L’Italicum spiegato ai radiologi

image

In risposta all’invito formale di Stefania, che si aggiunge ai parecchi tra amici e colleghi che (anche via mail) mi hanno chiesto come diavolo sia strutturato questo Italicum di cui tanto si favella in questi giorni, ecco le due righe promesse. Non saranno molte di più: se un radiologo può asciugare il suo referto all’essenziale, quasi limitandosi alla sola diagnosi, può anche riuscire a spiegare l‘Italicum in poche parole. In ogni caso, vi ringrazio per l’immeritata stima che mi accordate come commentatore politico (sic).

Avviso subito che non commenterò l’implicita ambiguità semantica della nuova legge elettorale, che a volte temo non esser casuale, né parlerò di come siamo arrivati a questa proposta di legge elettorale passando per una miriade di altre proposte molto diverse tra loro: chi ha voglia si armi di una connessione internet e vada in cerca di notizie sulla triste storia d’Italia dal Porcellum all’Italicum. In più, per una volta, cercherò di mantenermi neutrale nell’approccio al problema e di fornirvi solo dati nudi e crudi: un’opinione finale potrete farvela voi, da soli.

Punto 1: l’Italicum si applicherà alla Camera ma non al Senato. Questa scelta implica la fine del bicameralismo perfetto nel nostro paese: il che potrebbe tradursi, ma è tutto da dimostrare, in una maggiore snellezza del legislatore, però non dimentichiamoci che il bicameralismo perfetto era nato per arginare rigurgiti fascisti di ogni genere e grado (scusatemi, sono già venuto meno all’intento di rimanere neutrale. E uno).

Punto 2: i partiti non si presentano in coalizioni ma da soli, con il loro simbolo in bella vista. Quando sarete in cabina elettorale troverete, accanto al simbolino del vostro cuore, il nome del capolista (scelto dal partito, dunque di nomina divina) e due righe in cui esprimere due preferenze, una di sesso maschile e una di sesso femminile. Vi chiedo venia, ma preferisco astenermi da commenti personali su questa follia, condotta ormai al parossismo, delle cosiddette quote rosa.

Punto 3: se un partito ottiene il 40% dei voti totali vince il premio di maggioranza e ha diritto a 340 seggi, ossia alla maggioranza assoluta (sottolineo: assoluta). Se il partito che ottiene più preferenze non supera il 40% va al ballottaggio con il secondo partito, e chi vince il ballottaggio vince anche il premio di maggioranza (340 seggi, maggioranza assoluta. Sottolineo: assoluta).

Punto 4: il capolista viene eletto per nomina divina, gli altri sulla base dei voti che hanno preso singolarmente.

Punto 5: la soglia di sbarramento per i singoli partiti tutti è fissata al 3% e non vale più il premio di coalizione, come nel Porcellum.

Ecco, questo è quanto. Se ho commesso imprecisioni vi prego di correggermi, se possibile educatamente. Se non le ho commesse rileggete almeno due volte quanto ho scritto e pensateci su bene: non è necessario esprimere commenti personali su questo blog, che è un blog tecnico e non di politica nazionale, ma sarò comunque lieto di sapere che idea vi siete fatta sull’argomento. Perdonate anche le sbavature della neutralità in nome della quale mi ero proposto quale divulgatore di questa amena novità costituzionale: è che a volte mi sembra di guardare parecchio lontano, in direzione del futuro, e quello che vedo non mi piace per niente.

13 Responses to “L’Italicum spiegato ai radiologi”

  1. kweedado ha detto:

    Alla gente piacciono le maggioranze assolute: sono rassicuranti. La legge, così com’è, è incostituzionale. Se il presidente della Repubblica non sarà complice della truffa, non la firmerà. Se no, dovremo aspettare la corte costituzionale come col porcellum, ma intanto le renzie girls faranno più danni delle olgettine. Staremo a vedere.

  2. Pier Silverio ha detto:

    Parlo da completo ignaro di cosa stia succedendo nei palazzi del potere, quindi questo italicum lo vedo per la prima volta qui.
    Non mi è chiaro come sia inficiata la bicameralità: nel punto 1. dici che questa proposta di legge varrà solo per la camera. Ne deduco che il senato rimarrà alla vecchia legge. Quindi due camere, con procedure elettorali diverse. Però dici anche che è la fine del bicameralismo. Non vedo scritto che si vuole abolire il senato. O mi è sfuggito qualcosa?

  3. Gaddo ha detto:

    @ pier silverio

    Il Senato, a giochi fatti e finiti, sarà un’altra cosa: non potrà più votare la fiducia ai governi in carica e la sua funzione principale (sic) sarà quella di “raccordo tra lo Stato e gli altri enti costitutivi della Repubblica”, cioè regioni e comuni. Il Senato manterrà giusto il potere di veto su riforme costituzionali, leggi costituzionali, leggi sui referendum popolari, leggi elettorali degli enti locali, diritto di famiglia, matrimonio, sanità, ratifiche dei trattati internazionali e amenità simili. Insomma, una camera di non eletti la cui funzione di “raccordo” mi pare assai nebulosa, e quella di legislazione e controllo è ormai estinta.

    • Pier Silverio ha detto:

      Ok, chiaro (si per dire…).
      Mantenere una seconda camera solo a fini di veto sarebbe decisamente inutile, quindi bisognerà vedere queste funzioni di collegamento in cosa si estrinsecarenno.

      Grazie dell’informazione.

      • Gaddo ha detto:

        Appunto. Ma se vuoi il mio parere spassionato, non ci saranno funzioni di collegamento. Se vuoi far approvare una legge, qualunque essa sia, una camera rompe le palle meno di due.

  4. radioblob ha detto:

    …diciamo che sei “diversamente neutrale”…

    Conclusioni: vorrei essere neutrale, ma è proprio embolia polmonare.

  5. giancarlo ha detto:

    Trovo le quote rosa quanto di più stupido, infantile, antimeritocratico ed offensivo nei confronti delle donne. Una rappresentazione lampante del Pensiero Unico imposto. Se fossi una donna mi sentirei profondamente offesa, ormai le donne non hanno più bisogno di simili favoreggiamenti e stanno prendendo il sopravvento in molte professioni, compresa la nostra. Ma qualcuno ha deciso che dobbiamo pensare così…

    • Gaddo ha detto:

      Mi trovi d’accordo, ma d’accordo proprio. Su tutta la linea. Anche io mi sentirei offeso, fossi donna. Ma forse le girls di cui parla kweedado, qualunque sia la matrice politica, preferiscono così.

  6. giosi ha detto:

    La prevalenza di uomini in politica soprattutto nei posti di potere è un male evidente.
    Le quote rosa sono un rimedio peggiore del male, sostituendo a merito e capacità il sesso.
    Ma noi siamo quelli che candidammo Cicciolina e Moana.

    • kweedado ha detto:

      Erano due donne dignitose e intelligenti che non nascondevano chi fossero, che sono state elette perché sono state votate e non perché ce le hanno imposte i loro capi.

  7. Gaddo ha detto:

    @ kweedado
    @ giosi

    Perdonami se faccio il precisino, ma credo che Moana a differenza di Cicciolina non fosse riuscita a farsi eleggere come parlamentare. Sulla sua intelligenza, peraltro, niente da eccepire; anche se, sperando di aver capito quello che voleva dire con la sua affermazione conclusiva, mi trovo d’accordo con Giosi. Ma ance con Kweedado, devo ammettere rileggendo il suo commento: loro almeno furono votate dalla gente. Questo è innegabile.

Leave a Reply

You must be logged in to post a comment.