Postilla all’ultimo post

Andrea, collega emiliano, mi fa giudiziosamente notare che il sistema a 5 punti potrebbe avere un punto debole: e se il clinico importuno dovesse ribattere che il referto radiologico è talmente impreciso e/o superficiale da risultare inutile ai fini del clinico stesso?

Beh, l’obiezione è pertinente, Vostro Onore. Come dico spesso, questo è un problema interno alla Radiologia e ai radiologi, e non esterno. E’ ciò su cui dobbiamo fare i conti quotidianamente per non essere scalzati via da clinici aggressivi che non aspettano altro (cardiologi in primis, ahimè); ma, ripeto, è un problema nostro, non altrui, anche se sugli altri ha le pesanti ricadute che noi tutti conosciamo quando i nostri referti vengono accartocciati e gettati via, e il clinico va a chiedere lumi a un radiologo vero.

Ma c’è qualcosa che possiamo fare per rimettere in piedi la situazione. Se il clinico ci rinfaccia l’imprecisione dei nostri referti (come categoria, intendo, non come singoli: come singoli bisogna che ce la vediamo da soli, faccia a faccia con lui), la soluzione migliore è guardarlo negli occhi e ribattere, con la dovuta gentilezza: E quante richieste del cavolo ci arrivano dai tuoi colleghi ogni giorno? Su cento sospetti di embolia polmonare o di trombosi venosa profonda quanti sono positivi? Quanti addomi acuti sono davvero acuti quando gli facciamo la radiografia diretta dell’addome o la TC? Quante aorte spacciate per rotte sono rotte davvero?

Il clinico, credetemi, tornerà immediatamente a miti consigli e vi chiederà persino scusa per aver insinuato il dubbio che il vostro referto non fosse all’altezza; perché non era quello che voleva dire, insomma, lui parlava in generale e di certo non si riferiva a voialtri.

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