevanza. Per poi chiosare il tutto con la fatidica domanda: Ma voi, ce l’avete una tac (o una risonanza) in grado di fare questo esame?

Io rispondo educatamente che si, ce l’abbiamo, che non a caso siamo il reparto di radiologia dell’ospedale del capoluogo di provincia. Quello che però non dico, e a fatica trattengo sulla punta della lingua, è che la tac da duecentocinquantasei strati o la risonanza magnetica da tre tesla servono a ben poco, se chi si siede dietro la consolle non ha neanche idea della potenzialità delle proprie apparecchiature. Quello che taccio è che il mercato, pubblico e privato, è pieno zeppo di apparecchiature di ultima generazione ma povero di radiologi veramente attrezzati per farle funzionare a dovere.

Quello che non dico, ma vorrei tanto dire, è che se dai una cinquecento a Schumacher, lui la guida come una Ferrari. E se una Ferrari la dai a me, io la guido come una cinquecento.

Questa è la vita, caro il mio collega pieno di dubbi circa la bontà delle apparecchiature. Come se fossero quelle, e non il manico, a fare la differenza in radiologia.

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4 Responses to “La Ferrari e la 500”

  1. giancarlo ha detto:

    Esiste anche il problema opposto, Gaddo… Quello cioè di validi professionisti costretti a lavorare con apparecchiature obsolete per i tagli di bilancio. Quelli, cioè, che i nostri giudici amanti della società ideale, non giustificano certo se fanno errori a causa della arretratezza delle strutture, perchè, secondo loro, tutto dovrebbe essere segnalato nel consenso informato. Già, ma poi loro si affidano per le perizie a gente che ha fatto tutt’altre cose. Due pesi e due misure?

  2. marcaurelioiii ha detto:

    beh certo la potenza è nulla senza controllo.
    Però è pure vero che se hai una 500, anche se sei il miglior pilota al mondo, non puoi mai vincere il GP.
    Servono tutte e due le cose, questo è ovvio, ma se uno la macchina non ce l’ha proprio, non arriverà mai da nessuna parte. Penso che il tuo collega volesse dire questo.

  3. Gaddo ha detto:

    Avete ragione tutti e due. Da una parte si esagera con il culto delle apparecchiature moderne: dalle mie parti ci sono reparti di radiologia con macchine pesanti (TC e RM) assolutamente sproporzionate alla casistica dell’ospedale (periferico) e alle competenze dei radiologi che ci lavorano (che non è una critica fine a sé stessa : l’esperienza te la fai se hai la casistica, altrimenti puoi essere Einstein e crescere comunque poco). Ci vorrebbe il giusto mezzo, che poi tradotto in termini pratici è la semplicità di un modello politico in cui le scelte gestionali le facciano gli addetti ai lavori e non gente che nella vita ha fatto altro. Ma, pensandoci bene, il porcellum di cui tanto si favella fu partorito da un dentista (o odontotecnico). Figuriamoci pensare al rispetto delle competenze, in questo paese.

  4. Gaddo ha detto:

    E comunque ho controllato: per quanto incredibile, Calderoli è laureato in medicina. Che è altra cosa da essere medici, questo è vero, ma comunque mi fa un’impressione mortale questa cosa.

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