Una sintesi politica eccezionale

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Ero sul sito di Pippo Civati (www.ciwati): che mi sembra uno dei pochi, da tutte e tre le parti in campo, con qualche idea politica seria da spendere. E lì ho letto non solo la breve ed entusiastica recensione del nuovo libro di Tocci (waltertocci.blogspot.it), ma soprattutto uno dei commenti alle prime pagine del libro.

Non so chi sia questo Stefano: voi sapete che io non nutro né particolare stima né particolare simpatia per i cosiddetti sessantottini, ma giuro che una sintesi così precisa, spietata e concisa non l’ho mai letta. Ve la propongo qui di seguito:

“Sono un post-post-sessantottino, uno di quelli che è nato appena dopo i “sessantottini”, uno di quelli che è vissuto bene (almeno finora…) senza decider nulla. Tanto decidevano tutto loro. Decidono ancora tutto loro. Erano i più grandi ed i più bravi. Dicevano di sapere dove si doveva andare. Ma la sorte, maligna e beffarda, gli ha dato il Potere, togliendogli l’ideologia, il sogno. Si sono ritrovati baldanzosi ed arroganti a gestire il Potere con tante parole ma poca morale e poche idee. A dichiarare e fare, quasi contemporaneamente, guerre e marce per la pace, a contrastare e favorire sistemi capitalistico-finanziari, a ricevere soldi contemporaneamente dagli odiati padroni e dagli operai di questi, a predicare il merito e a favorire i “compagni”. Furbamente confusi.
Dei grandi Padri non hanno mai avuto l’umiltà di star ziti e ritirarsi quando non avessero avuto più nulla da dire o proporre.
Solo ora capiscono che o si è profondamente onesti (non solo intellettualmente) o qualcuno più disonesto e abile di loro avrà sempre la meglio.
Sarà una lettura interessante”.

Io non chi sia Stefano. Ma se mai dovesse imbattersi in questo blog, gli chiedo di palesarsi: ne riceverà immediatamente la cittadinanza onoraria.

4 Responses to “Una sintesi politica eccezionale”

  1. giancarlo ha detto:

    Bè, la fantasia al potere ne ha fatti di danni…

    • Gaddo ha detto:

      Danni incalcolabili, che pagheranno i figli dei nostri figli e i figli dei figli dei nostri figli. Con l’aggravante ideologica della fantasia al potere, per giunta, unita alla conclamata inettitudine generazionale: al punto che oggi il paese é in mano a un nonnino di 90 anni, e guai a chi gli da torto. Insomma, un fallimento su tutta la linea. Il che mi rende difficile accettare lezioni di qualunque tipo da uno di loro, fosse anche un mea culpa lungo un libro.

  2. giancarlo ha detto:

    Spesso non la penso come te, ma ammiro immensamente la tua onestà intellettuale. Fossero tutti come te…

  3. Gaddo ha detto:

    Lo prendo come il miglior complimento che potessi ricevere. Quanto al disaccordo sulle cose della vita, credo sia il sale di qualunque buona conversazione tra amici. E anche su un blog, dove ho la fortuna di averne trovati molti.

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