La Ferrari e la 500

Sempre più spesso capita che colleghi mi chiamino e mi pongano quesiti clinici di una certa rilevanza. Per poi chiosare il tutto con la fatidica domanda: Ma voi, ce l’avete una tac (o una risonanza) in grado di fare questo esame?

Io rispondo educatamente che si, ce l’abbiamo, che non a caso siamo il reparto di radiologia dell’ospedale del capoluogo di provincia. Quello che però non dico, e a fatica trattengo sulla punta della lingua, è che la tac da duecentocinquantasei strati o la risonanza magnetica da tre tesla servono a ben poco, se chi si siede dietro la consolle non ha neanche idea della potenzialità delle proprie apparecchiature. Quello che taccio è che il mercato, pubblico e privato, è pieno zeppo di apparecchiature di ultima generazione ma povero di radiologi veramente attrezzati per farle funzionare a dovere.

Quello che non dico, ma vorrei tanto dire, è che se dai una cinquecento a Schumacher, lui la guida come una Ferrari. E se una Ferrari la dai a me, io la guido come una cinquecento.

Questa è la vita, caro il mio collega pieno di dubbi circa la bontà delle apparecchiature. Come se fossero quelle, e non il manico, a fare la differenza in radiologia.

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