Notule di fine anno lavorativo

E’ stato un anno entusiasmante, questo 2010. In ambito lavorativo ho portato avanti tanti progetti, più di quanti avrei immaginato solo qualche anno fa. E’ stato anche l’anno del sembrava che, ma invece. Pazienza: non tutte le ciambelle riescono con il buco, no? E poi anche le ciambelle senza buco si possono mangiare.

Ma se dovessi identificare la caratteristica principale di quest’anno non avrei dubbi: in modo del tutto paradossale, amici di vario genere e grado mi hanno messo i bastoni fra le ruote. A vario titolo, in differenti modi, con intenti diversi. E, ancora più paradossalmente, persone che non mi dovevano nulla, o che avrebbero avuto motivi validi per non farlo, mi hanno fornito possibilità, occasioni; o mi hanno semplicemente attestato la loro stima, in un modo o nell’altro.

Il che rimette in discussione tutti i parametri su cui misuriamo le nostre esistenze; e se da una parte pensarci ti leva la fiducia, dall’altra te la restituisce in forma diversa. E da’ corpo alla frase che uno dei miei maestri di radiologia ripeteva spesso, scusandosi per il cattivo francese: E’ più facile inculare gli amici che i nemici.

Ma l’anno è passato. E, sebbene non trovi più nulla da festeggiare nel capodanno da ormai qualche lustro, a volte è lecito elencare qualche desiderio per l’anno nuovo. L’ennesima lista, insomma. La lista del Mi Piacerebbe.

Nel 2011 mi piacerebbe che.

I pazienti entrassero in ospedale più sereni e sicuri che ogni medico produrrà il massimo impegno nei suoi confronti.

I medici producessero davvero il massimo impegno, ogni giorno, nei confronti dei pazienti.

I nostri amministratori cominciassero a parlare seriamente con noi medici: su questioni di sostanza, e non di forma.

I politici che si occupano di sanità mettessero da parte le logiche di partito, almeno per quanto riguarda la pelle della gente.

I giornalisti, in generale ma per quanto mi riguarda soprattutto in ambito sanitario, facessero il loro lavoro: che dovrebbe implicare la ricerca della verità, e non della notizia di parte.

Fra colleghi regnasse l’accordo, e se non fosse possibile il rispetto, e se non fosse possibile l’educazione, e se neanche questo fosse possibile mi piacerebbe che chi crede che tutti ce l’abbiano con lui riflettesse sul fatto che il problema forse è il suo, e non di tutti gli altri.

Buon anno a tutti. Io la notte me la passo di guardia: chi è fuori si diverta, stia con gli amici, giochi a carte, faccia all’amore, legga un bel libro, guardi un film romantico, passeggi sotto le stelle.

Ma, per una volta, non pensi al lavoro.

Leave a Reply

You must be logged in to post a comment.