Lettera aperta a qualcuno, non so bene chi, della SIRM

È proprio alla vigilia del congresso nazionale SIRM che mi viene in mente la cosa che sto per dirvi, lo so: e infatti la mia non è una riflessione casuale.

Voi tutti, che mi conoscete personalmente o mi leggete da abbastanza tempo, sapete che io credo molto nell’idea societaria che ci rappresenta in modo unitario. Sono critico sulle modalità di esecuzione, talvolta, ma non sulla sostanza: la SIRM va fatta crescere, in un modo o nell’altro, per il bene stesso dei radiologi italiani.

È però altrettanto noto che non tutti i miei colleghi la pensano come me. Accanto a chi ritiene il livello culturale societario troppo infimo per meritare attenzione (è chiaro che in questo caso non sto parlando di geni della radiologia, si intende, dunque l’atteggiamento snobistico mi risulta particolarmente incomprensibile) c’è anche chi, semplicemente, non si sente rappresentato dai vertici SIRM e dalla politica societaria. Si tratta in prevalenza dei radiologi più giovani: dopo l’esperienza della scuola di specialità, che mediamente è molto traumatica e lascia grossi strascici psicologici, sono pochi quelli che hanno ancora voglia di avere a che fare con il mondo universitario (e di conseguenza con quello SIRM, che è prevalentemente gestito da universitari).

Allora quest’anno mi sono messo di buzzo buono. Ho cercato di organizzare le trasferte del mio reparto in modo che più o meno tutti potessero passare almeno due notti a Torino. E ho tirato per la giacchetta, come si dice in gergo, i colleghi più giovani: pensando che questa fosse la volta buona per farli finalmente iscrivere alla SIRM e mostrar loro di persona cosa vuol dire un po’ di sana vita societaria.

E invece? Vengo a scoprire casualmente che chi si è iscritto alla SIRM solo quest’anno, e dunque non é iscritto da almeno due anni, a differenza degli altri soci deve pagarsi per intero l’iscrizione al congresso. Il che, tradotto in parole semplici, sarebbe come dire: ti puniamo nel portafoglio perché finora non ti sei mai iscritto, e se lo fai ora è solo per venire gratis al congresso nazionale, così impari.

Risultato: giovane radiologo molto indispettito che non soltanto non sarà presente al congresso nazionale ma non si iscriverà alla SIRM né adesso né mai: perché questi pacati ragionamenti che io sto facendo con molta educazione li ho sentiti fare ad alta voce e con grande pletora di considerazioni personali sull’ideatore (o gli ideatori) della formula punitiva.

Adesso, mancano due anni al congresso nazionale del 2014, dunque il tempo a disposizione mi sembra abbastanza. Possiamo cambiare questa regola del cavolo, per favore, e consentire anche all’iscritto dell’ultima ora di godere di tutti i privilegi del socio storico? Anche perché credo sia meglio sopportare l’umiliazione che un giovane radiologo snobbi la SIRM per qualche anno piuttosto che perderlo per sempre. O no?

P.S. Sarò a Torino da domani pomeriggio. Tempo e connessioni internet permettendo, mi piacerebbe tenervi al corrente di quello che succede con i soliti piccoli flash da tre minuti. Spero proprio di riuscirci.

7 Responses to “Lettera aperta a qualcuno, non so bene chi, della SIRM”

  1. asiani ha detto:

    Mi spiace,ma questa volta non sono d’accordo ed anche un po’ irritato.
    Noi siamo la società scientifica che con un quota di iscrizione particolarmente contenuta offre ai soci un ventaglio di vantaggi che non sono paragonabili a quello delle altre società.(assicurazione , rivista societaria ,rivista sindacale, congressi istituzionali gratuiti ecc.)
    Non mi sembra che il livello culturale dei nostri congressi sia infimo,anzi alcune tr,corsi monotematici ecc sono di grosso interesse, e, se fossero seguite con un po’ di umiltà accrescerebbero sicuramente il livello culturale di questi giovani radiologi tanto massacrati dall’esperienza della scuola di specializzazione.
    Vi spiego anche il perché del congresso gratuito solo per i radiologi iscritti da due anni.
    Questa regola di cui mi assumo tutta la responsabilità e’ stati inserita perché molti radiologi si iscrivevano solo nell’anno congressuale e questo non va bene; di questi soci non ne abbiamo bisogno.
    Durante la mia presidenza ho cercato in tutti i modi di avvicinare i radiologi alla Sirm ,accogliendo tutte le richieste proprio dei più giovani,ma non si può dare sempre senza avere e non e’ la Sirm che perde i radiologi; sono i radiologi che perdono la Sirm
    Io ormai sono storia,domani divento emerito,quindi giurassico,ma vi consiglierei di smetterla con questi alibi che nascondono una pigrizia scientifica e mentale.
    Comunque,poiché io per motivi istituzionali sarò presente da domani fino a martedi vi propongo un confronto con chiunque , ma sono certo che tutti saranno troppo occupati.
    Un caro saluto
    Alfredo Siani past President Sirm

