Quanto amore

Quando c’è lo senti, l’amore, c’è poco da fare. E non lo senti solo quando hai quindici anni, sei innamorato pazzo della tua compagna di banco e ti sembra che tutto il senso dell’universo conosciuto si riassuma nei suoi occhi belli. L’amore lo senti e lo riconosci, soprattutto, anche dopo aver avuto quindici anni. Forse smetti di sentirlo e cominci a riconoscerlo: lo riconosci, come accade in radiologia, perché nella vita hai imparato a conoscerlo.

Così quando in diagnostica ecografica entra la paziente, una ragazza carina e gentile, mi chiede subito con grande cortesia se anche la sua amica può entrare; e io dico che non c’è nessun problema, che certamente può entrare se lei è d’accordo. L’amica entra, anche lei è carina e gentile: si mette seduta in un angolo senza parlare e aspetta che io cominci l’esame. Ha un velo di preoccupazione sugli occhi; ma forse sono io che me lo immagino, con lo sguardo del senno di poi.

Il problema, quello clinico, è un sospetto nodulo al seno. Chiedo alla paziente gentile, la prima, se è stata lei ad accorgersene o il suo medico; e lei risponde serafica, indicando l’amica: E’ stata lei ad accorgersene per prima. E io capisco tutto. Termino l’esame e rassicuro entrambe le amiche: non c’è nessun nodulo, solo un paio di banali cisti in un’area di ghiandola molto densa. Loro alla fine mi salutano, sempre gentilmente, e infilano la porta di uscita.

L’infermiere si siede alla scrivania e mi guarda; io spero che non stia per dire quello che temo stia per dire. Per fortuna non lo dice; si limita a sospirare un vago: Che spreco, però.

Io invece, davvero, non credo che sia uno spreco. La prima cosa che mi è venuta da pensare è: spero che si vogliano tanto bene. E che il bene duri in eterno come non capita quasi mai nemmeno tra le persone cosiddette normali. Sarà che negli ultimi trent’anni ho avuto molto a che fare con l’amore, ho molto amato, ho molto sofferto e tutte le volte ne è valsa la pena. Sarà che dopo trent’anni ho perso dimestichezza con i luoghi comuni e mi danno noia e fastidio le categorie obbligate di pensiero. Sarà che non permetto più a nessuno, qualunque sia il colore del vestito che indossa, di dirmi da che parte stanno la verità e la giustizia.

Io oggi non ho visto altro che due ragazze innamorate: e va bene così, davvero, perché l’amore quando esiste ha sempre il suo senso compiuto.

4 Responses to “Quanto amore”

  1. peppinosensale ha detto:

    mi piace

  2. Elena ha detto:

    Che bello questo post. E che bello questo blog, l’ho scoperto per caso, bazzicando a casa dello Scorfano e del Disagiato 🙂 . Grazie,

    Elena

  3. Gaddo ha detto:

    Benvenuta. E grazie davvero per le belle parole.

  4. ohana ha detto:

    Quanta bellezza in questo post: nell’amore, che si riflette negli occhi di chi sa vederlo e trasmetterlo con tanta delicatezza. Grazie, Ohana

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