Mi vien da piangere, come la Fornero (un post di Matteo)

Tutti noi sappiamo cosa accade oggi, 25 Novembre 2015.

Dobbiamo adeguarci. Con 22 anni di ritardo. Dopo 1 anno di preavviso.E tutti sapevano tutto.

22 anni in cui le Amministrazioni di ogni colore e schieramento Politico hanno sostanzialmente dormito i meglio sonni, giusto per dimostrare il loro proverbiale interesse nei confronti di noi Medici Ospedalieri del Servizio Sanitario Nazionale, facendosi però trovare pronti e impeccabili all’apertura di sfavillanti reparti (poi sotto-utilizzati o definitivamente chiusi) con il Sindaco trionfante che taglia il nastro e la fascia tricolore in primo piano.

Ma dobbiamo farlo, l’Europa ce lo chiede e anzi ce lo impone, e soprattutto le assicurazioni non ci coprono più se sbagliamo fuori orario, magari a nostra insaputa, perchè non abbiamo ancora il campanello sottocute che ci avvisa che abbiamo sforato le 48 h settimanali. Ma non siamo abbastanza in organico, per il blocco del turnover, quindi possiamo scegliere: essere costretti a “sforare” le 12h 50min a nostro rischio e pericolo o in alternativa essere accusati di interruzione di servizio. Bel lavoro che abbiamo scelto.

Dopo una giornata di lavoro in reparto di 10 h , magari al servizio di un PS con oltre 85% di codici verdi+bianchi+rosa e 50 sfumature di grigio, montiamo in reperibilità senza soluzione di continuo e dobbiamo tenere il conto di tutti gli orari di entrata–uscita e poi fare la somma, da sottrarre al 24 e sperare che il risultato sia maggiore o uguale a 11. Ci venderanno delle App su iPhone per tenere il conto delle ore o forse ci sono già perchè il mercato di solito precorre i bisogni e le paure delle persone e ne approfitta sine ulla dubitatione.

Ci verranno paranoie da timbrature. Il cartellino/badge sarà il nostro nemico principale.

Era meglio ai tempi di Fantozzi: almeno lui alle 17 tornava a casa con solo il due di picche della signorina Silvani e basta così. Per noi invece si da’ per scontato che il Radiologo reperibile notturno (pagato ‘na miseria) abbia la facoltà sovraumana di dormire solo nelle brevi fasi REM e per un numero virtualmente illimitato di interruzioni da squillo di smartphone (maledetto pure lui) e non gli sia necessario un sonno continuativo come gli altri esseri umani, perchè poi deve timbrare ancora il mattino successivo alle ore 8:00 pronto e fresco come una rosa per fare ecografie a nastro (per lo più fuori indicazione) e con il telefono che squilla per gli esami di PS, sempre in agguato.

Mi vien da piangere, come la Fornero. Ma per me stesso, non per altri come faceva lei e che in fondo non gliene fregava una mazza.

Si accettano suggerimenti e consigli.

Anche drastici provvedimenti.

(Matteo)

4 Responses to “Mi vien da piangere, come la Fornero (un post di Matteo)”

  1. gianni ha detto:

    E’ nei momenti di crisi che viene fuori il vero carattere delle persone: la resilienza è ciò che ha consentito all’uomo di vincere sopra tutte le altre specie viventi, a parte i virus, i microbi e forse gli insetti (troppo piccoli perché li potessimo ammazzare tutti….). In questi momenti l’uomo resiliente si adatta a sopravvivere mutando il suo atteggiamento in maniera consona al momento. A questo punto interviene un altro fattore: il bastone del maresciallo che ognuno di noi porta dentro il suo zaino (come diceva Napoleone): chi lo tira fuori ne esce vincente, chi lo tiene dentro sopravvive ma ne esce perdente…. perché alla fine piangersi addosso non serve a nulla (splendida la risposta che nel film bridge of spies dava la Spia al suo avvocato quando gli chiedeva se non era preoccupato sulla possibilità che lo condannassero a morte: “servirebbe”?), restare focalizzato sui propri obbiettivi (che a parte i soldi – sempre meno – non cambiano affatto: crescita professionale, cura del paziente, soddisfazione personale, ecc), cercando di raggiungerli contro tutto e contro tutti, fa la differenza tra un vincente ed un perdente…..

  2. giancarlo ha detto:

    Condivisibile, Gianni… L’importante è che lo capisca la gente a fronte dell’inevitabile ulteriore calo delle prestazioni del SSN a fronte di queste ulteriori pastoie e della mancanza di personale per rimediare. Scommettiamo invece che continueranno gli articoli sdegnati sulle insopportabili liste di attesa?

  3. Gaddo ha detto:

    @ gianni

    La questione non è piangersi addosso, perché in pochi lo stiamo facendo e la mia realtà professionale attuale mi dimostra, se mai ce ne fosse stato bisogno, che i professionisti seri piuttosto che demordere si spezzano la schiena di fatica.
    Il problema è l’informazione: non ai medici, che lo sanno sulla propria pelle, ma ai pazienti. Che sono la metà dei visitatori del blog, e devono sapere in che difficoltà ci dibattiamo. Altrimenti, come è accaduto oggi a me, arrivano lettere di protesta perché un esame ecografico viene spostato di quattro giorni a causa del sotto organico cronico aggravato dal problema del riposo obbligatorio.

  4. Gaddo ha detto:

    @ giancarlo

    Appunto.

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