Respirare

Nella vita accadono cose, sempre. Cose cominciano, cose finiscono e cose si affaticano, strisciando, verso un ipotetico orizzonte futuro che fino a poche ore prima sembrava l’unico possibile.

Così, durante un maledetto turno ecografico che piuttosto avresti preferito essere frustato con un gatto a nove code, capita Samuele. Il quale entra zoppicando, appeso a una stampella, e si stende sul lettino.

L’impegnativa, come spesso capita, non è chiara: studio dei linfonodi inguinali. Poi si viene a scoprire che gli hanno già tolto due melanomi maligni dal dorso, e Samuele ha solo trentacinque anni.

A fine esame dico, garrulo: Non ci sono linfonodi patologici, è tutto a posto.

E lui, laconico come solo chi è avvezzo al male fisico può essere, risponde: Non avevo dubbi, sa? Lo sapevo che quei linfonodi si erano gonfiati per la terapia che sto facendo.

Io: E’ ancora in cura per il melanoma?

Lui: No, la cura è per la sclerosi multipla.

Cosicché, lo capite da soli senza bisogno che io aggiunga altro, tutto rientra nell’ambito di una normalità dolorosa, certo, ma fisiologicamente normale.

Quando non tutto segue la strada che ti eri immaginato fin nei minimi particolari, centomila volte nel corso della vita, fin da quando avevi 8 anni e una fede incrollabile nel destino, c’è un piccolo trucco salvavita: respirare. Dentro-l’aria-fuori-l’aria, nient’altro. Respirare. E pensare che ci sono situazioni senza ritorno, inimmaginabili, in cui un melanoma maligno a trentacinque anni può essere la parte meno peggiore della tua vita.

4 Responses to “Respirare”

  1. antonio.bellezza ha detto:

    caro gaddo, condivido le tue osservazioni. Tuttavia come medico (mediconzolo) vorrei anche notare che la maggior parte dei melanomi sono guaribili in rapporto allo stadio iniziale e che si tratta di malattie comunque rare. Non esiste una precisa “mappa di diffusione” linfonodale e l’ecografia non può fare altro che segnalare sospetti, il più delle volte (così capita a me) senza alcuna indicazione sullo stadio iniziale e quindi sulla probabilità di rischio di diffusione linfonodale, che è peraltro indipendente da quella di metastatizzazione a distanza, con qualche rara eccezione per le forme degli arti.Eppure io faccio ecografie a persone operate anche venti anni fa.
    La sclerosi multipla: ecco, forse è questa la vera malattia, per la quale sottoporre un paziente giovane a controllo esasperati per un melanomino significa solo farlo ripiombare nel dramma della esistenza da malato.Infine è vero, un respiro e vai….. . Si sta, come d’autunno sugli alberi le foglie.
    Infine, da un punto di vista speculativo medico, sei fuori del comune. Mi complimento. Ciao

  2. Gaddo ha detto:

    @ antonio

    In questo caso erano melanomi metastatici, dunque caratterizzati da una certa aggressività biologica. Ma non è questo il punto: il punto è relativizzare i nostri guai a guai assai più seri, indipendenti dalla nostra volontà. E’ un esercizio difficile: ma d’altronde oggi ci siamo, domani non più, e tra cinquanta anni chi si ricorderà più di noi.

  3. kweedado ha detto:

    Matteo 6,25-34

    25 Perciò vi dico: per la vostra vita non affannatevi di quello che mangerete o berrete, e neanche per il vostro corpo, di quello che indosserete; la vita forse non vale più del cibo e il corpo più del vestito? 26 Guardate gli uccelli del cielo: non seminano, né mietono, né ammassano nei granai; eppure il Padre vostro celeste li nutre. Non contate voi forse più di loro? 27 E chi di voi, per quanto si dia da fare, può aggiungere un’ora sola alla sua vita? 28 E perché vi affannate per il vestito? Osservate come crescono i gigli del campo: non lavorano e non filano. 29 Eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro.

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