SIRM 2014 #03

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Ve lo dico: il mio senso dell’orientamento sarà pure paragonabile a quello di un piccione viaggiatore con un ematoma sottodurale, ma Fortezza da Basso è un labirinto e la segnaletica del congressone ricorda molto da vicino quella del Portogallo (sarebbe a dire: non pervenuta). Insomma, ho girato a vuoto e adesso ho male ai piedi nonostante avessi abdicato al vestito elegante di circostanza (che domani, ahimè, dovrò indossare nonostante i quarantamila gradi Fahrenheit di oggi) e indossassi la scarpa-che-respira (ma oggi deve avere il naso tappato, la scarpa-che-respira, visto l’odore delle mie calze quando finalmente l’ho tolta).

Per il resto bene: la stanza che ho ereditato dal mio primario è vista Duomo. Peccato però che Santa Maria del Fiore sia dal lato opposto e dalla finestra della mia camera si veda solo un tristissimo muro di cinta che pare di essere in un comune della fascia circumvesuviana, uno di quelli in cui hanno costruito obbrobri fin sulla bocca del vulcano; ma sono tempi cupi, questi, dunque ringraziamo, riconoscenti, e silenzio.

E poi il Congressone. C’è aria di rinnovamento in SIRM, mi chiede qualcuno? Mah, il minimo sindacale legato al fatto che, sebbene tenda all’immortalità, il cattedratico italiano medio prima o poi supera la soglia dei novanta e decide che il viaggio non vale la soddisfazione né il rischio di rompersi un femore caracollando su e giù per la Fortezza. Tanti ragazzi giovani ma, accidenti a voialtri, qui mi si parla di una flessione delle iscrizioni societarie: il che non è cosa buona (che poi la colpa non è di quelli che non si iscrivono, ma questo è un discorso a parte che mi tengo per la fine del viaggio, quando nessuno potrà più rintracciarmi).

Mi rendo antipatico a molti, lo so, quando dico che la SIRM vale pena di essere sostenuta nonostante tutte le inutili brutture di cui è capace. Abbiamo la ventura di una società unica (ricordo agli scettici che in campo medico questo è un miracolo) e secondo me dovremmo sforzarci tutti di tutelarla meglio. O avremmo bisogno che ce la lascino tutelare meglio: ma questo, ripeto, è un altro discorso e lo faremo un’altra volta. Adesso vado a godermi Florence by night, e che la Forza sia con voi.

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