Lettere da Internet

Ai miei figli spetta, per un accordo ufficiale che data ormai un anno, mezz’ora settimanale di tablet: hanno i loro giochi e la domenica sera, prima di cena, sanno di poterne usufruire con relativa libertà. Uno dei giochi (del maschio, of course) è una specie di sfida automobilistica con i personaggi di Cars 2: ogni tanto le automobili hanno bisogno di essere potenziate e allora serve il collegamento a Internet.

Domenica pomeriggio scorsa, in auto, il grande mi chiede di potersi collegare a Internet perché una delle sue vetture ha bisogno di essere potenziata. Non mi lascio sfuggire l’occasione e chiedo loro: Bimbi, ma secondo voi Internet cos’è? Se doveste darne una definizione, cosa vi verrebbe in mente? Loro ci pensano su, poi rispondono,

Il grande (sette anni e mezzo): Internet è quella cosa che fa funzionare gli strumenti elettronici.

La piccola (sei anni appena compiuti): No, ma che dici, Internet è il posto da cui puoi mandare lettere a tutto il mondo!

E’ chiaro a questo punto che fin da piccoli la nostra percezione della realtà è profondamente personale, spesso antitetica a quella del nostro prossimo: conoscendo bene i miei due polli, so bene perché abbiano dato quella risposta e non un’altra. Riflette il loro carattere, punto e basta. Il grande va al sodo (gli interessa giocare con la macchina più potente, il resto chi se ne frega), la piccola è una inguaribile romantica (mi preoccupa un po’ il latore delle missive, ma per fortuna ho ancora qualche anno di tregua prima della guerra di trincea).

Tutto questo per dire che una cosa è la percezione della realtà, che è quasi sempre degna di rispetto, altro la mistificazione della realtà, che invece non lo è quasi mai. Insomma, tanto per fare un esempio qualunque, dire in giro che io sono uno a cui non piace lavorare in squadra è molto debole, come argomento: basta conoscermi un minimo, o forse anche solo leggere quello che scrivo. Per cui, ragazzi, impegnatevi di più: chi vi ha preceduto ha saputo fare molto di meglio.

Ed ecco quindi che ancora una volta è la piccola ad avere ragione: Internet serve a mandare lettere al mondo, e questa è una di quelle. Bon voyage.

4 Responses to “Lettere da Internet”

  1. Pier Silverio ha detto:

    Le risposte dei tuoi figli corrispondono (neanche troppo lontanamente, ai miei occhi) a qualcosa che ho letto di recente, ovviamente proviente dagli USA:

    “Today, Parents worry about what their sons download and what their daughters upload on the internet.”

    Come al solito è una di quelle massime da risate a denti stretti tuttavia ben ancorate al mondo d’oggi.
    Goditi gli ultimi anni di tregua 😀 (anche perché la guerra sarà tanto più feroce quanto peggio avrai gestito gli anni prima di essa)

    • Gaddo ha detto:

      Se non ti fossi molto affezionato avrei la tentazione di mandarti a quel paese! 🙂
      Scherzi a parte: lasciami ancora qualche anno nella mia beata ignoranza. Alla guerra di trincea penserò quando sarà il momento.

  2. Peppone ha detto:

    Sottile… 😀

    Quanto alla guerra di trincea, sappi che quando si era ventilata la possibilità che nascesse una bimba, avevo già raccolto numerose e dettagliate informazioni su alcuni necessari accessori per i papà che hanno bimbe in casa :
    – mine antiuomo, tagliole per orsi, filo spinato, sensori di movimento ecc.

    Ad ogni buon conto, ritengo l’educazione e la prevenzione fulcro centrale della vicenda, quindi non all’alba di “quegli” anni, sembra indispensabile più ancora che propedeutica, la visione di filmati idonei quali : “Misery non deve morire” e “Boxing Elena” (almeno per cominciare) !

    • Pier Silverio ha detto:

      Haha vedi Gaddo che non sono l’unico in vena di burlonerie 😀

      (Boxing Elena l’ho visto insieme agli amici del gruppo con cui vediamo i fil più trash di sempre per farci quattro risate)

      Comunque internet è decisamente un luogo pericoloso, se avessi dei figli non saprei proprio come fare a gestire il loro contatto con esso.

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