Recensione: L’allieva

Dietro insistenza di un manipolo di bloggonauti (segnalo soprattutto Luigi ed Emanuela; e, tra i due, in particolar modo la seconda), che me lo hanno più volte consigliato, sono andato in libreria e ho comprato il primo romanzo di Alessia Gazzola. Si intitola “L’allieva” e narra le vicende di una giovane specializzanda in medicina legale, al tempo stesso brillante e  imbranata, alle prese con una torbida storia di droga e omicidi nella Roma bene di inizio secolo.

Veniamo al dunque: cara Emanuela, caro Luigi, io sono un lettore difficile e più il tempo passa più il mio carattere (di lettore) peggiora. Lo so che non é più il tempo di Calvino e di Sciascia, che il mondo dell’editoria è cambiato e con lui anche il modo di fare, intendere e vendere la letteratura; ma spero che mi perdonerete se, di fronte alla minuziosa descrizione del giornalista belloccio che indossa un giubbotto North Face color ardesia bruciacchiata o prima di uscire di casa si spruzza sul collo Agua de Noantri di Giorgio Erbatman, mi viene un principio di crisi convulsiva e divento quasi dislessico. Non è cattiveria: è solo che questa roba qui la scriveva già Ken Follett, con ben altro stile, qualcosa come quattro decadi fa (e io ho smesso di leggerla a quindici anni, quella roba, un secondo dopo aver chiuso le pagine de La cruna dell’ago). E poi non sono nemmeno tanto obiettivo perché i medici legali, di default, non mi stanno simpaticissimi.

Ma la ragazza è giovane e poi, in fondo, è una collega: che diamine. Per cui non mettetemi più in difficoltà, per favore: piuttosto criticate i miei post, lo preferisco.

6 Responses to “Recensione: L’allieva”

  1. thepellons ha detto:

    Io la cruna del coso non son manco riuscita a finirlo. Per l’amor del cielo. Ma tu anobii?

  2. Peppone ha detto:

    Mhm…cattivello oggi ?
    Peraltro, concordo pienamente con te, pur avendo letto circa 5 libri di Follett.
    L’unico che ricordo con piacere e’ ” I pilastri della terra”.
    Dove, oltretutto, non si parla di ” agua de noantri” 🙂

  3. Gaddo ha detto:

    @ Pellona

    No, non anobio ancora. Forse domani, chissà.

  4. Gaddo ha detto:

    @ Peppone

    No, non è cattiveria: se lo fosse avrei buttato giù una vera recensione con motivazioni e analisi, e avrei affondato il coltello. Invece è giusto che ognuno scriva quello che vuole e sia letto da chi lo desidera. I miei pareri valgono quello che valgono: li esprimo qui perché sono a casa mia ma non sono indispensabili né, tantomeno, il verbo divino.

  5. mollybloom82 ha detto:

    Non conosco il libro ma mi è piaciuta la pseudo-recensione. Anche se mi piace Ken Follett, soprattutto i Pilastri della Terra. Ma La cruna dell’ago è simpatico, dai!
    Scusate l’ignoranza ma che significa anobiare? :-0

  6. Gaddo ha detto:

    Prova a dare un’occhiata a questo link: http://www.anobii.com/

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