Postilla all’ultimo post

Andrea, collega emiliano, mi fa giudiziosamente notare che il sistema a 5 punti potrebbe avere un punto debole: e se il clinico importuno dovesse ribattere che il referto radiologico è talmente impreciso e/o superficiale da risultare inutile ai fini del clinico stesso?

Beh, l’obiezione è pertinente, Vostro Onore. Come dico spesso, questo è un problema interno alla Radiologia e ai radiologi, e non esterno. E’ ciò su cui dobbiamo fare i conti quotidianamente per non essere scalzati via da clinici aggressivi che non aspettano altro (cardiologi in primis, ahimè); ma, ripeto, è un problema nostro, non altrui, anche se sugli altri ha le pesanti ricadute che noi tutti conosciamo quando i nostri referti vengono accartocciati e gettati via, e il clinico va a chiedere lumi a un radiologo vero.

Ma c’è qualcosa che possiamo fare per rimettere in piedi la situazione. Se il clinico ci rinfaccia l’imprecisione dei nostri referti (come categoria, intendo, non come singoli: come singoli bisogna che ce la vediamo da soli, faccia a faccia con lui), la soluzione migliore è guardarlo negli occhi e ribattere, con la dovuta gentilezza: E quante richieste del cavolo ci arrivano dai tuoi colleghi ogni giorno? Su cento sospetti di embolia polmonare o di trombosi venosa profonda quanti sono positivi? Quanti addomi acuti sono davvero acuti quando gli facciamo la radiografia diretta dell’addome o la TC? Quante aorte spacciate per rotte sono rotte davvero?

Il clinico, credetemi, tornerà immediatamente a miti consigli e vi chiederà persino scusa per aver insinuato il dubbio che il vostro referto non fosse all’altezza; perché non era quello che voleva dire, insomma, lui parlava in generale e di certo non si riferiva a voialtri.

4 Responses to “Postilla all’ultimo post”

  1. matteo ha detto:

    Caro Gaddo,

    è un post interessante.
    Rispondo alla domanda di Andrea: se un radiologo fa un referto impreciso, superficiale e inutile vuol dire che non svolge il suo lavoro e forse sarebbe meglio che si dedicasse ad altre attività (possibilmente non di tipo intellettuale), anche per il bene della categoria professionale, che risente negativamente del cattivo operato di alcuni.
    Il clinico aggressivo andrebbe lasciato sbollire nella più totale indifferenza: sarà sempre lui ad aver bisogno del radiologo e quasi mai viceversa.
    Non mi è chiara la distinzione tra radiologo vero e radiologo falso, io personalmente spero di rientrare tra i primi ma vorrei chiarimenti su questa distinzione da parte del Gaddo.
    Potrei passare interi mesi a far notare al clinico quanti quesiti non trovino conferma all’esame diagnostico ma lascerei perdere… eviterei questa stucchevole guerra tra poveri, se un clinico è uno stronzo varrebbe la pena di chiarirglielo nel modo più semplice possibile dicendoglielo in faccia senza troppi giri di parole.
    Se invece un clinico vuole collaborarne e interagire con il radiologo (possibilmente senza rubargli il lavoro facendo ecografie come primo e unico impegno) ben venga purché ci sia il rispetto reciproco e non vengano superati i confini dei ruoli professionali.
    Vorrei fare un paio di domande: quante volte abbiamo visto i clinici andare a chiedere il secondo parere a un radiologo che ritengono più esperto o più capace? Lo ritenete corretto? E come pensate ci rimanga il radiologo che per primo ha stilato il referto?
    Ma siamo proprio sicuri che i medici che richiedono gli esami siano loro stessi in grado di giudicare il lavoro del radiologo?

  2. Ghiaccio e sondino ha detto:

    Insomma, come a dire che la miglior difesa è l’attacco. Lo dico sempre anche io ai miei specializzandi.

  3. Gaddo ha detto:

    @ ghiaccio

    Ah, se mi trovi d’accordo.

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