Tu non ti dimenticare mai di me

Ed eccomi qua, in viaggio nel solito piattume grigio della Pianura Padana, direzione Novara, per quello che probabilmente sarà il più grandioso evento di Radiologia Toracica degli ultimi anni.

Il treno è silenzioso, nessuno parla, persino i giornali vengono sfogliati senza il consueto rumore di carta stropicciata.

Passa il controllore, anche lui parla poco. Dal finestrino sporco di fuliggine si intravedono le auto che corrono lungo la tangenziale di Mestre. Ognuna di quelle automobili contiene un sogno, o i suoi frammenti sparpagliati in giro per l’abitacolo, le speranze coltivate in una vita intera, il cumulo delle delusioni che, chissà perché, la vita fa sempre in modo che sia più voluminoso di quello delle soddisfazioni.

Non so se siano gli anni che passano verso nuove decadi da inaugurare o chissà cosa altro, ma la sensazione personale è che più si va avanti e più le cose straordinarie della nostra esistenza perdano importanza. Iniziano a pesare di più, molto di più, le cose più insignificanti. La giornata rubata al tran tran quotidiano perché si è in ferie, per esempio, la tratta in auto con la musica che ti piace alla radio, il caffè in terrazza, mentre fuori piove, insomma tutti quegli attimi di beata solitudine in cui non si è costretti per causa di forza maggiore ad avere a che fare col mondo.

Insomma, ieri pomeriggio un paziente, dopo un esame ecografico, mi ha chiesto a bruciapelo qual è la ricetta per vivere a lungo e felici. Io gli ho risposto che la ricetta non ce l’ho, come qualunque medico intellettualmente onesto deve ammettere, e che secondo me la felicità in questa vita è solo questione di culo.

Il che, per uno che in questo momento si sta recando quasi letteralmente da nessuna parte, una specie di senso contorto deve pur averlo.


La canzone della clip è “Scrivimi” di Nino Buonocore, tratta dall’album “Sabato, domenica e lunedì” (1990).

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