Notte prima degli esami

Prendo sonno un attimo, in piena notte, dopo l’ennesimo scroto acuto che acuto non era: e comincio a sognare Milano, un’amica che mi porta alla sede della FAO, non so a far cosa, poi uffici che non si trovano e varie amenità che fanno parte del corredo onirico scombinato del guardiano notturno. Mi sveglia Angela, una collega del PS.

Angela: Scusa l’ora, avrei una sospetta appendicite acuta.

Radiologo: Angela, tesoro, sono le sei meno un quarto e fuori cinguettano gli uccellini. Ho appena chiuso gli occhi e mi sta montando un’emicrania tremenda. Se te la faccio alle sette?

Angela: Lo sai anche tu, non te la chiederei mai a quest’ora in condizioni normali.

Radiologo: E quali sarebbero le condizioni eccezionali?

Angela (ghignando): Domattina, anzi questa mattina, la ragazza ha gli esami di maturità.

Detto fatto, giù dal divano, diretto in sala ecografica. Lei è stesa a pancia in alto.

Dico: Bel momento per l’appendicite, vero? Non è che il corpo sta proponendo di rimandare tutto?

No, dice lei. L’esame io lo voglio fare!

Lo credo bene, penso io. Una intera estate libera da impicci, la più bella della propria vita, aperta a ogni genere di sviluppi futuri. Una vista sul domani che ancora non prevede fallimenti e delusioni.

Cosa farai dopo? le chiedo.

Non lo so, risponde. Economia o farmacia.

Io penso, e glielo dico, che le due materie non abbiano molti punti in comune; ma le dico anche che io ho deciso all’ultimo momento, come lei, e che l’alternativa a medicina era lettere classiche. Dunque, a quanto pare, sono la persona meno indicata a impartire giudizi di sorta.

Alla fine, tra una chiacchiera e l’altra, l’appendicite acuta c’è e si vede parecchio bene. La ragazza dovrà saltare la sessione ufficiale, non potrà fare il compito di italiano e quello di matematica con i suoi compagni di scuola. Ci salutiamo, lei ha una piccola lacrima che scintilla nell’angolo degli occhi, Quello più celato agli occhi meno esperti.

E comunque sia, ragazzi miei, in bocca al lupo a tutti voi. Fate un bel compito di italiano, appassionato e sincero, e se così non fosse non preoccupatevi perché tanto i vostri professori si berranno la qualunque; e poi programmate la più bella estate della vostra vita. Sapendo bene, ma questo ve lo dico io senza che nessuno di voi al momento possa e voglia credermi, che le più belle estati verranno dopo, tra molti anni, quando avrete finalmente capito, più o meno, chi diavolo siete diventati.

2 Responses to “Notte prima degli esami”

  1. Pier Silverio ha detto:

    “”Ai miei tempi”” l’estate dopo la maturatà si passava a studiare per gli esami di ingresso all’università, che quelli sì che cambiano la vita. Mai studiato tanto in vita mia come per il test di medicina, altro che storie. Non avrò mai più una conoscenza tanto vasta e multidisciplinare come l’ho avuta alla fine di quella estate.
    Nessun rimpianto comunque 😛

    Ovviamente penso che gli scoppiati come me siano una percentuale ridottissima; e tra l’altro se non erro molti test d’ingresso li hanno spostati prima dell’estate (ma non sono più aggiornato su quel fronte).

    Che sfortunata, la ragazza.

  2. Gaddo ha detto:

    Non ho conosciuto questa esperienza: io mi sono iscritto l’anno prima dell’introduzione della cosiddetta “tabella 18” e del numero chiuso. All’epoca non ce n’era granché bisogno: senza numero chiuso, quell’anno ci iscrivemmo in 105 e il terzo anno, in corso, eravamo rimasti una trentina. Tutti si iscrivevano a giurisprudenza, insomma, e pochi a medicina.

Leave a Reply

You must be logged in to post a comment.