Oppure con l’iPhone

E insomma sì, anche i radiologi blogger a volte sono stanchi. C’è da capirli, d’altronde, come c’è da capire tutti quelli che fanno questo mestiere con coscienza oltre che conoscenza, e magari pure con un po’ di anima. A volte il vaso è pieno, basta una goccia a farlo strabordare. Ma voi avete capito, quelle parole del post precedente non sono proprio mie. Sono le parole di un Gaddo che è umano proprio come tutti gli altri: che vorrebbe solo riposare e non pensare a nulla, magari camminando a lungo in una brughiera nebbiosa così che anche la nebbia dei suoi pensieri si senta in buona compagnia. Poi forse verrà il sole di York, a diradare quelle nebbie.

Non vi scoraggiate, voi che come me il giorno della laurea avete fatto un giuramento. Ci saranno momenti di stanchezza così forti da desiderare di non aver mai fatto questo mestiere, ma passeranno subito al sorriso di un paziente o al grazie sincero di qualche collega. E poi di quell’iPhone, e anche di quell’iPad, siamo innamorati, non neghiamolo; e riempie ogni nostro momento libero anche perché noi lo desideriamo.

Perché in fondo è la vita a essere così: piena e meravigliosa, e molto stancante. Ma per riposarsi c’è sempre tempo, quando saremo polvere.

Per ora continuiamo a sognare, bitteschön.

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