Quid est veritas?

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Qualche mese fa ho partecipato a un concorso letterario a tema sul sito www.discutibili.com: il premio, per i meritevoli, sarebbe stata la pubblicazione del proprio racconto su un eBook di (giustamente) libera distribuzione. Il tema era la verità: il che, come immaginate, è stato come invitarmi a nozze. Già credo di mio che la verità non esista, per non parlare delle certezze di ogni tipo, e in più faccio un mestiere in cui quello che sembra vero spesso non lo è (e viceversa, ovviamente). Senza contare che la più elevata vetta filosofica mai raggiunta da essere umano, a mio parere, fu quel cogitabondo e amaro Quid est veritas? che Pilato mormorò tra sé e sé mentre si teneva l’interrogatorio di Gesù Cristo.

Insomma, per farla breve, il mio racconto è stato annoverato tra i meritevoli e chiude la serie dei dodici dell’eBook. Se volete, qui e nei link del blog c’è la possibilità di scaricare gratuitamente e leggere la raccolta di racconti. Fatemi sapere.

9 Responses to “Quid est veritas?”

  1. giancarlo ha detto:

    Bravissimo!

  2. Gaddo ha detto:

    Grazie. Ho cercato di raccontare che la realtà è solo questione di punti di vista, quindi non esiste.

    • kweedado ha detto:

      La verità esiste, solo che la sua accessibilità dipende da molti fattori, uno dei quali è l’ordine di grandezza, un altro è la potenzialità del soggetto che la cerca.
      P.S: Pilato era un “paraculo”: faceva finta di no, ma lo sapeva bene che stava commettendo un delitto.

  3. Gaddo ha detto:

    @kweedado

    Io credo che, essendo subordinata all’uso dei sensi, non sia definibile con certezza: ma sono punti di vista, non certezze (appunto).
    Circa Pilato, concordo con te: gran paraculo e pure assai sanguinario, senza contare che la crocifissione era una pena romana e non ebraica. Però quella pagina del Vangelo non manca di stupirmi e commuovermi: ci ho scritto su qualcosa, molti anni fa, magari un giorno ve la faccio leggere.

    • kweedado ha detto:

      Se io rubo una cosa e uno, che mi ha visto rubare, mi accusa di essere un ladro, io lo so che è vero.
      Questa verità è accessibile certamente per me e in parte per chi mi ha visto rubare.

  4. antonio.bellezza ha detto:

    Molte volgarizzazioni del teorema di Godel tendono a informarci che non esiste la verità. La verità giuridica e magari a anche quella medica sono strumenti dei quali abbiamo bisogno ma con la consapevolezza dei limiti ai quali sono sottoposti.
    Invitotuti alla lettura del vecchio sggio di Palmelli Piattarini:l’illusione di sapere.
    La verità di fede è poi la meno attendibile. Ognuno ha la sua

  5. Gaddo ha detto:

    @ kweedado

    E se io rubassi un pezzo di pane per non morire di fame? Sarebbe un furto, o il furto avrebbe delle attenuanti tali da non renderlo più un furto? Il confine tra ciò che è vero e ciò che è falso a me sembra molto sfumato, ma forse è un limite mio.

  6. Gaddo ha detto:

    @ antonio

    Già ti devo, con molta gratitudine, la lettura del libro di Alessandro Stasolla. Leggerò anche questo, sicuro di doverti poi ancora ringraziare.

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