La guerra tra i poveri

Affinché non venga tacciato di voler difendere sterili posizioni di categoria (mi sto riferendo a questo post), e per mostrare nel modo più obiettivo possibile, anche agli stessi pazienti, l’attacco alle professioni sanitarie che da più parti è in atto, ecco un link dove è possibile ricostruire le disavventure di un coraggioso tecnico di radiologia medica alle prese con un reparto di Radiologia in cui le risonanze magnetiche vengono effettuate da infermieri professionali.

Il messaggio, personale, è il seguente: l’unico modo di ragionare, in ambito sanitario, non è per risorse ma per l’interesse dei pazienti. Una volta stabilito questo caposaldo, e deciso di non metterlo più in discussione, si può parlare di come ottimizzare il sistema: scoprendo che per risparmiare risorse in sanità tagliare è inutile e dannoso, tappare i buchi invece è possibile e auspicabile (certo, bisognerebbe scremare la gestione della sanità dagli incompetenti, dai dilettanti allo sbaraglio e dai manigoldi di professione, ma questo è in parte un altro discorso). Le cose, in ambito sanitario, devono essere fatte da chi ha le competenze e l’esperienza necessarie per farle, non da chi permette di risparmiare due soldi sulla breve distanza (e sulla pelle della gente) per poi pagarla molto più cara sulla lunga, quando vengono fuori le magagne. E questo non vale solo per i medici radiologi, come vedete, ma anche per i TSRM. Ognuno faccia il mestiere per il quale ha studiato, e venga remunerato in relazione alle sue capacità professionali (e al prossimo che viene a dirmi con aria illuminata che l’ecografo è lo stetoscopio del terzo millennio, e dunque anche un impiegato di banca può improvvisarsi ecografista, gli infilo una sonda convex là ove non batte il sole).

Questo anche e soprattutto per dire che nessun radiologo con un minimo di sale in zucca vede il tecnico come un nemico o un rivale: posso garantire che entrare in tac o in RM la mattina, e trovare un certo tecnico invece che un certo altro, è fonte per il radiologo di enormi sospiri di sollievo (il che è vero anche a parti invertite, non crediate il contrario). E per dire che se non la smettiamo con posizioni contrapposte e spesso tendenti al delirio il futuro è quello di cui si parla nel link: un futuro tremendo non solo per i TSRM, credetemi, ma anche per i radiologi.

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