  2. Gaddo ha detto:

    Carissimo Presidente, il post nasce proprio dal fatto che condividiamo un’idea societaria molto, molto simile: della quale sono personalmente orgoglioso, come dimostra l’impegno di questi ultimi miei anni. Il problema che ho sollevato è figlio di un’altra considerazione: non varrebbe la pena di attirare le persone verso il congresso piuttosto che lasciarle fuori comunque? Ci sono colleghi, li conosco bene, che hanno cominciato a gravitare nell’orbita societaria dopo aver visto con i propri occhi e toccato con le proprie mani. La società alla fine non ci perde nulla, se non un socio che l’anno dopo dimentica di rinnovare l’iscrizione, e forse può guadagnarci qualcosa.
    E comunque io verrrò a cercarla di sicuro: non per un confronto, ma per una delle pause caffè che costituiscono il cuore pulsante del nostro mestiere! 🙂

  3. matteo ha detto:

    caro Gaddo,
    faccio parte della SIRM da una decina di anni e complessivamente mi ritengo soddisfatto anche se a volte mi sembra che le linee di attività e gli indirizzi della Società facciano fatica a penetrare nella radiologia reale (cioè quella di tutti i giorni) .
    Un limite mi sembra anche il turnover un pò macchinoso e lento dei vertici.. mi sembra che ci siano sempre le stesse persone e un pò di gioventu’ in più non guasterebbe certo.
    Riguardo alla questione che hai sollevato, Siani ha ragione non puoi iscriverti solo gli anni pari per approfittare del fatto che c’è il Nazionale!! Non puoi far parte di una società un anno si e un anno no solo per i benefici che ne ottieni, oltretutto ci fai proprio la figura del braccino!!
    Se vuoi attirare nuove persone in una Società qualsiasi ci sono altre soluzioni!

  4. Gaddo ha detto:

    E’ proprio l’assenza di soluzioni che mi spinge a sostenere la mia tesi: che non è critica verso Siani (ci mancherebbe altro: avercene, di presidenti come lui), e che continua a non esserlo anche adesso che lui stesso ha dichiarato con orgoglio la paternità della regola esecrata.
    In assenza di soluzioni chiare e condivise, io preferirei che tutti potessero venire al Nazionale senza limitazioni: lo so che non è bello l’atteggiamento di chi si iscrive alla Sirm solo per venire gratis al congresso, ma io preferisco comunque un congresso ricco di presenze. Magari in questo modo ci si accorge delle splendide professionalità che animano la vita societaria e si è invogliati a partecipare.

  5. decimalegionemas ha detto:

    Caro professor Siani non si preoccupi; il motivo per farci stare a casa l’avete trovato, anche per noi iscritti; dare 2 crediti A GIORNATA di congresso non so se fa più ridere o più vomitare. oltretutto dovendo pagarci viaggio ed albergo e perdendo, per i finti liberi professionisti, un paio di giornate (sottopagate) di lavoro. complimentoni!!!

  6. Gaddo ha detto:

    Non vorrei sbagliarmi, ma ne sono praticamente sicuro: la questione dei punti congressuali non dipende dalla SIRM (che fino alla scorso anno ne dava oltre 20 per le cinque giornate) e tanto meno dal presidente. Sono le nuove regole dei provider nazionali, per cui il tipo di relazioni che si hanno al SIRM non da diritto a molti punti. Se proprio dobbiamo prendercela con qualcuno, prendiamocela con chi ha scritto le nuove regole.

    PS Per chi non lo sapesse, l’iscrizione al congresso fornisce la possibilità gratuita di aderire a corsi FAD che possono essere seguiti da casa e danno diritto a parecchi altri punti.

  7. peppinosensale ha detto:

    Io sono d’accordo con Gaddo, secondo me , questa nuova limitazione dei due anni, suona male e sarà controproducente. Si è vero molti si iscrivono, solo l’anno del congresso, ma alcuni poi ci restano, e quelli che restano, perchè qualcosa gli è piaciuto, nel congresso, nella società, nei corsi….in questo modo li perdiamo.
    La storia degli ecm è come dice Gaddo, non dipende dalla Sirm. i congressi con un elevato numero di partecipanti hanno un numero di ecm molto basso, cionostante la Sirm, ha fatto in modo di farci recuperare un po’ di punti con i fad, che poi detto tra noi sono dei gran bei corsi

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