Senza patria

Succede anche da queste parti, che vi credete, mica solo a sud del mondo.

Domenica pomeriggio, fuori con i bimbi. Siamo lungo un canale, uno di quelli in cui da piccolini giocavano a lanciare le pignette cascate a terra dagli alberi vicini. Lì accanto due operatori del comune falciano l’erba del prato.

Sulla strada principale, in fondo, passa un cicognone* biondo neanche maggiorenne con in mano in bicchierone di plastica modello Starbucks. Sul ponte, senza alcun preavviso, il cicognone lancia giù nel fiume il bicchiere. Il rumore è spiacevole, il caffè si spande nell’acqua che scorre, il bicchiere resta a galla beffardo.

Il cicognone sta per salire sull’autobus, ma i due operatori comunali non si fanno saltare la mosca al naso. Dopo alcuni commenti intimi poco gentili sulla natura bestiale della sua educazione (non vi traduco in italiano la parola “porsea”, la capite da soli tutti), uno di loro la rincorre e la apostrofa direttamente.

Ma lei, signorina, a casa sua lancia la roba a terra?

Domanda peraltro legittima, a cui il cicognone risponde con un flebile: Vabbe, vabbè. Con una specie di paresi facciale che vorrebbe sembrare un sorriso di disimpegno ma che mostra solo un imbarazzo da figura di merda mondiale. Aprendo larghi squarci di comprensione sul vuoto cosmico che le alberga nella testolina.

Ecco: la cosa più fastidiosa di tutte é stato quel mezzo sorriso vacuo, neanche capace di manifestare l’imbarazzo dovuto, uno specchio perfetto dell’assenza di pensieri che sottende un gesto così volgare come lanciare un bicchiere nel fiume, in pieno centro cittadino, di domenica pomeriggio.

Questo per dire che le bandiere sono menate inutili, capaci solo di giustificare guerre e atrocità senza fine. E che ci sono sentimenti e stati dell’animo universali, senza confini. Buoni a nord e a sud, a est e a ovest, al di qua è al di la di qualunque muro.

L’idiozia e la maleducazione sono due di quelli. Comprendere questi sintomi sociali e prevedere una cura adatta è già aver fatto un passo avanti epocale, un passo che, per dire, nessuna riforma costituzionale del Senato potrà mai eguagliare.

* Dicesi cicognone: ragazza giovane, alta, con gambe molto magre e più lunghe del torso. Spesso dotata di sguardo vacuo.

2 Responses to “Senza patria”

  1. mollybloom82 ha detto:

    Premesso che hai certamente ragione….
    …lo sa che inizi a scrivere e a ragionare come un signore di mezza età? 😉

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